domenica 27 febbraio 2011

Quelle quattro cose...

"Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette" (Ebrei 6:1-3).

Un noto opuscolo di evangelizzazione contenente una collezione tematica di versetti biblici finalizzata ad accompagnare il lettore alla "salvezza" porta come titolo: "Dio vuole che tu sappia quattro cose".

Indipendentemente da quanto siano effettivamente quelle le cose da ritenersi essenziali per cogliere "il succo" della fede cristiana (esistono pure altre simili presentazioni schematiche), ritengo che questo titolo sia piuttosto emblematico della condizione in cui si trovano oggi molti cristiani che del cristianesimo si accontentano di sapere "quelle quattro cose" e che non si preoccupano di conoscere molto di più per ritenersi cristiani. Popolare, per esempio, è l'idea che quel che conta sia "amare" e che tutto il resto sia "un optional" per "chi ha tempo" o per chi ha "la passione della teologia" leggendo libri, partecipando a studi biblici o a corsi specifici. Naturalmente, poi, riescono a concedersi un generoso tempo dedicato al proprio "necessario" svago ed altri a seguire corsi sul proprio hobby preferito. Di fatto leggere libri di un certo impegno per conoscere e riflettere è sempre più raro, non a caso le case editrici cristiane evangeliche sopravvivono con grande fatica e "fanno salti mortali" per far acquistare i propri libri, salvo "abbassare il livello" della propria offerta per venire incontro ai gusti del vasto pubblico incolto accentuando l'intrattenimento ed il sensazionalistico.

Queste sono, è vero, generalizzazioni, ma quanta conoscenza superficiale, frammentaria, incoerente, non strutturata, d'origine incerta, non approfondita, basata solo sul comune sentire e non su rigorose e coerenti argomentazioni, troviamo nel cristiano medio oggi e lo riscontro di frequente negli interventi di cristiani professanti su forum e discussioni nella rete. La situazione non viene migliorata neppure spesso dagli insegnamenti che questi stessi cristiani odono dai pulpiti, non meno superficiali, confusi, imprecisi e influenzati dagli slogan di moda. Abbiamo bisogno di chiarezza, struttura, coerenza, dottrinale e filosofica. È preciso dovere del cristiano e dei pastori quella di promuovere crescita spirituale ed intellettuale, in conoscenza e virtù, di ogni discepolo di Cristo che, proprio in quanto "discepolo" è impegnato nella propria "educazione permanente", mentre i più sembrano rimanere "alle elementari", quando non sono addirittura "analfabeti" di Bibbia, teologia e filosofia cristiana (una coerente e strutturata concezione del mondo e della vita) anche per saper rispondere adeguatamente a chi ci chiede spiegazioni sulla nostra fede.

Secoli fa, proprio quando le condizioni economiche e sociali della stessa Europa erano a livello molto basso, i cristiani evangelici erano conosciuti per la loro competenza ed istruzione non solo biblica ma anche culturale, fondavano scuole e case editrici, leggevano, discutevano con competenza suscitando sana gelosia.

Reagire a quella che è spesso la deprimente situazione contemporanea anche nelle nostre chiese è urgente e il contributo che intende dare a questo con le varie sezioni del mio sito web, in particolare ora la sezione di filosofia cristiana, vuole essere significativo.

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