domenica 28 agosto 2011

Il primogenito di ogni creatura

Com’è da intendersi l’attribuzione al Cristo del titolo “il primogenito di ogni creatura”?
Egli è l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura” (Colossesi 1:15).

Il termine che traduciamo in italiano come: “primogenito” e che intendiamo comunemente come: “il figlio nato per primo”, nella cultura ebraica è un titolo che mette in rilievo il primato, la posizione privilegiata, l’onore dell’erede principale dei “beni di famiglia” e che può essere indicato come “il favorito”, “l’eletto”. Come tale, questo privilegio può appartenere al letterale primo figlio maschio di una coppia (discendenza fisica), ma può essere attribuito anche ad un figlio adottivo, o comunque a chi un padre elegge, sceglie, di affidare questo onore, attribuendogli privilegi particolari, maggiori di quelli dati ad altri1.

Israele (il popolo eletto da Dio a rappresentarlo in terra) è chiamato nella Bibbia “il primogenito di Dio” [“Tu dirai al faraone: ‘Così dice il SIGNORE: Israele è mio figlio, il mio primogenito’” (Esodo 4:22); “...perché sono diventato un padre per Israele, ed Efraim è il mio primogenito” (Geremia 31:9)]. Oggettivamente Israele non è “il primogenito” di Dio, ma viene favorito rispetto ad altri popoli e reso legalmente tale per sovrana elezione. "Poiché tu sei un popolo consacrato all'Eterno, il tuo DIO; l'Eterno, il tuo DIO, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. L'Eterno non ha riposto il suo amore su di voi né vi ha scelto, perché eravate più numerosi di alcun altro popolo; eravate infatti il più piccolo di tutti i popoli; ma perché l'Eterno vi ama" (Deuteronomio 7:6-7).

Questo termine passa per naturale transizione al Messia, al Salvatore, considerato l’Eletto per eccellenza, il rappresentante perfetto di Dio, “l’erede di Dio”. Egli diventa, così, il prototipo, il modello ideale, l’esempio perfetto di come dev’essere (moralmente e spiritualmente) il popolo di Dio e, sicuramente anche della creatura umana “così com’è stata creata”, in comunione ed in armonia perfetta con Dio. "Egli m'invocherà, dicendo: 'Tu sei mio Padre, mio Dio, e la rocca della mia salvezza". Io inoltre lo costituirò mio primogenito, il più eccelso dei re della terra. Gli conserverò la mia grazia per sempre, il mio patto con lui rimarrà stabile. Renderò eterna la sua discendenza e il suo trono come i giorni dei cieli'" (Salmo 89:26-28); “Di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: «Tutti gli angeli di Dio lo adorino!”.

Ecco così come questo titolo di πρωτότοκος (primogenito) diventa uno dei titoli attribuiti al Messia cfr. “...quando introduce il primogenito nel mondo, dice: «Tutti gli angeli di Dio lo adorino!” (Ebrei 1:6). Nell’ambito della cristologia, l’uso di questo termine non è quello di definire la Sua essenza, ma di indicarci la dignità2.

Il Nuovo Testamento presenta Gesù con due formule cristologiche parallele: «l'Unigenito di Dio» (Giovanni 1:14,18; 3:16,18; 1 Giovanni 4:9) e «il primogenito di ogni creatura» (Colossesi 1:15). Entrambe le formule contengono in sostanza la stessa idea. La prima mette in rilievo il rapporto che intercorre fra Cristo e Dio, e la seconda mette in rilievo il rapporto che intercorre fra Cristo e la creazione. Nel primo caso, il Cristo “procede” in modo unico da Dio (a similitudine3 della generazione di un figlio da parte del padre), nel secondo caso si mette in rilievo il privilegio, il primato, la superiorità del Cristo (fattosi uomo) rispetto a tutte le creature umane. A differenza di quanto affermano gli anti-trinitari che prendono letteralmente ciò che è espresso solo in forma di similitudine4, entrambe le formule escludono l'idea che nell’eternità vi sia mai stato un momento in cui il Cristo sia passato dal non essere all'essere e che quindi il Cristo debba porsi nella categoria di “creatura”. Se analizziamo bene la formula: «primogenito di ogni creatura», vi troveremo, infatti:

1) Il Cristo esisteva quando ancora non era stata prodotta alcuna cosa creata, anzi, partecipava all’atto della creazione stessa e quindi Egli è distinto dal complesso della creazione5. Lo afferma il versetto successivo: “In lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Colossesi 1:16), cfr. “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini” (Giovanni 1:1-4)6.

2) Egli non solo è prima d'ogni cosa creata e distinto da ogni cosa creata, ma è Colui che ha assoluto primato su tutto l'universo (ciò che intende affermare Colossesi 1:15.

