martedì 4 aprile 2017

La conversione ad un “sistema operativo” molto migliore

Nel mondo dei computer vi sono i sistemi operativi più comuni e diffusi, quelli su cui “girano” la maggior parte dei computer oggi commercializzati. Si tratta della “scelta” più comune e scontata dalla maggior parte della gente. Vi sono, però, sistemi operativi alternativi migliori che la maggior parte della gente non conosce o che, per vari motivi, non si perita di utilizzare. La Conversione cristiana potrebbe essere paragonata a disinstallare un sistema operativo per installarne uno decisamente migliore. Il seguente articolo di S. Lawson, dal titolo “Che cos’è la vera conversione” ce ne parla.


Gesù disse: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Matteo 18:3). Può anche essere tradotto: “Se non vi convertite” (ND) o “Se non vi convertirete” (CEI). Gesù dice chiaramente che una persona di questo mondo sarà accolta in quell’altro regno - il regno dei cieli - solo dopo una conversione, un cambiamento. In altre parole, essere convertiti è assolutamente indispensabile per entrare nel regno di Dio.

Che cosa significa il termine “conversione”? In senso biblico la conversione significa un’inversione di marcia, un cambiamento di rotta di tipo spirituale dal peccato, attraverso il ravvedimento e la fiducia nel Salvatore Gesù Cristo. Significa abbandonare decisamente un sentiero per prenderne un altro. Implica il voltare le spalle all’andazzo di questo mondo ed a tutto ciò che esso valorizza e contrappone a Dio. Implica l’abbandono della religione mortifera che adula compiacente le pretese umane. Implica un giro completo, una rivoluzione, un voltafaccia, un dietro-front per incamminarci attraverso la porta stretta che conduce alla vita.

La conversione implica l’idea di un cambiamento di direzione. Una vera conversione del proprio spirito altera il corso della propria vita. Non è un cambiamento parziale, un “riaggiustamento di rotta” che ci permetta di “avere un piede qui ed un piede là” in due tipi di mondo. Non è una ripulitura esteriore della facciata. La conversione non è un cambiamento graduale che avvenga nel corso del tempo come la santificazione. Conversione e santificazione sono due concetti diversi da non confondersi. La vera conversione avviene profondamente nell’anima di una persona. È un deciso “tagliare i ponti”, “farla finita” con quei modi di essere caratterizzati da ciò che Dio considera peccato per abbracciare fiduciosamente una nuova vita in Cristo.

La conversione spirituale è così profonda da implicare molti cambiamenti in una persona. Implica il “cambiare idea”, meglio, una reimpostazione della propria mente, cancellare un “sistema operativo” e installarne uno diverso. È un cambiamento di prospettive, un nuovo modo di considerare Dio, il proprio io, il peccato, e Cristo. È un cambiamento emotivo che ci distacca da chi o che cosa amavamo, per attaccarsi emotivamente ad una nuova persona. Questo ci porta ad essere profondamente dispiaciuti per avere amato ciò che Dio odia, provare orrore per aver peccato verso Dio, che è santo e giusto. Implica un cambiamento di volontà, di volizione, avere la determinazione di abbandonare senza riserve ciò che Dio considera peccato volgendoci a Cristo, attraverso il quale otteniamo il perdono dei nostri peccati. L’intera persona - mente, sentimenti e volontà - nella conversione è cambiata in modo radicale, completo, pieno.

Dal punto di vista teologico, rigenerazione e conversione sono due facce della stessa medaglia. La rigenerazione è l’attività sovrana di Dio attravero lo Spirito Santo nell’anima di colui o colei che è spiritualmente morto nel peccato. La rigenerazione è l’innesto nell’anima di nuova vita. È la rigenerazione che innesca il ravvedimento e la fede, cose che da noi stessi non potremmo operare, e che sono doni della Grazia. L’altra faccia della medaglia è che la conversione è la risposta, l’azione di chi è stato rigenerato. La conversione è “il primo esercizio della nuova natura nell’anima che così si muove da qualcosa verso qualcosa” (Martin Lloyd Jones). La rigenerazione precede e produce la conversiome. Vi è un rapporto di causa ed effetto fra le due. La Rigenerazione è la causa, la Conversione è l’effetto. La Rigenerazione è la radice, la Conversione il frutto.

Affermare la vera conversione implica che esista anche una falsa conversione. Esiste una fede non salvifica. Gesù disse: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Matteo 7:21). È ben possibile che vi siano persone che conoscano la verità, vi assentano e persino si sentano imbarazzate per il proprio peccato, ma si tratta di un imbarazzo egoista, un rammarico per ciò che ha fatto male a noi, non tanto un rammarico per ciò che ha fatto male a Dio, il Dio santo. e lo ha offeso. Giuda Iscariota può esserne un esempio scritturale al riguardo. Nella conversione contraffatta non c’è la morte al proprio io, nessuna reale sottomissione alla signoria di Cristo, nessun farsi carico della propria croce, nessuna reale ubbidienza al seguito di Cristo, nessun frutto del ravvedimento - solo parole vuote, sentimenti superficiali, aride attività religiose. Al contrario, nella vera conversione si aborrisce il peccato, si rinuncia a condividere l’andazzo di questo mondo, ci si arrende a Dio senza condizioni, si esercita la fede. Là Cristo è considerato estremamente prezioso e si abbraccia la croce di Cristo (ciò che essa rappresenta) come l’unica possibile speranza salvifica.

