martedì 21 agosto 2012

Nome e cognome? (Il Cristo, 7)

D. 41. Perché il nostro Mediatore è chiamato Cristo?
R. Il nostro Mediatore è stato chiamato Cristo, perché era unto di Spirito Santo senza misura, e così consacrato, e pienamente fornito di ogni autorità e capacità per assolvere alle funzioni di profeta, sacerdote e de della Sua chiesa, nella condizione sia di umiliazione che di innalzamento. [Catechismo Maggiore di Westminster, D/R 41].
Perché al nome di Gesù di Nazareth facciamo accompagnare il termine "Cristo"? Esso non è un nome, ma un titolo, e così dicendo confessiamo la nostra fede proclamando chi Egli sia oggettivamente e per noi.

Quando identifichiamo il nostro Signore e Salvatore con Gesù Cristo, il termine "Cristo", infatti, non è un nome personale, ma un titolo. Tant'è vero che sarebbe più corretto dire "Gesù, il Cristo", come in:"Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»" (Matteo 16:16). Il termine "Cristo" è la forma italiana della parola greca "Christos", che significa "unto con olio", equivalente del termine ebraico "Messia". Si tratta quindi di una semplice tradizione linguistica che proclama come Gesù di Nazareth sia il Messia annunciato e lungamente atteso dal popolo di Israele, Colui che Dio ha eternamente consacrato come il Salvatore per eccellenza, come afferma il Salmo 2:2 "...I re della terra si danno convegno e i prìncipi congiurano insieme contro il SIGNORE e contro il suo Unto, dicendo...".

L'idea di base del termine "Cristo" è quindi "consacrazione con olio". Nell'Antico Testamento venivano così consacrati re, sacerdoti e profeti, essendo l'olio un simbolo dello Spirito Santo, quello che dà loro capacità e sapienza per assolvere ai compiti ai quali sono stati delegati.

Tutti i re ed i sacerdoti dell'Antico Testamento, però, non erano che figure ed "ombre" che in sé stessi solo preannunciavano Gesù, vero, supremo e finale Re e Sacerdote. Gesù è Colui che al di sopra di chiunque altro è stato unto con l'olio della consacrazione e che lo Spirito Santo ha pienamente qualificato per essere il nostro Profeta, Sacerdote e Re.

Egli è il supremo profeta, il Profeta per eccellenza che ci parla da parte di Dio. Non c'è nessuno che Gli sia pari. Egli è l'Ultimo. Egli è il supremo (o sommo) Sacerdote, che offre con e nella Sua Persona il sacrificio più efficace per il perdono dei nostri peccati e che ci permette di accedere a Dio. Egli è Re, o Signore, Colui che in modo supremo e senza pari è degno e capace di governare la vita del Suo popolo. Nel Nuovo Testamento vediamo come la Sua investitura e unzione con Spirito Santo sia simboleggiata dalla colomba che scende su di Lui al momento del Suo battesimo: "Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall'acqua; ed ecco i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui" (Matteo 3:16). La colomba rappresentava la totalità dello Spirito Santo, perché Gesù ne riceve "senza misura". A Pentecoste i discepoli riuniti di Gesù ricevono lo Spirito Santo attraverso la figura delle lingue di fuoco che si posavano su ciascuno di loro. Il fuoco, lì, era "divisibile" ed essi ne avevano ricevuto "una misura" soltanto. Gesù però è l'Unico che ne abbia ricevuto "senza misura" o "oltre misura". La colomba rappresenta totalità e indivisibilità. Cfr. "Egli prese tutti questi animali, li divise nel mezzo e pose ciascuna metà di fronte all'altra; ma non divise gli uccelli" (Genesi 15:10).

Gesù, il Cristo (come si specifica nelle D/R seguenti del Catechismo, esegue le funzioni (o uffici) di Profeta, Sacerdote e Re sia nella Sua condizione di umiliazione (vale a dire durante la Sua vita sulla terra) che nella Sua condizione di innalzamento o esaltazione (vale a dire nella Sua risurrezione, ascensione e presenza alla destra di Dio). Questo vuol dire che Gesù, il Cristo, era allora, rimane oggi e sarà per sempre Profeta Sacerdote e Re.

Dire che Gesù è "il Cristo" è dunque la nostra confessione di fede, spiegando la quale noi realizziamo quanto scrive l'apostolo Pietro: "Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa" (1 Pietro 2:9).

Come sempre, vedasi sul wiki citazioni bibliche di supporto, eventuali osservazioni supplementari e il collegamento al resto delle D/R.

1 commento:

  1. Caro fratello Paolo,i tuoi studi così approfonditi, ben collegati alle scritture e alle dottrine dei riformatori, mi sono oltremodo di aiuto nella mia crescita spirituale.Il Signore ti sostenga in ogni opera buona,ti benedica e benedica la tua famiglia e, realizzi ogni tuo desiderio conformemente alla Sua volontà sempre perfetta. Con affetto nel Cristo nicola.

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