giovedì 16 agosto 2012

"Lei non sa chi sono io!" (Il Cristo, 1)

D. 36. Chi è il Mediatore del Patto di Grazia? 
R. Il Mediatore del Patto di Grazia è il Signore Gesù Cristo che, essendo l'eterno Figlio di Dio, di un'unica sostanza ed uguale al Padre, nella pienezza dei tempi diventa uomo, e così era e continua ad essere Dio e uomo, in due intere e distinte nature, ed una persona per sempre. [Catechismo maggiore di Westminster, D/R 36].
In internet è possibile avvalersi di un'agenzia ufficiale per determinare "chi si cela" dietro l'indirizzo di un sito web, chi ne è il proprietario. Ci offrono dei servizi, ci vogliono vendere qualcosa, ci propongono un investimento, un'offerta alla quale "non si può rinunciare". C'è da fidarsi? Spesso non basta neanche questa verifica, perché oggigiorno è molto facile essere ingannati da persone senza scrupoli che mirano solo al tuo denaro, e spesso non solo quello! Sostituzione di persona, furto di identità, false attribuzioni, millantati titoli di studio e qualifiche sono all'ordine del giorno! Determinare, così, l'identità e le credenziali di una persona, il "chi è", è molto importante soprattutto quando, come nel caso del Signore e Salvatore Gesù Cristo, ci si chiede di investire in Lui l'intera nostra vita, tutto quanto siamo ed abbiamo, il nostro destino eterno! Non è cosa da poco!

Il Nuovo Testamento (anzi, l'intera Bibbia) ci presenta l'intera "carta di identità" di Gesù di Nazareth. Attraverso di esso e tramite i Suoi apostoli autorizzati, Gesù rivela alla nostra mente ed al nostro cuore chi Lui sia e che cosa sia venuto a compiere. Chi si celava "dietro" le apparenze di quello che sembrava essere solo un insignificante falegname palestinese senza titoli di studio e privo di qualifiche ufficiali riconosciute dalle autorità? Come definirlo? Un profeta, un maestro, un saggio, un sensitivo, un abile truffatore, un pazzo esaltato? Gli uomini e le donne che l'hanno seguito con fiducia hanno scoperto in Lui l'umanamente inimmaginabile, ed è quello che essi ci hanno tramandato e continuano ad annunciarci tramite gli scritti della Bibbia. L'identità di Gesù è così importante che Egli stesso, a proposito del Suo futuro ritorno, dice: "Poiché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e ne sedurranno molti" (Matteo 24:5).

L'identità di Gesù di Nazareth la troviamo esposta nelle risposte alle domande da 36 a 56 (almeno!) e quindi ce ne occuperemo per un bel pezzo! Notiamo per cominciare che cosa ci dice di Gesù la risposta alla domanda 36. Naturalmente per ciascuna di queste attribuzioni non potremo che farne un accenno, lasciando al lettore il compito necessario dell'approfondimento.

Il Signore Gesù Cristo, secondo quanto ci rivelano le Scritture è, nell'ordine che il catechismo ci propone:

1) Il Mediatore del Patto di Grazia. Oggi c'è da una parte chi ritiene di poter avere accesso immediato a Dio "come se niente fosse", dall'altra chi pensa che vi siano molti mediatori fra noi e Dio. Sbagliano entrambi. La Scrittura dice chiaramente ed inequivocabilmente: che (a) per accostarci alla maestà di Dio abbiamo bisogno di un mediatore; (b) che solo uno è il Mediatore autorizzato. "Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo" (1 Timoteo 2:5). Egli è "il solo" Mediatore. Non c'è alcuno che Lo accompagni in questa Sua funzione né Egli la delega ad alcuno, né sotto di Lui o accanto a Lui. La Scrittura non ammette né "santi" né "madonne" (vivi o morti che siano) che possano portare a Dio le nostre preghiere o farci accedere a Lui, né "vicari", né chiese, né caste sacerdotali, e tanto meno personaggi reali o immaginari di altre religioni. A che ci servirebbero? Tramite Gesù, il Cristo risorto e vivente possiamo accostarci "con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per esser soccorsi al momento opportuno" (Ebrei 4:16). Che mai vorremmo avere di più? Dio ha deciso di concedere la grazia della salvezza quei peccatori che Egli per questo affida alla Persona ed all'opera di Gesù Cristo, e a nessun altro!

