giovedì 25 giugno 2015

Affermazioni che dovrebbero renderci sospettosi

“Molti sono stati nella storia coloro che erano sicuri di seguire “nuove vie” benedette da Dio, mentre, in realtà, si trattava solo di abbagli ben presto rivelatisi distruttivi, sovversivi della stessa identità cristiana”.
La nostra generazione si vanta di grandi cose, ma si distingue anche e soprattutto per la sua superficialità e faciloneria, dimostrando di essere disavveduta e con scarso discernimento. Si sentono spesso oggi affermazioni che dovrebbero almeno “insospettirci”. Vediamone alcune:

Quando qualcuno sostiene di conoscere ciò che Gesù, Paolo o un altro autore biblico "veramente" intendessero. Ci vuole una bella presunzione a fare affermazioni come queste. Dire di conoscere ciò che Gesù "veramente" intendesse, significa dire che tutti gli studiosi, storici della chiesa, pastori e cristiani di ogni tempo e paese si siano sbagliati e non abbiano inteso il veto significato delle parole di Gesù. Certo, si sono fatti anche errori teologici attraverso la storia della chiesa. Ora, però, dopo migliaia di anni, tu avresti capito ciò che Gesù veramente intendeva? Se questo è il caso, le parole di Gesù dovevano proprio essere oscure!

Quando qualcuno afferma di conoscere ciò che Gesù. Paolo, o un qualsiasi altro autore biblico avrebbero detto se fossero oggi in vita. Ecco un'altra affermazione audace. Dio ha fatto in modo che il Canone della Scrittura fosse chiuso in un particolare tempo e luogo della storia. Vi erano molte particolari pratiche culturali ed idee in auge quando Dio ha scelto di chiudere il Canone della Scrittura. Se voleva, avrebbe potuto continuare a far sì che uomini e donne scrivessero nuove parti della Bibbia, magari per rispondere “alle esigenze dei tempi”, ma non l'ha fatto. Quando affermi di conoscere ciò che Gesù avrebbe detto al riguardo di fenomeni, per esempio, come l'omosessualità, o il ruolo (ridefinito) dei generi, la politica o la chiesa, stai camminando su un sentiero molto pericoloso. Stai mettendo i piedi là dove, nella storia, solo pretenziosi e solitari creatori di sétte, sicuri d’avere essi soli “finalmente la verità” hanno osato metterli. Gesù, Paolo, Luca, Giuda, Giacomo ed ogni altro autore biblico hanno detto ciò che hanno detto e nulla di più. Dio ha voluto che quanto loro hanno scritto fosse sufficiente come regola della nostra fede e della nostra condotta, e per sempre, ed aveva un buon motivo per farlo.

Quando qualcuno afferma che la Chiesa nel suo insieme abbia affrontato una questione in modo del tutto sbagliato. Sì, vi sono stati leader ecclesiastici che si sono sbagliati nel corsi della storia, ma affermare che la Chiesa nel suo insieme abbia affrontato una questione in modo errato per almeno 2000 anni? Però... un'affermazione davvero ardita! Non vi sembra un po' strano che solo ora Dio stia cominciando a rimediare “al suo errore”? Che ora, dopo 2000 anni, noi saremmo la generazione che finalmente ha capito le cose come stanno?

La nostra generazione è infatuata con il nuovo e con l'immediato. Amiamo i gadget più aggiornati, i film più nuovi, e le idee teologiche più nuove, come se tutto ciò che “è nuovo” fosse sempre necessariamente migliore del vecchio e del “superato”? Davvero? Sono molti oggi coloro che si lasciano determinare acriticamente dall’idea del “progresso” e dell’evoluzione, senza rendersi conto che l’evoluzionismo è pure una potente ideologia.

