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mercoledì 30 maggio 2018

A certi "pregiudizi" non vogliamo assolutamente rinunciare!

Lo slogan di una campagna che si vede spesso sui social è "Accendi la mente – spegni i pregiudizi". Questo slogan e il messaggio che contiene, è oggi molto popolare e seducente. Vorrebbe infatti contrastare quelle che percepisce come discriminazioni, in particolare di razza, nazionalità, sesso, "preferenze sessuali" ecc. In favore dell'uguaglianza di accettazione e di trattamento di ogni essere umano, di fatto questa campagna riflette un'ideologia umanista oggi molto potente. Nella sua lotta, essa non esita ad usare come "clava" contro i suoi avversari quei tipici appellativi che terminano con il suffisso "-fobia", a cui si premette la categoria che vorrebbe non si discriminasse.

La Treccani così definisce il pregiudizio: "Atteggiamento sfavorevole od ostile, in particolare quando esso presenti, oltre che caratteri di superficialità e indebita generalizzazione, anche caratteristiche di rigidità, cioè quando implichi il rifiuto di metterne in dubbio la fondatezza e la resistenza a verificarne la pertinenza e la coerenza. Nella sociologia e nella psicologia sociale ha assunto grande rilievo lo studio dei pregiudizi sociali per le loro implicazioni pratico-politiche, soprattutto in rapporto ai problemi di convivenza che vengono posti dai pregiudizi etnici (xenofobia e soprattutto razzismo)" [1].

Il concetto di "pregiudizio" oggi è strumentalizzato dall'ideologia del "politicamente corretto" fino ad assumere caratteristiche indiscriminate, parossistiche e tiranniche che hanno portato ad una giusta reazione di rigetto come scrive Alessandro Benigni nel suo Blog "Ontologismi": “Ma basta con 'sta smania isterica della 'lotta ai pregiudizi'. Che poi, dai, ci vuole un secondo per vederla per quello che è: un'altra ridicola autofagia logica, che si risolve nell'avere un pregiudizio sui pregiudizi. I pregiudizi non sono infatti necessariamente sbagliati, occorre prima valutarli. Uno per uno. Esattamente quello che *non fa* la detestabile moda di svalutare tutti i pregiudizi, a priori. E questo, solo perché spesso i pregiudizi sono eccellenti armi difensive contro l'imbarbarimento e la recessione nel ritardo mentale conclamato” [2].

Ha ragione, non tutti i pregiudizi sono necessariamente sbagliati, negativi, anzi, molti fra essi sono parte costitutiva della fede cristiana biblica che non teme di pre-giudicare chiaramente certi comportamenti umani come peccaminosi, sbagliati, condannabili e da redimere in Cristo. Evidentemente, non sto qui parlando del cristianesimo "liberal", svenduto all'ideologia del "politicamente corretto", che respinge ed altera radicalmente l'unica categoria che dovrebbe determinare l'espressione della fede cristiana, cioè quella del "biblicamente corretto" secondo i canoni della legge morale stabilita sovranamente ed in maniera assoluta da Dio nella rivelazione ebraica e cristiana.

Certi "pregiudizi" biblici siamo così fieri di averli; che piaccia o meno a qualcuno o a tanti, ad essi non vogliamo rinunciare in alcuna maniera ed intendiamo combattere ad ogni livello contro tutti coloro che vorrebbero sopprimerli facendoci tacere.

Note

[1] http://www.treccani.it/enciclopedia/pregiudizio/
[2] Alessandro Benigni, in: Pagine di resistenza critica, https://alebenigni.wordpress.com.

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