2) L'eterno Figlio di Dio. Le Sacre Scritture ci presentano Dio come uno e trino. La complessità di Dio la possiamo a malapena comprendere attraverso i tratti rivelati nelle Sacre Scritture. Nell'unità di Dio vi sono tre Persone in eterna comunione: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Gesù di Nazareth è l'eterno Figlio di Dio diventato uomo fra noi e per noi. Gesù non è "diventato" Figlio di Dio, né onorificamente né di fatto, quando Egli si è fatto uomo né in qualsiasi altro tempo. In quanto Figlio di Dio, da sempre Egli faceva e farà parte del cuore stesso di Dio. Egli è "la Parola", da sempre e per sempre con Dio.

3) Di un'unica sostanza con Dio Padre. Affermando che Cristo è di un'unica sostanza con il Padre, intendiamo che non v'è che un unico Dio, e che Gesù Cristo è quell'unico Dio, in modo altrettanto vero in cui il Padre è quell'unico Dio. Come cristiani noi non crediamo in tre déi, ma in un unico Dio che esiste in tre Persone. Gesù Cristo, quindi, non è "come" Dio, o "simile" a Dio, oppure solo "divino". Egli è Dio, l'unico Dio che esista. In Lui dimora con come una parte dell'Essere di Dio, ma in tutta la Sua pienezza. "in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità" (Colossesi 2:9).

4) Uguale al Padre. Cristo è uguale al Padre nel senso che, per quanto riguarda la Sua natura, Cristo non è subordinato al Padre in alcun modo. In ragione della Sua auto-umiliazione, durante la Sua vita sulla terra, Egli era subordinato al Padre in quanto posizione, perché aveva preso la forma di servo. Per quanto riguarda la Sua natura, però, anche durante la Sua vita sulla terra, Egli era ed è ancora oggi pienamente uguale a Dio Padre.

5) Colui nella pienezza dei tempi è diventato uomo. In un certo punto della storia umana, chiamata nelle Scritture "la pienezza dei tempi", vale a dire nel tempo che Dio ha ritenuto più appropriato, così come Egli ha decretato dall'eternità, il Figlio di Dio è diventato uomo incarnandosi in Gesù di Nazareth. Quello era il tempo che era stato preparato dall'eternità.

6) Colui che era e continua ad essere Dio e uomo. Un punto ugualmente importante è che il Figlio di Dio non ha cessato oggi di essere uomo, non ha limitato il suo essere uomo a quei forse 33 anni vissuti sulla terra. Egli era uomo attraverso tutta la Sua vita sulla terra, ma è uomo pure come Dio ora in Cielo, e continuerà ad essere uomo, lo stesso come Egli è Dio, per ogni eternità. Il seguente testo: "Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che sembrava essere stato immolato, e aveva sette corna e sette occhi che sono i sette spiriti di Dio, mandati per tutta la terra" (Apocalisse 5:6) insegna, per esempio, che non solo la natura umana di Cristo, ma anche le evidenze della Sua crocifissione permangono in Cielo. Il ministero celeste di Cristo come Sommo Sacerdote dipende pure dal fatto che Lui possieda una vera natura umana in cielo. Cfr. Ebrei 7:25; 5:1-5.

