martedì 11 settembre 2012

Tutto è "in" Cristo (I benefici di Cristo, 1).

57. D. Quali benefici Cristo ha procurato attraverso la Sua mediazione? 
R. Cristo, attraverso la Sua mediazione, ha procurato la redenzione, insieme a tutti gli altri benefici del Patto di Grazia..
Che un'umanità tanto empia e ribelle al suo Creatore e giustamente condannata come la nostra possa solo sperare in un atto di clemenza da parte di Dio nei suoi confronti, appare davvero impossibile quando ci rendiamo davvero conto della gravità del nostro peccato da una parte e della santità di Dio dall'altra. Che cos'è, infatti, l'umanità, se non una sorta di tumore maligno, un infetto elemento corruttore dell'armonia del creato? Siamo realisti!

Che senso avrebbe concedere la grazia della salvezza anche solo ad un certo numero di creature umane, senza che inevitabilmente da esse tornasse a moltiplicarsi il virus del quale sono comunque portatori? Non è forse già successo al tempo di Noè? Dice, infatti, il libro della Genesi: "Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. Il SIGNORE si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo. E il SIGNORE disse: «Io sterminerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato ... perché mi pento di averli fatti». Ma Noè trovò grazia agli occhi del SIGNORE" (Genesi 6:5-8). A Noè ed alla sua famiglia era stata concessa la grazia della salvezza. L'umanità, rinata con Noè, però, dopo un po', non si manifesta certo meglio di quella che era perita nella giusta condanna che le era stata inflitta. Non molto tempo dopo il "giusto" Noè, infatti, siamo daccapo: "Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c'è nessuno che faccia il bene, neppure uno" (Salmo 14:3)!

No, Dio non è né un ingenuo né un illuso. Non si trattava tanto di concedere la grazia ad alcuni che "erano stati bravi" o "meno peggio di altri", né di dare una sorta di nuova opportunità all'umanità. Dio non ha detto: "Speriamo che la prossima volta vada meglio!". No, Dio avrebbe creato un'umanità completamente nuova in Cristo

Si tratta della "progenie" che era stata preannunciata dopo la Caduta stessa (Genesi 3:15). Noè, anzi, l'arca che salva Noè e la sua famiglia n'è la prefigurazione, così come ne è prefigurazione e preparazione l'intera storia del popolo eletto di Israele. I "figli di Abraamo" ricevono delle precise promesse al riguardo del Cristo, loro "discendenza". L'apostolo Paolo lo spiega bene: "Le promesse furono fatte ad Abraamo e alla sua progenie. Non dice: «E alle progenie», come se si trattasse di molte; ma, come parlando di una sola, dice: «E alla tua progenie», che è Cristo" (Galati 3:16).

Dio stabilisce un Patto di Grazia con l'eterno Suo Figlio affinché diventasse uomo in Gesù di Nazareth e in Lui, "Secondo Adamo", si raccogliesse un popolo di persone strappate, redente, salvate dalla vecchia umanità e destinate ad essere rigenerate. Il Cristo è il Mediatore della grazia della salvezza. Dio "tratta" solo con Lui e la Sua umanità soltanto (non quella vecchia e corrotta) assurge, nell'Ascensione, all'eterna comunione con Dio Padre. 

Come dice un'antica dossologia, tutto è: "Per Cristo con Cristo e in Cristo", e prosegue: "...a Te Dio Padre Onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli". Dio, quindi "salva il Cristo" e con Lui, insieme a Lui, tutti coloro che sono in Lui e con Lui, tutti coloro che, redenti dalla vecchia e condannata umanità, Dio Padre Gli ha affidato. Gesù stesso lo afferma nella Sua preghiera sacerdotale: "Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo" (Giovanni 17:24).

Ecco, così, che Gesù, il Cristo, tramite la Sua mediazione, è lo strumento, l'agente per "condurre molti figli alla gloria", vale a dire, per procurare la redenzione a molti membri della famiglia umana, insieme ad innumerevoli altri benefici da essa conseguenti, com'è scritto: "Infatti, per condurre molti figli alla gloria, era giusto che colui, a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, rendesse perfetto, per via di sofferenze, l'autore della loro salvezza" (Ebrei 2:10). 

I benefici del Patto di Grazia dovrebbero essere oggetto di studio e di riconoscente contemplazione per tutta la nostra vita cristiana. Non si tratta, infatti, semplicemente di una dottrina da studiare, da valutare e da riporre sullo scaffale, ma dovrebbe essere il centro stesso della costante attenzione del cristiano.

Vedi ulteriori testi biblici ed un approfondimento al riguardo a questo indirizzo. Le risposte alle domande successive del Catechismo minore di Westminster spiegano in che modo i benefici di Cristo siano comunicati al Suo popolo eletto.

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