venerdì 25 settembre 2009

Non un invenzione della Riforma!

Una dolce sostituzione


Una delle più antiche lettere cristiane esistenti, scritta probabilmente poco dopo la morte dell'ultimo Apostolo, è anonima. E' indirizzata ad un certo Diogneto da uno che semplicemente chiama sé stesso "Mathetes", cioè "Discepolo". Diogneto non è un cristiano, e quindi la lettera è essenzialmente evangelistica. In che modo questa lettera presenta l'Evangelo ad un incredulo che non ne ha mai sentito parlare? Egli ne parla come di una "dolce sostituzione". Considerate le seguenti parole:

IX. 1. (Dio) dunque avendo da sé tutto disposto con il Figlio, permise che noi fino all'ultimo, trascinati dai piaceri e dalle brame come volevamo, fossimo travolti dai piaceri e dalle passioni. Non si compiaceva affatto dei nostri peccati, ma ci sopportava e non approvava quel tempo di ingiustizia. Invece, preparava il tempo della giustizia perché noi fossimo convinti che in quel periodo, per le nostre opere, eravamo indegni della vita, e ora solo per bontà di Dio ne siamo degni, e dimostrassimo, per quanto fosse in noi, che era impossibile entrare nel regno di Dio e che solo per sua potenza ne diventiamo capaci. 2. Dopo che la nostra ingiustizia giunse al colmo e fu dimostrato chiaramente che come suo guadagno spettava il castigo e la morte, venne il tempo che Dio aveva stabilito per manifestare la sua bontà e la sua potenza. O immensa bontà e amore di Dio. Non ci odiò, non ci respinse e non si vendicò, ma fu magnanimo e ci sopportò e con misericordia si addossò i nostri peccati e mandò suo Figlio per il nostro riscatto; il santo per gli empi, l'innocente per i malvagi, il giusto per gli ingiusti, l'incorruttibile per i corrotti, l'immortale per i mortali. 3. Quale altra cosa poteva coprire i nostri peccati se non la sua giustizia? 4. In chi avremmo potuto essere giustificati noi, ingiusti ed empi, se non nel solo Figlio di Dio? 5. Dolce sostituzione, opera inscrutabile, benefici insospettati! L'ingiustizia di molti viene riparata da un solo giusto e la giustizia di uno solo rende giusti molti. 6. Egli, che prima ci convinse dell'impotenza della nostra natura per avere la vita, ora ci mostra il salvatore capace di salvare anche l'impossibile. Con queste due cose ha voluto che ci fidiamo della sua bontà e lo consideriamo nostro sostentatore, padre, maestro, consigliere, medico, mente, luce, onore, gloria, forza, vita, senza preoccuparsi del vestito e del cibo" (Lettera a Diogneto).

Coloro che affermano che la giustificazione per grazia mediante una giustizia esterna a noi stessi, imputata per fede, sia un'invenzione della Riforma protestante, non sanno ciò che dicono. Essa è una dottrina chiaramente proclamata dagli Apostoli e ben conosciuta e diffusa nella chiesa antica.

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