sabato 27 agosto 2016

La maratona della vita cristiana

La fede cristiana autentica è ben lungi dall’essere “una credenza” privata, “mentale”, ma uno stile di vita, anzi, una gara che si corre in vista di un premio. Non però come una gara dove c’è chi arriva primo e si prende il premio, ma una sorta di maratona in cui tanti si iscrivono e “vincono tutti” quelli che arrivano al traguardo. Implica comunque impegno: non serve a nulla rimanerne spettatori. L’incoraggiamento a parttecipare ed a perseverarvi fino alla fine lo troviamo nel testo biblico di questa domenica, in Ebrei 1:1-3. Vedi qui la trascrizione

giovedì 28 luglio 2016

Mai più sacrifici cruenti


Gesù Cristo ha messo fine una volta per sempre alla necessità di sacrifici cruenti per purificare la propria coscienza.

Vi era un tempo in cui la gente, per purificare la propria coscienza oppressa dal senso di colpa, faceva ricorso alla pratica dei sacrifici: si versava ritualmente sull’altare il sangue di animali con l’idea che le proprie colpe sarebbero state espiate ed avrebbero conseguito il perdono. Nel paganesimo erano pure comuni, per lo stesso fine, sacrifici umani, versare sangue umano. L’islamismo, che fa parte di quel mondo, condivide questa idea, pratica sacrifici rituali cruenti e, nelle sue forme più radicali, giunge a versare sangue umano, quello degli “infedeli” ed anche il proprio, con lo scopo conclamato di “purificare la propria coscienza” e conseguire per sé il perdono compiacendo Dio. Questi sacrifici per loro diventano così meritori.

La fede cristiana, così com’è proclamata e spiegata dal Nuovo Testamento, ha messo fine una volta per sempre alla pratica dei sacrifici. Essa annuncia che l’unico sacrificio valido ed efficace è stato quello del Salvatore Gesù Cristo, che ha versato una volta per sempre, morendo su una croce, il suo sangue. È quel sacrificio cruento, quel sangue (e nessun altro), che ha il potere di purificare davvero la nostra coscienza e rigenerarla. Questo messaggio è esposto in tutto il Nuovo Testamento e particolarmente nella Lettera agli Ebrei. Ad un certo punto essa afferma:
“Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurare la purezza della carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!” (Ebrei 9:13-14).
Questo (fra i tanti altri riferimenti possibili) ci rammenta che una delle benedizioni della grazia di Dio nel sangue che Cristo ha versato, è quello di “purificare la nostra coscienza”, come faceva un tempo la lavandaia che strofinava i panni con acqua e sapone nel lavatoio per pulirli. Questo testo mette in evidenza come il sangue di Cristo sia l’unico che possa purificare la nostra coscienza e rendere pulite le nostre mani per servire e rendere culto al Dio vero e vivente. Questo e nient’altro.

Il testo dice che Cristo, attraverso il suo sangue, purifica la nostra coscienza. La coscienza è il luogo della realtà dove vien detta la verità. La coscienza è il luogo dove sorge il senso di colpa, dove condanna e libertà combattono per la vita di una persona. Tutti noi cerchiamo di avere la coscienza pura, una buona coscienza [1], ma anche una coscienza purificata [2] - una coscienza liberata dalle “opere morte” che renda possibile la nostra autentica comunione con Dio per poterlo servire con amore: il che è la nostra vocazione originaria come creature umane.

Le innumerevoli purificazioni rituali praticate dagli antichi israeliti non potevano, infatti, lavare davvero le loro coscienze dal peccato e dal senso di colpa, così come non può farlo una qualsiasi altra “opera” che potremmo ritenere efficace ma che di fatto è “morta”, inefficace. Quella purificazione proviene solo dal sangue di Cristo. È del sangue di Cristo ciò di cui abbiamo disperatamente bisogno per produrre coscienze pure e mani pulite,

Nel Salmo 24 si solleva la domanda: “Chi salirà al monte del SIGNORE? Chi potrà stare nel suo luogo santo? L'uomo innocente di mani e puro di cuore” (vv. 3-4). Per poter “salire al monte del Signore” e rendergli il culto che gli è dovuto ci è necessario avere mani pulite e cuore puro. La questione così diventa: “Chi ha mani pulite e cuore puro?”. La risposta è Gesù. Il solo che io conosca che abbia tali mani ed un tale cuore è il Signore Gesù. La Bibbia ci rammenta che è stato Lui a “salire al monte del Signore”, lui ad entrare nel luogo santissimo, e questo “non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue” (Ebrei 9:12). Lui nel luogo santissimo vi è entrato e lui apre a noi la strada: “Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù” (Ebrei 10:19).

Gesù ha “mani pulite”? Sì, e così tutti coloro che sono stati “lavati nel suo sangue”. Attraverso il sangue di Cristo (ed in quello di nessun altro) la nostra coscienza può essere davvero liberata dal senso di colpa causato dai nostri peccati e purificata. Ecco perché l’Evangelo ci chiama al ravvedimento e ad affidarci alla persona ed all’opera di Cristo. A causa del sangue di Cristo soltanto possiamo essere in comunione con il Dio vero e vivente e servirlo come dobbiamo.

Dobbiamo avere ben chiaro che quest’opera di purificazione, del nostro cuore e delle nostre mani, non la possiamo operare noi. Questa è stata la presunzione e la condanna di Pilato. Aveva cercato di “lavarsene le mani” della morte di Cristo. “Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell'acqua e si lavò le mani in presenza della folla, dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci vol” (Matteo 27:24). Magari aveva liberato così le sue mani dallo sporco fisico, ma non aveva potuto fare purificare la sua coscienza. Mettetelo a contrasto con Paolo che scrive: “Ringrazio Dio, che servo come già i miei antenati con pura coscienza, ricordandomi regolarmente di te nelle mie preghiere giorno e notte” (2 Timoteo 1:3). La differenza è che Pilato si era proposto di lavarsi dal sangue di Cristo, mentre Paolo sapeva di essere stato lavato nel sangue di Cristo.

Se è necessario il sangue di Cristo per potere avere una coscienza pura e buona, qualsiasi tentativo di poterlo fare in altro modo è futile e vano, causa inutili sofferenze e persino disastri. Per questo è necessario annunciare chiaramente l’Evangelo di Cristo agli islamici, ingannati come sono da una falsa religione e da un falso profeta, ma anche alla nostra gente che si affanna in quelle che la Bibbia chiama “opere morte”, che si auto-giustifica illudendosi di poter avere un perdono a buon mercato o che semplicemente soffoca la sua coscienza. È il sangue di Cristo l’unico ad avere potere di purificazione. Egli è “l’Agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo”. È Cristo Gesù che purifica la coscienza e che ha posto fine ad ogni altro sacrificio cruento.

Dobbiamo andare a Lui riconoscendo la nostra condizione disperata, ravvedendoci da ciò che Dio considera peccato, che ci separa da Lui e ci condanna, e accogliere con fiducia la Sua persona ed opera. Allora faremo l’esperienza straordinaria e liberante che ci renderò persone nuove, persone “ad immagine di Cristo” che veramente sanno amare. La vostra coscienza è stata lavata nel sangue dell’Agnello?


[1] “Per questo anch'io mi esercito ad avere sempre una coscienza pura davanti a Dio e davanti agli uomini” (Atti 24:16); “Pregate per noi; infatti siamo convinti di avere una buona coscienza, e siamo decisi a condurci onestamente in ogni cosa” (Ebrei 13:18).
[2] “Avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura” (Ebrei 10:22).