martedì 3 novembre 2009

Un imperativo morale prioritario

Un imperativo morale prioritario come cristiani oggi riguarda che cosa intendiamo fare, a livello di chiese e di singoli credenti per affrontare l'attuale fenomeno del surriscaldamento globale. Dovuto in gran parte alle nostre enormi emissioni di carbonio e all'uso sconsiderato di risorse energetiche non sostenibili, esso sta per avere conseguenze drammatiche per il mondo intero, soprattutto sui più poveri. Prevedibili sempre più grandi catastrofi ambientali ci costringeranno fra breve a smettere di occuparci di questioni irrilevanti e secondarie per affrontare i problemi della pura e semplice sopravvivenza nostra e delle persone e popoli più vulnerabili di questo mondo. Saremo costretti a  riesaminare radicalmente tutto il nostro modo di vivere per renderlo sostenibile.

Alcuni giorni fa rappresentanti di chiese cristiane e di diverse religioni si sono incontrate a Londra ospiti dell'arcivescovo (anglicano) di Canterbury per consultarsi e redigere programmi comuni soprattutto in vista del prossimo summit mondiale di Copenhagen sul cambiamento climatico dal 7 al 18 dicembre 2009 (http://www.greencity.it/speciali/copenhagen-2009/index.php). Traduco qui sotto la dichiarazione emessa al termine del convegno.

Affermazione dei leader di varie fedi partecipanti al seminario "Fede e mutamento climatico" ospitato dall'Arcivescovo di Canterbury al palazzo di Lambeth, 29 ottobre 2009
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In quanto leader e rappresentanti di comunità di fede ed organizzazioni religiose nel Regno Unito, desideriamo evidenziare la minaccia molto reale rappresentata da catastrofici mutamenti climatici ai poveri del mondo ed alla nostra fragile creazione. Il mondo sviluppato è responsabile più di tutti per gli effetti già visibili del surriscaldamento globale. La giustizia richiede che noi ci assumiamo la responsabilità di rallentare l'aumento della temperatura a livello globale. Facciamo appello ai negoziatori britannici al prossimo summit di Copenhagen, ed in particolare alle nazioni del G20 di lottare perché venga stipulato un accordo che rapidamente metta fine alla dipendenza insostenibile dai carburanti fossili e metta in atto misure urgenti per ridurre le emissioni gassose che producono un effetto serra affinché l'aumento della temperatura globale possa essere contenuto in due gradi centigradi.

Riconosciamo inequivocabilmente che affrontare le cause del surriscaldamento globale è un imperativo morale. Questo è rafforzato dall'impatto ambientale del cambiamento climatico - in particolare la siccità, le inondazioni, la scarsità di acqua potabile e l'innalzamento del livello del mare. Le comunità di fede hanno un ruolo cruciale per promuovere urgentemente cambiamenti del comportamento ad ogni livello della società ed in ogni settore economico. Noi tutti abbiamo la responsabilità di imparare a vivere e svilupparci, in un mondo di risorse limitare, in modo sostenibile. Questa responsabilità è particolarmente evidenziata poco tempo prima che i rappresentanti di governi di tutto il nondo si incontrino per concordare un piano d'azione sul cambiamento climatico.

Sulla base di esempi di azioni locali ed internazionali intese a convivere e collaborare in modo sostenibile, presentati al nostro incontro, ci impegniamo

- Ad intervenire nelle nostre comunità, sia nel Regno Unito che internazionalmente, nelle prossime settimane per far prendere sempre più coscienza di quanto potenzialmente catastrofico possa essere l'attuale mutamento climatico e ad aumentare l'appoggio pubblico ad un accordo ambizioso, equo ed efficace a Copenhagen.
- Continuare a condividere la migliore pratica e a raddoppiare i nostri sforzi per ridurre le emissioni gassose risultanti dalle nostre attività istituzionali e individuali.

- A lavorare con i nostri partner, chiese sorelle e comunità a livello internazionale per mitigare gli effetti del mutamento climatico sulle comunità più povere e vulnerabili nel mondo in via di sviluppo ed a far pressione sui governi per appoggiare un tale sforzo.

Per aiutare a raggiungere questi fini, noi conveniamo ad usare il nostro incontro di oggi come un primo passo di un processo continuato di collaborazione. Noi credialo che le nostre comunità possano essere agenti chiave di cambiamento e per sollecitare i governi, dovunque possibile per sostenere i nostri sforzi per costruire capacità ed impegno per ridurre le emissioni di carbonio, aumentare la consapevolezza di questi problemi e promuovere pratiche di vita sostenibile.

 Per approfondire: "Il futuro del mondo si decide a Copenhagen".

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