L’intero scopo della conversione è portare uomini e donne in un giusto, corretto, rapporto con Dio. Ecco perché Cristo è venuto, ecco la ragione per la quale è morto. “Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo” (2 Corinzi 5:19). La conversione è il grido disperato di un’anima bisognosa. Fintanto che la propria vita non è fatta deviare dal peccato a Cristo, ogni altra cosa non ha alcuna importanza.

(Adattamento da Steve Lawson, http://www.ligonier.org/blog/what-true-conversion/).

sabato 18 febbraio 2017

In quante chiese evangeliche si insegna che…

La Scrittura intera testimonia ampiamente ed in tutte le sue parti, che Dio è sovrano in modo assoluto su tutto ciò che accade in questo mondo e che ogni cosa in lui ha un senso preciso e corrisponde ai suoi eterni propositi, tanto da andare dove lui vuole che vada senza che niente o nessuno possa alterarlo. Eppure questo non viene insegnato, in tutte le sue conseguenze, in tante chiese che pur si dicono evangeliche e bibliche. Anzi, spesso trovano modo di far dire alla Scrittura: “Non può essere che dica ciò che dice in tanti suoi brani”. La piegano così ai loro pre-giudizi su ciò che Dio dovrebbe o non dovrebbe essere, fare o non fare. Che possiamo dire e fare noi al riguardo? Dovremmo tacere e  “tollerare benignamente” di sentire anche dai pulpiti ragionamenti senza senso, irrazionali e dal punto di vista biblico oggettivamente errati?
Si insegna che Dio ama tutti - anche quelli che Egli manda all’inferno...

Questo insegnamento profana l’amore di Dio per i suoi eletti e il suo odio per coloro che ordina alla dannazione (Giuda 4). Quello le Scritture non lo insegnano. È vero che Dio provvede per tutte le creature umane [“poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Matteo 5:45)], ma pioggia e sole non sono il metro per misurare l’amore di Dio. Si potrebbe per assurdo allora concluderne che coloro che godono di maggiori giornate soleggiate e di pioggia siano i più amati da Dio!

“Come sono grandi le tue opere, o SIGNORE! Come sono profondi i tuoi pensieri!  L'uomo insensato non conosce e lo stolto non intende questo: che gli empi germogliano come l'erba e tutti i malfattori fioriscono per essere distrutti in eterno (Salmi 92:5-7). Non è vero che Dio ama tutti. Di fatto v’è un grandissimo numero di creature umane che sono state distrutte per sempre ed egli lo fa. Dio fa si che alcuni prosperino per lo scopo di farli risorgere ad eterna vergogna e disprezzo. “infatti il SIGNORE faceva sì che il loro cuore si ostinasse a dar battaglia a Israele, perché Israele li votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro, e li distruggesse come il SIGNORE aveva comandato a Mosè” (Giosuè 11:20). Dio aveva indurito attivamente il cuore dei quei Gentili? Perché? Non perché quei Gentili fossero stati più malvagi degli Israeliti, ma perché Dio avrebbe mantenuto il suo Patto con Israele. Dio non aveva in alcun modo desiderato concedere a questi Gentili un qualsiasi favore e voleva distruggerli per sempre, e così li aveva induriti.

Si insegna che Dio non ha eletto persone alla dannazione eterna

“Che c'è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione, e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria” (Romani 9:22-23).

“Perché si sono infiltrati fra di voi certi uomini (per i quali già da tempo è scritta questa condanna); empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 4), “che sono stati da tempo designati per questa condanna” (ND).

Che piaccia o non piaccia, questi brani insegnano chiaramente che vi sono creature umane designate per la condanna. Dio ha progettato e decretato che vi fossero creature umane dannate per l’eternità.

Si insegna che Dio desidera che tutti siano salvati, e che persino si rattrista e piange per quelli che non non vogliono essere salvati e non saranno salvati.

Il SIGNORE ha fatto ogni cosa per uno scopo; anche l'empio, per il giorno della sventura(Proverbi 16:4). Dio non piange “divine lacrime di frustrazione” su coloro che Egli manda all’inferno. Egli non desidera la salvezza di tutti, perché se lo desiderasse, tutti senza distinzione verrebbero salvati, e quello non corrisponde a verità. Si tratta di un insegnamento deviante che dipinge il Sovrano Iddio come una divinità impotente che “non può” realizzare ciò che il Suo cuore desidera.

Si insegna che tutti hanno il dovere e la responsabilità di essere salvati

È Dio e non la creatura umana ad essere responsabile per la salvezza del Suo popolo - ed indubbiamente Egli l’ha realizzata (Giovanni 19:28) quando Gesù è venuto in questo mondo (Matteo 1:21), è andato alla croce ed ha dichiarato che tutto era compiuto. Le creature umane non hanno l’obbligo di fare l’esperienza della salvezza - quello è un dono di Dio - l’opera della Grazia SUPREMA E SOVRANA.

