martedì 21 gennaio 2014

Calvino e la "svizzerità"

Sono stato a Londra presso l'ambasciata svizzera per rinnovare il mio passaporto (eh sì, sono anche cittadino svizzero!). Nella sala d'attesa ci sono delle riviste che pubblicizzano la Svizzera. In una di queste, un articolo (in inglese), parla di che cosa potrebbe consistere la "svizzerità" (elveticità?), il carattere tipico di questo paese.

Dice: "Nonostante tutto, la Svizzera si è plasmata la sua identità. Essa è sinonimo di puntualità, qualità ed affidabilità coltivate su un duro terreno alpino". Fin qui tutto bene. Leggendo però avanti nell'articolo (evidentemente non avevo altro da fare in sala d'attesa), leggo che il nome della Svizzera è legato anche a Giovanni Calvino. Interessante, mi dico, solo che, il mio entusiasmo ben presto si spegne.

La rivista ne parla **negativamente** e con i soliti luoghi comuni sulla "Ginevra di Calvino". Non sanno evidentenente fare di meglio. Tradotto, scrivono: "(la svizzerità) cominciò con un uomo in missione. Credendo che la gente dovesse solo lavorare, riposare e pregare, Giovanni Calvino trasformò la Ginevra del XVI secolo in una sorta di Iran dei suoi giorni, una teocrazia governata da una squadra di Dio [God's squad?]. Vi aveva bandito qualsiasi divertimento, incluso il ballo, le bevande e persino portare gioielleria. Non più in grado di produrre bigiotteria fantasiosa, per sopravvivere, gli orefici della città si adattarono. Decisero così di produrre orologi, firmando la prima corporazione al mondo di orologiai e creando capolavori che sarebbero stati rinomati per accuratezza bellezza".

L'idea è "nonostante Calvino" i pragmatici svizzeri avevano saputo sfruttare al meglio la situazione...". Non una parola di più sui valori impressi dalla Riforma nel carattere degli svizzeri (ora in crisi proprio perché la maggioranza non li condivide più). Insomma, la gente oggi "vuole divertirsi" ed ha in avversione Calvino e il suo Dio, con il suo "rigore e sobrietà". Solo che non comprende come i valori citati all'inizio, vale a dire la puntualità, qualità ed affidabilità", sono nati proprio dal Calvinismo.

Il suo principio di fondo, infatti, era e rimane quello di fare tutto bene, con precisione ed impegno: perché? Per dare gloria a Dio in tutto quello che facciamo, dimostrando di essere in armonia con Lui e rendendone buona testimonianza.

Se però Dio non è (più) il punto di riferimento primario della nostra vita personale e nazionale, che altro può essere? Solo il profitto personale (arricchirsi) e l'orgoglio nazionale? I profitti della "azienda Svizzera"? Quelli sono solo degli idoli, gli idoli del secolarismo. Fondando la loro vita su di quelli che cosa effettivamente alla lunga guadagneranno? Se guadagnassimo tutto il mondo e poi perdessimo la nostra anima, che ce ne avremmo ricavato?

Mi sa che gli svizzeri di oggi vogliono le benedizioni di Dio ma non vogliono Dio (il Dio che Calvino serviva) magari insieme ad un'immagine "conveniente" di Dio dietro alla quale si nascondono i loro idoli. Pensano di essere al sicuro ma non sfuggiranno al giudizio di Dio, purtroppo.

1 commento:

  1. E' sempre lo stesso luogo comune quando si parla di Giovanni Calvino, basti pensare che anche in ambito cristiano si dicono gli stessi strafalcioni....

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