Nel testo di Colossesi, un magnifico inno a Cristo, da leggersi sempre nella sua interezza per riceverne ed apprezzarne l’intero messaggio, Dio è invisibile, dice l'apostolo, ma Cristo è Colui che rende a noi visibile l'invisibile Iddio. In questo modo, l'apostolo, a quei falsi dottori che si erano insinuati nella chiesa di Colosse e che pretendevano di avvicinare Dio all'essere umano attraverso «emanazioni» o di elevare l’essere umano fino a Dio sulle ali della speculazione filosofica, l'apostolo non contrappone una teoria, ma la persona stessa del Cristo. “Chi vede me, vede colui che mi ha mandato” (Giovanni 12:45); “Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: "Mostraci il Padre"? Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue” (Giovanni 14:8-10); “Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere” (Giovanni 1:18).

La dignità suprema di Cristo sorpassa quella di ogni creatura e non potrebbe essere equiparato ad alcuna di esse. Di fatto la Scrittura proibisce il culto religioso rivolto ad una qualsiasi creatura. Quando Giovanni fa atto di adorare l’eccelso angelo che gli porta le rivelazioni di Dio, l’angelo reagisce dicendo: “«Guardati dal farlo, io sono un conservo tuo e dei tuoi fratelli che hanno la testimonianza di Gesù. Adora Dio! Perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia»” (19:10). “«Guardati dal farlo! Io sono conservo tuo e dei tuoi fratelli, i profeti, e di coloro che custodiscono le parole di questo libro. Adora Dio!»” (Apocalisse 22:9). Se Gesù fosse una creatura, seppure la più eccelsa, egli avrebbe reagito scandalizzato quando gli si erano prostrati ai Suoi piedi per adorarlo, come quando alle proposte di Satana: “Se dunque tu prostrandoti mi adori, sarà tutta tu” Egli risponde: “Vattene via da me, Satana. Sta scritto: "Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo" (Luca 4:7-8). Egli però non rifiuta il culto, anzi, accoglie il culto, l’onore e la gloria che uomini e donne riconoscenti gli rivolgono: “Degno è l'Agnello, che è stato ucciso, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l'onore, la gloria e la benedizione” (Apocalisse 5:12).

Note

1 Vedasi, per esempio, Giacobbe favorito come “primogenito” rispetto ad Esaù (Genesi 25).
2 L’uso che qui viene fatto di “primogenito” è diverso da quanto fatto in Matteo 1: "Egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù" (Matteo 1:25 Nuova Diodati). Fra l’altro, qui il termine “primogenito” è presente solo nel Textus Receptus, nelle versioni bizantine e di maggioranza, ma non nei manoscritti antichi più accreditati.
3 Per similitudine si intende: accostamento di due cose che si assomigliano, in modo che una serva a definire l'altra. La similitudine non indica corrispondenza sostanziale.
4 Presupponendo erroneamente che uno stesso termine debba sempre avere lo stesso significato indipendentemente dal contesto e dalle finalità per cui è usato. Molte altre parole simili nella Bibbia comportano diversità di significati (ad es. come “mondo” o “amore”) ed una traduzione che non tenga conto di questo fatto può fare equivocare il lettore.
5 prōtótokos (da prṓtos, "primo, preminente e tíktō, "generare, far procedere") – propriamente, primo in ordine di tempo (Matteo 1:25; Luca 2:7); per cui preminente (Colossesi 1:15; Apocalisse 1:5). “Generare” si contrappone esplicitamente, distinguendosene, da “creare” in Colossesi 1:15. Il primo è τίκτω, il secondo κτίζω (ktizo), creare, fare. Il commentatore Matthew Henry scrive: “Il primogenito di ogni creatura”. Non che Egli stesso sia una creatura. Difatti Egli è πρωτότοκος πάσης κτίσεως - generato prima che ogni creatura fosse fatta, che è il modo in cui la Scrittura rappresenta l’eternità ed attraverso la quale l’eternità di Dio ci è rappresentata: “Fui stabilita fin dall'eternità, dal principio, prima che la terra fosse. Fui generata quando non c'erano ancora abissi, quando ancora non c'erano sorgenti rigurgitanti d'acqua. Fui generata prima che i monti fossero fondati, prima che esistessero le colline, quand'egli ancora non aveva fatto né la terra né i campi né le prime zolle della terra coltivabile” (Proverbi 8:23-26). Significa dominio su tutte le cose, per cui Egli è “erede di tutte le cose” [“...il Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi” (Ebrei 1:2)]
6 La traduzione della Torre di Guardia aggiunge in modo del tutto illegittimo la parentesi “altre” dove si parla dell’opera creatrice del Cristo: “Egli è l’immagine dell’invisibile Iddio, il primogenito di tutta la creazione; perché per mezzo di lui tutte le [altre] cose furono create nei cieli e sulla terra, le cose visibili e le cose invisibili, siano essi troni o signorie o governi o autorità. Tutte le [altre] cose sono state create per mezzo di lui e per lui. Ed egli è prima di tutte le [altre] cose e per mezzo di lui tutte le [altre] cose furono fatte esistere”.

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