Si insegna che Dio avrebbe due volontà diverse - una che vuole e desidera alcune cose che “l’altra sua volontà” ha decretato che non accadrà. In altre parole vi sono cose in questo mondo che avvengono contro il suo desiderio.

Se la cosa vi suona confusa è perché è confusa! Il Dio in cui credo realizza tutto ciò che il suo cuore desidera o “vuole”. La sua volontà di propositi è la sua volontà di piacere e di desiderio. Le cose sono come sono in questo mondo perché Dio ha decretato ed ha voluto che esse fossero così. Ha decretato che Adamo e la sua posterità sarebbe caduta in peccato affinché il Cristo fosse glorificato nella Sua grande opera di salvezza. Affermare che il male ed il peccato non facciano parte dei suoi gloriosi piani perché “non li voleva” è privo di senso. Voleva Dio che il peccato ed il male entrassero in questo mondo? Se non è così non sarei nemmeno sicuro che non potrebbe accadere pure in paradiso “contro la sua volontà”.

Dio ha detto a Faraone: “Lascia andare il mio popolo”: “Il SIGNORE disse a Mosè: «Quando sarai tornato in Egitto, avrai cura di fare davanti al faraone tutti i prodigi che ti ho dato potere di compiere; ma io gli indurirò il cuore ed egli non lascerà partire il popolo. Tu dirai al faraone: "Così dice il SIGNORE: Israele è mio figlio, il mio primogenito, e io ti dico: Lascia andare mio figlio, perché mi serva; se tu rifiuti di lasciarlo andare, ecco, io ucciderò tuo figlio, il tuo primogenito"».” (Esodo 4:21-23). Dio ha causato che il Faraone peccasse. Forse che questo lo rende “autore del peccato”? O, in altre parole, forse che questo rende Dio malvagio? NO! Dio non è vincolato ad alcuna legge, può fare tutto ciò che vuole! Qual è la legge alla quale Dio è vincolato e che lo renderebbe un peccatore? Per esempio, Se Dio dovesse “rubare”, a chi ruberebbe dato che è Lui a possedere ogni cosa? Che male “potrebbe” mai fare? Nessun’idea.

“Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace” (Salmo 115:3). Il SIGNORE fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra, nei mari e in tutti gli oceani” (Salmo 135:6): “Tutti gli abitanti della terra sono un nulla davanti a lui; egli agisce come vuole con l'esercito del cielo e con gli abitanti della terra; e non c'è nessuno che possa fermare la sua mano o dirgli: «Che fai?»” (Daniele 4:35). Quanti sono i cristiani professanti che osano dire a Dio: “Che fai?”. Tanti. Sono tanti, infatti che gridano indignati: “Quello tu non lo faresti mai, perché renderebbe Dio autore del peccato!!”

Il Dio della Bibbia, il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, il Dio di Mosè e il Dio di Gesù Cristo e dei Suoi apostoli, è SOVRANO IN MANIERA ASSOLUTA e tutto ciò che accade in questo mondo è perché Egli si compiace che sia così.

«Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono» (Apocalisse 4:11).

“Ricordate il passato, le cose antiche; perché io sono Dio, e non ce n'è alcun altro; sono Dio, e nessuno è simile a me. Io annuncio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico: Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà; chiamo da oriente un uccello da preda, da una terra lontana l'uomo che effettui il mio disegno. Sì, io l'ho detto e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l'eseguirò” (Isaia 46:9-11).

“Il SIGNORE ha fatto ogni cosa per uno scopo; anche l'empio, per il giorno della sventura(Proverbi 16:4).

Io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l'avversità; io, il SIGNORE, sono colui che fa tutte queste cose” (Isaia 45:7).

“Chi mai dice una cosa che si avveri, se il Signore non l'ha comandato? Il male e il bene
non procedono forse dalla bocca dell'Altissimo?” (Lamentazioni 3:37-38).

“Giobbe le rispose: «Tu parli da donna insensata! Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo di accettare il male?» In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra” (Giobbe 2:10).

Il compiacimento ultimo di Dio si trova in Cristo. Egli si è compiaciuto che il Suo amato Figlio morisse com’è morto.

“Ma il SIGNORE ha voluto stroncarlo con i patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni, e l'opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani” (Isaia 53:10).

Perché Cristo è morto? Perché dei soldati romani lo hanno inchiodato ad una croce? Perché i Giudei lo hanno respinto? A causa del giudizio emesso da Pilato? A causa dei nostri peccati? Tutto questo è vero - ma si tratta di cause secondarie. La ragione primaria è perché Dio si è compiaciuto che fosse così. Perché accade una qualsiasi cosa? Perché così piace al Signore ed Egli è glorificato in ogni cosa. Se non credi che sia così, prego che, Dio volendo, che questo ti sia rivelato.