lunedì 3 giugno 2013

Al cuore della questione (Studi sul Decalogo, 2)

Dopo avere esaminato il 24 maggio la prima regola di interpretazione delle Leggi di Dio incastonate nel Decalogo (vedasi anche il sito wiki di riferimento), proseguiamo oggi con alcune altre regole enunciate del Catechismo Maggiore di Westminster. E' un buon modo per iniziare la settimana...
"2. Che essa [la Legge di Dio] è spirituale: essa, cioè, si estende fino all’intelletto, la volontà, i sentimenti ed ogni altro potere dell’anima, tanto quanto parole, opere e gesti".
L'aggettivo "spirituale" nella Bibbia non corrisponde al significato che spesso oggi gli si dà di "religioso" o "devozionale", ma indica ciò che riguarda il cuore dell'essere umano. 

Il "cuore" dell'essere umano è la nostra identità personale profonda che trascende le manifestazioni temporali della nostra vita, la nostra corporeità, e che le sopravvive. "Cuore" corrisponde in linea di massima a ciò che comunemente è stato definito "anima", il nostro spirito. È ciò che siamo "dentro" veramente. Potremmo, infatti, conformarci esteriormente ad una legge, magari "di mala voglia", senza che il cuore ne fosse coinvolto, non "volentieri", senza quella profonda persuasione e amore verso Chi ci ha dato la Sua legge che Gli conviene. Il cuore è stato definito la radice religiosa sopra-razionale dell'esistenza umana da cui procede la nostra vita: "Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita" (Proverbi 4:23). In termini biblici esso è il nostro "uomo interiore" contrapposto a "uomo esteriore": "Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno" (2 Corinzi 4:16). La legge morale che Dio ci ha data riguarda, perciò, non solo la nostra condotta esteriore ed azioni, ma anche quello che siamo "in profondità", emozioni, desideri, risoluzioni della volontà ecc. Soltanto la legge morale di Dio ha un tale carattere spirituale e quindici deve coinvolgere totalmente.

La legge morale riguarda l'intelletto nel senso che pure il nostro intelletto deve essere sottomesso alla legge morale di Dio e che, per esempio, è peccato essere compiacenti e tollerare ciò che è falso, oppure avere il nostro pensiero distorto o accecato da pregiudizi. Siamo responsabili non solo delle nostre azioni, ma di come pensiamo. "Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri" (Filippesi 4:8).

La legge morale riguarda la volontà nel senso che la nostra capacità di prendere decisioni o fare scelte è soggetta alla legge morale di Dio. Si trasgredisce la legge morale di Dio quando si manca di prendere una decisione in armonia con essa o quando siamo condizionati nelle nostre scelte da motivazioni sbagliate o peccaminose.

Che la legge morale riguardi "i sentimenti" significa che ad essa sono soggette pure le nostre emozioni, ad esempio, l'amore, l'odio, l'ira, la gioia, l'afflizione. È dunque una trasgressione della legge morale di Dio nutrire in sé quei sentimenti o emozioni che Dio nella Sua Parola disapprova.

Per "poteri dell'anima" il Catechismo si riferisce alla memoria ed al senso artistico, che include la capacità di produrre ed apprezzare buona musica, arte, poesia, letteratura ecc. Tutte queste capacità dello spirito umano sono pure soggette alla legge morale di Dio. [Vedasi qui altre questioni connesse].

Esaminiamo oggi anche, per l'interpretazione del Decalogo:
3. La stessa cosa, ma sotto diversi rispetti, è richiesta o proibita in comandamenti diversi. 
4. Laddove si esige l'adempimento di un dovere, pure si proibisce il peccato contrario corrispondente; e dove un peccato è proibito, là pure è comandato il dovere contrario corrispondente. Allo stesso modo, laddove al comandamento è annessa una promessa, pure vi si minaccia il contrario; e laddove è annessa una minaccia, il contrario vi è implicato.
Lo stesso ed identico dovere può essere richiesto in più d'uno dei Dieci Comandamenti. Per esempio: "Lavora sei giorni e fa' tutto il tuo lavoro" è parte del quarto comandamento che riguarda il giorno del riposo, ma l'ottavo comandamento, che proibisce il furto, esige pure che una persona per vivere lavori, perché una persona che vive senza lavorare, di fatto sottrae a qualcun altro quello che le serve commettendo così un furto.

Uno stesso ed identico peccato può essere proibito in più di uno dei Dieci Comandamenti. Per esempio, rendere falsa testimonianza al processo di omicidio, risultando nella condanna di una persona innocente, è una violazione sia del sesto che del nono comandamento: "Non uccidere" e "Non attestare il falso contro il tuo prossimo".

La ragione per la quale vari comandamenti si sovrappongono si trova nel fatto che la vita umana è complessa ed ogni fatto della vita è connesso, dal punto di vista della legge morale di Dio, ad altri fatti della nostra vita. Quando guardiamo ai fatti della nostra vita dal punto di vista della legge morale di Dio, quindi, ci rendiamo conto come, in un modo o in un altro, un fatto della nostra vita tocchi diversi comandamenti.

Il Catechismo insegna che in ciascuno dei Dieci Comandamenti sono presenti aspetti sia positivi che negativi, anche se è menzionato solo uno di essi. Laddove si prescrive un dovere si proibisce la sua inadempienza, e dove un peccato è proibito, là pure è prescritto il dovere opposto corrispondente. Lo stesso vale dove si sia in presenza sia di minacce che di promesse.

Per aspetto negativo dei Dieci Comandamenti si intende la proibizione della trasgressione della legge di Dio, fare cioè qualcosa che Dio ha proibito. Per aspetto positivo dei Dieci Comandamenti si intende la conformità con la legge di Dio, il fare ciò che Dio esige. L'aspetto negativo dei Dieci Comandamenti è prominente, dato che otto comandamenti iniziano con la negazione "Non", mentre solo due sono in forma positiva (il quarto ed il quinto). Questo non vuol dire necessariamente che la legge morale di Dio sia necessariamente negativa, dato che ciascun comandamento può essere interpretato sia nell'aspetto positivo che nell'aspetto negativo. Questa interpretazione è provata dal fatto che i Dieci Comandamenti possono essere riassunti in due: l'amore per Dio e l'amore verso il prossimo. Allo stesso modo, sebbene il secondo ed il terzo comandamento contengano delle minacce ed il quinto una promessa, se li interpretiamo correttamente vedremo come tutti implichino sia promesse che minacce.  [Vedasi qui altre questioni connesse].

(Continua).



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