sabato 16 giugno 2018

Una macchina etichettatrice impazzita

Le macchinette etichettatrici sono utili per catalogare, ordinare, razionalizzare. Che succede, però quando chi la usa impazzisce e mette etichette su tutto e su tutti senza alcun discernimento? Ho trovato in rete questo “capolavoro” di testo, ad opera di un pastore battista italiano, che, patologicamente, parte per la tangente affibbiando etichette non solo di “fascista” a tutto spiano, ma rilevando come nelle chiese stesse vi sarebbero, secondo lui, orde di credenti che rientrerebbero nelle categorie che loro odiano, come se fossero “corpi estranei” insinuatisi, chissà come, nel loro ambito. Nella loro distorta visione, però, non si rendono conto che “il corpo estraneo” sono solo loro, pastori “liberal”, maestri di revisionismo e di sovversione del cristianesimo che essi vantano di rappresentare. Ma andiamo con ordine, vi trascrivo prima, inalterato, il testo in questione, e poi la mia risposta.
“Una settimana fa ci siamo incontrati, come pastori protestanti di Milano, con una trentina di pastori metodisti della Sassonia ed ex-DDR. C'è stato uno scambio di informazioni ed opinioni sulla Nuova Destra sia in Germania che in Italia. Sono emerse indubbie e inquietanti analogie del fenomeno in entrambi i paesi. Un nuovo fascismo serpeggia nella società, e prende le forme di organizzazioni violente e paramilitari capaci di contare su coperture ad alto livello. Questo lo sappiamo tutti, o quasi. Le chiese non sono esenti dal fenomeno. Sarà per la propaganda e le fakenews, per il montare dei populismi o anche per la forte crisi morale che attraversa molti partiti della sinistra, sempre più spesso ci troviamo dinanzi a fratelli e sorelle che alla loro fede cristiana confessata, aggiungono disinvoltamente visioni xenofobe, se non apertamente razziste. Spesso quello che identifica questo nuovo fascismo culturale dentro le chiese, più che un solo tratto è la somma di diversi aspetti: omofobia, islamofobia, xenofobia, disprezzo verso le istituzioni, sessismo, machismo, leaderismo, fondamentalismo, antisemitismo, ma anche sionismo, militarismo. Ognuno di questi aspetti potrebbe da solo essere semplicemente il frutto di una cattiva informazione, o di esperienza negative, o di cattivi esempi, e richiede di essere trattato con spirito pastorale di comprensione e con più robusta formazione biblico-teologica, MA QUANDO QUESTI SINTOMI si manifestano insieme, siamo davanti ad una ideologia, ad una cultura neo-fascista assolutamente incompatibile con la fede cristiana. E questo bisogna che lo diciamo chiaramente. Non basta averlo detto in passato. Bisogna comunicare e testimoniare nuovamente dentro e fuori le chiese, con lucidità teologica, la completa estraneità della proclamazione evangelica a questo pericoloso ammiccamento. Anche se non siamo nella drammatica situazione della Chiesa Confessante che in Germania si oppose al tentativo di allineare l'insegnamento e l'organizzazione della chiesa evangelica tedesca al nazionalsocialismo, non di meno siamo chiamati ad una attenta vigilanza, che prevenga ogni nuovo insorgere di fascismo nella chiesa e nella società” (Past. Massimo Aprile, in “Iniziative dal mondo evangelico protestante”, 21 aprile 2018).
Possibile che per il solo fatto di etichettare persone (anche cristiani confessanti) con le tipiche categorie di "omofobia, islamofobia, xenofobia, disprezzo verso le istituzioni, sessismo, machismo, leaderismo, fondamentalismo, antisemitismo, ma anche sionismo, militarismo" non si rende conto che fa un'operazione priva di discernimento che riflette non "il cristianesimo" ma la loro ideologia sinistroide? Perché si dovrebbero benedire le perversioni sessuali? Perché si dovrebbe accettare l'Islam, bugiardo ed omicida, oltre che negatore dei fondamenti del Cristianesimo? Perché bisognerebbe omologare tutto il mondo senza rispettare i confini e i valori delle nostre nazioni che Dio valorizza? Perché bisognerebbe livellare i sessi senza rendersi conto delle loro rispettive funzioni? Perché vorrebbe mettere in questione i fondamenti della nostra fede biblica? Perché contestare le legittime autorità oppure appoggiare acriticamente le istituzioni? Perché negare ad Israele il diritto alla terra di Sion che Dio gli ha promesso e garantisce loro? Perché negare il diritto alla legittima difesa anche armata? In ogni caso se la mia fede e il mio impegno cristiano mi porta ad essere etichettato con le suddette categorie, che sia pure. Chi se ne importa? Io sono e sarò il vostro acerrimo nemico che continuerà a proclamare in ogni sede (anche dal pulpito) proprio quello che tanto avversate. Non ci potranno in alcun modo farci tacere, e vedremo alla fine chi la spunta... Questi cosiddetti "pastori protestanti" si troveranno a parlare solo ai muri delle chiese che hanno preso in ostaggio per distruggerle. Sta già avvenendo, e quindi non mi preoccupo più di quel tanto. Potrebbero persino considerare questo mio discorso come "farneticante". Che lo dicano pure: le loro evidenti frustrazioni sono segno che, di fatto, sono solo dei perdenti, su tutti i fronti. Magari, un giorno, a loro vergogna, apriranno gli occhi.

