martedì 15 gennaio 2019

Non più estranei a Dio

"...eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d'Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, avendo abolito nella sua carne l'inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l'inimicizia in se stesso" (Efesini 2:12-16).
"Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita" (Romani 5:10).
La creatura umana, così come la troviamo oggi in natura, è ostile a Dio, al Dio vero e vivente, che pure è fonte e sostegno della sua vita. Potrà anche protestare e dire che "semplicemente" gli indifferente o agnostica, ma rimane tragicamente estraniata da Lui e per quanto dica di poterne fare a meno, di Dio ne avrebbe disperatamente bisogno. Solo, infatti, in comunione con Lui la vita umana è realizzata e conforme ai suoi propositi originari. L'estraniamento da Dio è la nostra condizione naturale dovuta alla Caduta. Ecco perché un'opera di riconciliazione con Dio è necessaria. È quella che Dio si è proposto di fare in Cristo, mediatore unico della riconciliazione fra la creatura umana e Dio.

In che modo siamo nemici di Dio? Si possono elencare parecchi punti di tensione fra Dio e la creatura umana:

1 Per natura abbiamo una bassa stima di Dio. Lo consideriamo indegno del nostro amore o timore.

2 Preferiamo tenere Dio a distanza. Non abbiamo alcun' inclinazione naturale a cercare in preghiera la sua presenza.

3 La nostra volontà è avversa alla legge di Dio. Non siamo sudditi leali del suo sovrano governo.

4 Siamo nemici di Dio nei nostri sentimenti. La nostra anima conserva un seme di malizia contro Dio. Facciamo presto a bestemmiare e a manifestare la nostra rabbia contro di Lui.

5 Gli siamo nemici nella pratica. Ci comportiamo in modo contrario a quanto Egli stabilisce.

Esaminate la vostra condizione spirituale alla luce di questi cinque punti di tensione fra Dio e la creatura umana.

domenica 6 gennaio 2019

L'ansietà, un peccato

"Non siate in ansietà per cosa alcuna" (Filippesi 4:6).

L'ansietà (le sollecitudini ansiose, lo stare in pena, quella forte inquietudine dovuta a preoccupazione) è decisamente proibita dalla Parola di Dio allo stesso modo come lo è il furto! Dobbiamo attentamente riflettere su di questo e rendercene ben conto, così da non poterla in alcun modo giustificare come "debolezza". Più siamo persuasi che l'ansia sia un peccato, più ci renderemo conto di quanto essa disonori Dio e sia qualcosa da opporvi strenua resistenza (Ebrei 12:4). In che modo, però, possiamo opporvi resistenza?

In primo luogo, implorando lo Spirito Santo di concederci una più profonda persuasione di quanto essa sia grave.

In secondo luogo, facendola oggetto di preghiera speciale e persistente, affinché da questo male noi se ne sia liberati.

In terzo luogo, facendo bene attenzione quando essa insorga, e nonappena diventiamo consapevoli che inizi ad assillare la nostra mente in maniera molesta, elevare il nostro cuore a Dio e chiedergli di esserne liberati.

Il migliore antidoto per l'ansia è la meditazione frequente sulla bontà , potere e sufficienza di Dio. Quando il cristiano può rendersi conto con fiducia che "L'Eterno è il mio pastore", egli deve giungere alla conclusione che "nulla mi mancherà". Immediatamente dopo l'esortazione, infatti, troviamo "..., ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento". Non c'è nulla di troppo grande e nulla di troppo piccolo che noi si possa presentare al Signore in preghiera. Quel "con ringraziamento" è molto importante, eppure si tratta del punto in cui la maggior parte di noi fallisce. Significa che prima ancora di ricevere la risposta di Dio alla nostra preghiera, noi per essa lo ringraziamo: è la fiducia del figlio che sa che il Padre non lo deluderà mai.

"Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito?" (Matteo 6:25).

"Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte" (Matteo 6:33).

A. W. Pink