martedì 13 marzo 2012

Una dolce sostituzione


Nulla che noi avremmo mai potuto fare ci avrebbe potuto riabilitare agli occhi di Dio e salvarci dal giusto castigo che meritano i nostri peccati. E' in Cristo, però, che Dio ci accorda la grazia della salvezza, prendendo su di Sé il castigo che meritiamo ed accreditandoci la Sua giustizia. La dottrina dell'espiazione e della giustizia vicaria non è invenzione della Riforma protestante, ma, radicata nelle Scritture echeggia fin dall'antichità nella letteratura cristiana, come le Lettera a Diogneto, del II secolo.
2. Dopo che la nostra ingiustizia giunse al colmo e fu dimostrato chiaramente che come suo guadagno spettava il castigo e la morte, venne il tempo che Dio aveva stabilito per manifestare la sua bontà e la sua potenza. O immensa bontà e amore di Dio. Non ci odiò, non ci respinse e non si vendicò, ma fu magnanimo e ci sopportò e con misericordia si addossò i nostri peccati e mandò suo Figlio per il nostro riscatto; il santo per gli empi, l’innocente per i malvagi, il giusto per gli ingiusti, l’incorruttibile per i corrotti, l’immortale per i mortali.
3. Quale altra cosa poteva coprire i nostri peccati se non la sua giustizia?
4. In chi avremmo potuto essere giustificati noi, ingiusti ed empi, se non nel solo Figlio di Dio?
5. Dolce sostituzione, opera inscrutabile, benefici insospettati! L’ingiustizia di molti viene riparata da un solo giusto e la giustizia di uno solo rende giusti molti.
6. Egli, che prima ci convinse dell’impotenza della nostra natura per avere la vita, ora ci mostra il salvatore capace di salvare anche l’impossibile. Con queste due cose ha voluto che ci fidiamo della sua bontà e lo consideriamo nostro sostentatore, padre, maestro, consigliere, medico, mente, luce, onore, gloria, forza, vita, senza preoccuparsi del vestito e del cibo.
[Lettera a Diogneto, IX].
Vedasi qui informazioni sulla Lettera a Diogneto.

Nessun commento:

Posta un commento