mercoledì 30 maggio 2018

A certi "pregiudizi" non vogliamo assolutamente rinunciare!

Lo slogan di una campagna che si vede spesso sui social è "Accendi la mente – spegni i pregiudizi". Questo slogan e il messaggio che contiene, è oggi molto popolare e seducente. Vorrebbe infatti contrastare quelle che percepisce come discriminazioni, in particolare di razza, nazionalità, sesso, "preferenze sessuali" ecc. In favore dell'uguaglianza di accettazione e di trattamento di ogni essere umano, di fatto questa campagna riflette un'ideologia umanista oggi molto potente. Nella sua lotta, essa non esita ad usare come "clava" contro i suoi avversari quei tipici appellativi che terminano con il suffisso "-fobia", a cui si premette la categoria che vorrebbe non si discriminasse.

La Treccani così definisce il pregiudizio: "Atteggiamento sfavorevole od ostile, in particolare quando esso presenti, oltre che caratteri di superficialità e indebita generalizzazione, anche caratteristiche di rigidità, cioè quando implichi il rifiuto di metterne in dubbio la fondatezza e la resistenza a verificarne la pertinenza e la coerenza. Nella sociologia e nella psicologia sociale ha assunto grande rilievo lo studio dei pregiudizi sociali per le loro implicazioni pratico-politiche, soprattutto in rapporto ai problemi di convivenza che vengono posti dai pregiudizi etnici (xenofobia e soprattutto razzismo)" [1].

Il concetto di "pregiudizio" oggi è strumentalizzato dall'ideologia del "politicamente corretto" fino ad assumere caratteristiche indiscriminate, parossistiche e tiranniche che hanno portato ad una giusta reazione di rigetto come scrive Alessandro Benigni nel suo Blog "Ontologismi": “Ma basta con 'sta smania isterica della 'lotta ai pregiudizi'. Che poi, dai, ci vuole un secondo per vederla per quello che è: un'altra ridicola autofagia logica, che si risolve nell'avere un pregiudizio sui pregiudizi. I pregiudizi non sono infatti necessariamente sbagliati, occorre prima valutarli. Uno per uno. Esattamente quello che *non fa* la detestabile moda di svalutare tutti i pregiudizi, a priori. E questo, solo perché spesso i pregiudizi sono eccellenti armi difensive contro l'imbarbarimento e la recessione nel ritardo mentale conclamato” [2].

Ha ragione, non tutti i pregiudizi sono necessariamente sbagliati, negativi, anzi, molti fra essi sono parte costitutiva della fede cristiana biblica che non teme di pre-giudicare chiaramente certi comportamenti umani come peccaminosi, sbagliati, condannabili e da redimere in Cristo. Evidentemente, non sto qui parlando del cristianesimo "liberal", svenduto all'ideologia del "politicamente corretto", che respinge ed altera radicalmente l'unica categoria che dovrebbe determinare l'espressione della fede cristiana, cioè quella del "biblicamente corretto" secondo i canoni della legge morale stabilita sovranamente ed in maniera assoluta da Dio nella rivelazione ebraica e cristiana.

Certi "pregiudizi" biblici siamo così fieri di averli; che piaccia o meno a qualcuno o a tanti, ad essi non vogliamo rinunciare in alcuna maniera ed intendiamo combattere ad ogni livello contro tutti coloro che vorrebbero sopprimerli facendoci tacere.

Note

[1] http://www.treccani.it/enciclopedia/pregiudizio/
[2] Alessandro Benigni, in: Pagine di resistenza critica, https://alebenigni.wordpress.com.