giovedì 6 febbraio 2014

Minatori delle profondità di Dio

(Giobbe 28:9-28)

L'uomo stende la mano sul granito,
rovescia dalle radici le montagne.
Pratica trafori dentro le rocce,
e l'occhio suo scorge quanto c'è di prezioso.
Frena le acque perché non gemano
e le cose nascoste trae fuori alla luce.
Ma la saggezza, dove trovarla?
Dov'è il luogo dell'intelligenza?
L'uomo non ne sa la via,
non la si trova sulla terra dei viventi.
L'abisso dice: "Non è in me";
il mare dice: "Non sta da me".
Non la si ottiene in cambio d'oro,
né la si compra a peso d'argento.

Da dove viene dunque la saggezza?
Dov'è il luogo dell'intelligenza?
Essa è nascosta agli occhi di ogni vivente,
è celata agli uccelli del cielo.

Dio solo conosce la via che vi conduce,
egli solo sa il luogo dove risiede,

Quando regolò il peso del vento
e fissò la misura delle acque,
quando diede una legge alla pioggia
e tracciò la strada al lampo dei tuoni,
allora la vide e la rivelò,
la stabilì e anche l'investigò.
E disse all'uomo:
"Ecco, temere il Signore, questa è saggezza,
fuggire il male è intelligenza"».

"Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie! 34 Infatti «chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì da riceverne il contraccambio?» Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen" (Romani 11:33-36)

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