Sono sicuro al 95% che, al leggere queste parole, sicuramente vi sarà qualcuno che vorrebbe richiamare alla mia mente il fatto che molti cristiani fossero nel passato proprietari di schiavi. Per rispondere loro vorrei dire due cose. In primo luogo, credo che sia un'ipotesi plausibile dire che molti uomini e donne nel corso della storia che hanno difeso pratiche peccaminose non fossero nati di nuovo, davvero credenti, ma seguissero solo una convenzione sociale per altro loro conveniente. Questo è il caso quando si tratta delle Crociate, della schiavitù, dell'Inquisizione spagnola e di molti altri tristi avvenimenti della storia Questi avvenimenti e pratiche erano promosse da chi abbracciava in gran parte “cristianesimo culturale”, non il vero cristianesimo di chi, dopo aver ascoltato l’Evangelo biblico, si è ravveduto dei propri peccati e si sia impegnato in un rapporto personale con il Salvatore fatto di fede, amore ed ubbidienza. Vero è che questo non era sempre il caso. certo, anche cristiani in buona fede e nati di nuovo possono sbagliarsi su diverse questioni, soprattutto quando si lasciano condizionare in alcuni aspetti della loro vita dalla cultura dell’ambiente in cui vivono. La famiglia del grande teologo ed evangelista riformato Jonathan Edwards, che era chiaramente nato di nuovo, pure era proprietaria di schiavi. Vi erano a quel tempo chiese che giustificavano atteggiamenti e pratiche razziste. Che dovremmo fare in casi come questi? Riconosciamo che talvolta cristiani e chiese hanno sbagliato. Questo, però, non contraddice quanto abbiamo osservato più sopra. Le chiese possono affrontare una questione in modo errato. Ecco perché dovremmo sempre verificare quel che crediamo mettendolo a confrono soprattutto con il chiaro insegnamento delle Scritture e con la sapienza condivisa degli ultimi 2000 anni. Anche oggi faremmo bene e dimostremmo saggezza a verificare pure le nostre idee moderne sulla sessualità, la politica, il ruolo dei generi rispetto alla storia della chiesa nel suo complesso, ma con grande attenzione e discernimento.

Molte delle questioni che determinano le discussioni e i cambiamenti in atto in molte chiese e denominazioni oggi sono suscitate “dal vento della storia”. È il mondo che molto spesso determina “l’ordine del giorno” di tante assemblee ecclesiastiche. Seppure sia vero che lo Spirito Santo di Dio ci parli talvolta attraverso gli avvenimenti e le trasformazioni culturali della storia contemporanea e che le chiese cristiane debbano rapportarsi con il mondo, non dovremmo essere così rapidi e sicuri nell’identificare tutto ciò che accade, quand’anche fosse a livello globale, con lo Spirito Santo che vuole insegnare alla chiesa “nuove vie”. Bisogna avere discernimento, perché molti sono stati nella storia coloro che erano sicuri di seguire “nuove vie” benedette da Dio, mentre, in realtà, si trattava solo di abbagli ben presto rivelatisi distruttivi, sovversivi della stessa identità cristiana. Lo Spirito Santo non contraddice mai Sé stesso ed agisce sempre in armonia con quanto ha autorevolmente rivelato da sempre ed in modo chiaro attraverso le Sacre Scritture. Dovremmo andare molto cauti quando qualcuno afferma di avere ricevuto “nuova luce” sulle Scritture come chi dice (lo fanno soprattutto le sétte) che “per duemila anni la chiesa si è sbagliata” e che finalmente loro, o “solo loro” hanno “compreso la verità”! Sicuramente esiste anche per quanto riguarda la comprensione della volontà di Dio rivelata nelle Scritture, un progresso. Non si tratterà però mai di un radicale ribaltamento, alterazione, o peggio, svuotamento del loro valore ed autorità. La promessa di Gesù di rimanere con il Suo popolo attraverso la storia e di accompagnarlo costantemente è reale.

Chi dice che “dopo duemila anni di apostasia siamo arrivati noi ed abbiamo capito tutto” e che Dio li porti a “ricostituire la vera chiesa” sono ben noti gruppi settari eversivi. Non c’è molta differenza fra loro e chi oggi dice che “la scienza” ci ha portato finalmente a conoscere la verità dopo secoli di “oscurantismo” e che dobbiamo rivedere rivedere radicalmente o “buttare a mare” del tutto la rivelazione biblica… L’Apostolo continua oggi a metterci in guardia: “affinché non siamo raggirati da Satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni” (2 Corinzi 2:11). Quanti fra noi, disavveduti, cadranno nella trappola dell’anticristo degli ultimi tempi scambiandolo per “lo Spirito Santo”? “Ragazzi, è l'ultima ora. Come avete udito, l'anticristo deve venire, e di fatto già ora sono sorti molti anticristi. Da ciò conosciamo che è l'ultima ora” (1 Giovanni 2:18). Il discernimento è oggi un bene molto raro. La nostra definizione di ciò che è giusto o sbagliato deve essere forgiata dalla Parola di Dio e da null'altro.

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