7) Colui che aveva due intere nature. Il termine "intero" mette in rilievo la verità che Cristo non è solo veramente Dio, ma che è pienamente Dio e pienamente uomo sia sulla terra che in Cielo. Non c'è alcun elemento che manchi sia nella Sua umanità che nella Sua divinità. Rispetto alla Sua natura umana, Cristo possedeva, oltre al Suo divino Spirito, sia un corpo umano che un'anima umana. Questo talvolta lo si trascura perché erroneamente Cristo è rappresentato come con un corpo umano ed uno spirito divino. Un tale Cristo non sarebbe completamente umano. A causa della Sua natura divina, Cristo non deve essere inteso come meno che pienamente Dio, né in alcun senso subordinato a Dio Padre se non posizionalmente, in ragione della Sua posizione di servo assunta volontariamente mentre era sulla terra.

8) Colui che aveva due distinte nature. Il termine "distinte" insegna la verità che le due nature di Cristo, divina ed umana, per quanto misteriosamente unite in una sola divina Persona, non erano in alcun modo fuse, mescolate o confuse. Ciascuna di esse rimane distinta conservando la sua identità separata. La natura divina di Cristo rimane sempre la Sua natura divina; la Sua natura umana rimane sempre la Sua natura umana. Le due non possono in alcun modo mescolarsi. Cristo non è una via di mezzo fra Dio e uomo. Egli è una Persona che è sia Dio che uomo al tempo stesso. Egli è veramente Dio come se non fosse affatto uomo; Egli è veramente uomo come se non fosse affatto Dio. Nel racconto che ci parla della Sua vita sulla terra, ad un certo punto brilla la Sua divinità, come quando dice: "Prima che Abramo fosse nato io sono" (Giovanni 8:58); in un altro punto rivela la Sua umanità come quando dice: "Ho sete" (Giovanni 19:28). Le due cose, però, non sono mai mescolate o confuse.

9) Colui che era e sarà sempre una persona. Questa affermazione risponde all'errore secondo il quale alcuni affermano che Cristo avesse una doppia personalità, divina ed umana. Cristo, secondo le Scritture era una persona sola. Non era schizofrenico! Cristo era e rimane una persona divina con una natura umana. Facciamo dunque una distinzione fra natura e persona. La natura umana è ciò che tutti noi membri del genere umano abbiamo in comune (cioè un corpo umano con un'anima umana), mentre la personalità è ciò che distingue un membro del genere umano dall'altro. In quanto natura umana, tutti gli esseri umani sono esattamente uguali. In quanto personalità non ci sono mai stati due esseri umani esattamente uguali: ciascun individuo è diverso dall'altro. Dovremmo sempre stare attenti ad evitare l'errore comune che considera Cristo come una persona umana. Se Cristo fosse una persona umana, sarebbe certamente idolatria rendergli culto. In quanto, però, è una Persona divina, anche se possiede una natura umana, non è idolatria rendergli culto come i cristiani hanno sempre fatto.

Oggi la dottrina della divinità di Cristo è spesso negata. Ad esempio: (1) alcuni affermano che Cristo era divino perché ogni essere umano è divino. Se tutti fossero divini, allora non sarebbe nulla di straordinario dire che Cristo era divino. (2) Alcuni chiamano Cristo "Figlio di Dio" rifiutandosi però di dire che Egli sia di un'unica sostanza ed uguale al Padre. Essi considerano peccato rendere culto, così, a Cristo. (3) Alcuni accettano la Sua divinità solo come "concetto limitante", cioè, quando parlano di Cristo come divino o lo chiamano "Figlio di Dio" essi non intendono che questo sia una verità assoluta su Cristo. Essi intendono solo che Egli sia Dio "solo per noi" - cioè che Egli può occupare il posto di Dio solo nel pensiero umano nel momento attuale e per noi in particolare. E' ovvio come l'idea della divinità di Cristo come "concetto limitante" è qualcosa di molto diverso dalla fede del cristianesimo ortodosso storico sulla divinità di Cristo.

Vedremo nella prossima riflessione in che modo Cristo, il Figlio di Dio, è diventato uomo.

Per approfondire vedasi il Credo atanasiano.

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