venerdì 7 settembre 2012

Sei un raccomandato? (L'opera di Cristo, 10).

D. 55. In che modo Cristo intercede per noi?
R. Cristo intercede per noi, comparendo continuamente nella nostra natura alla presenza di Dio Padre in cielo, in virtù dei meriti della Sua ubbidienza e sacrificio sulla terra, esprimendo la Sua volontà a che essi siano applicati a tutti i credenti; rispondendo ad ogni accusa che venga loro rivolta, e procurando loro pace nella coscienza, nonostante le loro quotidiane cadute, accesso fiducioso al trono della grazia, ed accoglienza delle loro persone e servizi. (Catechismo Maggiore di Westminster, D/R 55).
Per chi non intende avere rapporti con Dio (o con qualsiasi altra divinità) il problema non si pone. Chi cerca di rapportarsi con Dio, però, si accorge ben presto di non poterlo raggiungere né da solo (direttamente) né attraverso le innumerevoli mediazioni che il mercato delle religioni ci propone e che solo lasciano illusi e delusi.
L'annuncio dell'Evangelo proclama che vi è un solo Mediatore, autorizzato e pienamente qualificato per farci accedere a Dio. "Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo" (1 Timoteo 2:5). Chi ripone in Lui la sua fede e Lo segue come proprio Signore e Salvatore, infatti, trova in Lui non solo chi gli apre la via che porta a Dio togliendovi di mezzo ogni ostacolo, ma chi lo precede presso Dio ed accanto a Dio costantemente intercede per lui sostenendo la sua causa. 
E' quanto ci insegna la dottrina biblica dell'opera di intercessione che il Signore e Salvatore Gesù Cristo svolge in favore dei Suoi e di cui la risposta alla domanda 55 del Catechismo Maggiore di Westminster riassume i termini.
Per il cristiano questa è una dottrina veramente consolante. E' già stupefacente quello che Gesù, il Cristo, ha compiuto per noi al Calvario nel passato, ma apprendere come Egli continui ad operare presso Dio in nostro favore oggi è qualcosa che ci incoraggia nel nostro cammino di discepoli Suoi come null'altro lo possa fare. Il Signore Gesù, infatti, non ci ha abbandonati alle nostre risorse!
Rammentiamoci prima di tutto in che modo il Signore Gesù Cristo sia pienamente qualificato per essere il nostro unico possibile intermediario, rappresentante ed avvocato presso Dio, quali siano i presupposti della Sua opera di intercessione in nostro favore.
  • Consideriamo l'identità di Cristo in quanto vero Dio e vero uomo. Per questo Egli è l'unico possibile mediatore fra Dio e la creatura umana, l'unico che abbia queste caratteristiche. Egli è il perfetto Mediatore.
  • Consideriamo la Sua opera per la quale Egli ha tolto di mezzo gli ostacoli che ci impedivano di accedere a Dio: il nostro peccato. Egli, infatti, ha pagato il prezzo dei nostri peccati ed ha guadagnato per noi perfetta giustizia, l'unica che noi si possa vantare presso Dio per esservi accolti. Col proprio sangue Gesù, il Cristo, ci ha infatti acquistato una redenzione eterna. "Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi" (Ebrei 1:3).
  • Consideriamo la Sua risurrezione dai morti, la quale è "la certificazione" che la Sua opera ha avuto pieno successo ed è perfettamente efficace per salvare eternamente tutti coloro che Gli sono stati affidati.
  • Consideriamo come Egli, con la Sua Ascensione, abbia assunto presso Dio la Sua perfetta natura umana, permettendoci di identificarci completamente in Lui e di "essere in Lui": "Infatti, egli non viene in aiuto ad angeli, ma viene in aiuto alla discendenza di Abraamo. Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio" (Ebrei 2:16-17).
  • Consideriamo come, entrato "nel luogo santissimo" (vale a dire presso Dio) e postosi a sedere con pieno diritto accanto a Dio, Egli "compaia alla presenza di Dio" per noi. Di fronte a Dio, per noi, la Sua opera oggi è definita come "intercessione". Egli la compie come pure essa era stata prefigurata nel culto dell'antico tempio di Gerusalemme in quanto nostro Sommo Sacerdote. Ecco così che, in quanto tale, si tratti di un'opera davvero "sacerdotale". Noi possiamo accedere con piena fiducia a Dio, infatti, non direttamente ma attraverso la Sua mediazione sacerdotale. "...è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna ... Infatti Cristo non è entrato in un luogo santissimo fatto da mano d'uomo, figura del vero; ma nel cielo stesso, per comparire ora alla presenza di Dio per noi" (Ebrei 9:12,24).
La Sua opera di intercessione in favore dei Suoi è raffigurata nei vangeli nella preghiera che non a caso è definita "preghiera sacerdotale" e che troviamo in Giovanni 17. In questa preghiera notiamo come Egli mette in evidenza, "colloquiando" con Dio Padre, che non stia pregando "per il mondo", ma per coloro che Dio Padre Gli ha dato affinché attraverso la Sua opera essi ricevessero la grazia della salvezza. "Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi ... Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola ... Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo"(Giovanni 17:9,20,24).
Quali sono i caratteri di questa Sua intercessione?
  • Presso Dio Egli continua ad esprimere la Sua volontà (quasi a rammentarli a Dio) che i meriti della Sua vita morte e risurrezione sono accreditati ai Suoi, coloro per i quali intercede, che il Suo destino glorioso è anche il loro. Cristo, in modo efficace e sicuro, "perora la nostra causa", e questo personalmente.
  • Di fronte alle accuse che ci sono costantemente rivolte dall'avversario di Dio, che "noi non siamo migliori degli altri", che siamo peccatori non solo per natura ma anche nelle nostre frequenti cadute ed infedeltà e che "quindi" non possiamo illuderci... Egli ribadisce come i meriti della Sua opera siano più che sufficienti a coprire ogni nostro difetto e caduta. Egli ci difende. "Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: «Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del suo Cristo, perché è stato gettato giù l'accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio" (Apocalisse 12:10).
  • La Sua opera di intercessione infonde nel Suo popolo, in noi, grande pace e sicurezza. Perché? Perché abbiamo la buona coscienza che il Cristo si è preso, si prende e si prenderà sempre massima cura di noi (secondo le Sue promesse) tanto che non dobbiamo più temere nulla. Tramite Lui avremo sempre accesso fiducioso a Dio e le nostre opere per quanto imperfette, saranno sempre accolte da Dio. Egli ci conforta. La Scrittura, infatti, dice: "Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio" (Romani 5:1-2), come pure: "...anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo" (1 Pietro 2:5).

Sì, tutto questo per mezzo di Gesù Cristo risorto, asceso al cielo e vivente accanto a Dio che sta intercedendo per noi. Non abbiamo bisogno di altri.

Vedasi nella pagina wiki ulteriori testi biblici ed approfondimenti.

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