mercoledì 21 ottobre 2009

Gli anglicani "tradizionalisti" saranno accolti dal Cattolicesimo-romano?

I giornali oggi riportano la notizia che gli anglicani "tradizionalisti" saranno accolti dal Cattolicesimo-romano. Questa notizia è del tutto fuorviante come se tutte "le frange più tradizionaliste" della Comunione anglicana, quelle contrarie all'ordinazione delle donne al pastorato e all’episcopato e all’ordinazione di ministri omosessuali, fossero tutte filo-cattoliche... Bisogna infatti specificare che cosa si intenda per "tradizionalisti". Vi sono infatti pastori e comunità che sostengono in questa comunione l'ortodossia riformata, come pure gli evangelicali che dissentono sull'apertura al ministero cristiano di donne e di omosessuali e che pure non hanno alcuna intenzione e si guardano bene dall'aderire alla Chiesa cattolica-romana e che ne sono ben lontane come teologia e mentalità.

I "tradizionalisti" che verranno accolti fra i cattolici sono quegli anglicani che propendono per la teologia, tradizione e liturgia tipicamente cattolico-romana e non certo chi sostiene i 39 articoli della Chiesa anglicana e gli evangelicali, i quali (pur non condividendo le "aperture" della teologia neo-liberale) intendono rimanere fedeli al retaggio e tradizione riformata della chiesa anglicana.


Vedasi anche: http://www.voce-evangelica.ch/focus/focus.cfm?id=10544

1 commento:

  1. Holger Milkau sull'apertura agli anglicani
    21 ottobre 09

    (ve/nev) “Il cammino ecumenico non potrà mai essere un ritorno a Roma". C’è sconcerto nella reazione del decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), il pastore Holger Milkau, per la recente Costituzione apostolica proposta da Benedetto XVI che "accoglie" gli anglicani dissidenti nella comunione cattolica. "Vedo in questa decisione del papa”, ha dichiarato Milkau all'agenzia NEV, “un vero e proprio scisma interno ad una chiesa della Riforma. E questo mi spiace soprattutto per le sorelle e i fratelli anglicani che non hanno affatto bisogno dell'accoglienza del papa per ritenersi degni e validi cristiani. I protestanti devono smettere di sentirsi cattolici di seconda classe”, prosegue Milkau, “così come non sono una chiesa minore rispetto a quella cattolica. Il protestantesimo non ha affrontato secoli travagliati per finire nelle braccia del Papa ma solo per avvicinarsi a quelle di Gesù che è il vero capo della Chiesa. Inutile dire che vicende come questa non possono non avere una conseguenza sul piano delle relazioni ecumeniche: per noi luterani, come per gran parte del protestantesimo, infatti, il cammino ecumenico non è e non potrà mai essere un 'ritorno a Roma', ma solo un cammino comune nella sequela cristiana. E in nessun modo possiamo affermare che quella di ieri è stata una giornata radiosa dell'ecumenismo; al contrario ha messo un inciampo enorme su un cammino già molto difficile".
    Nel gennaio del prossimo anno, papa Benedetto XVI ha previsto di fare visita alla Chiesa luterana di Roma, 25 anni dopo la storica visita compiuta dal suo predecessore, Giovanni Paolo II.

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