martedì 2 ottobre 2012

C'è modo e modo di accettare Cristo (La dinamica della salvezza, 2)

68. Soltanto gli eletti sono chiamati efficacemente?
R. Tutti gli eletti, ed essi soltanto, sono chiamati efficacemente, per quanto altri possano essere, e spesso lo sono, chiamati esteriormente dal ministero della Parola, e condividano alcune comuni operazioni dello Spirito. Questi ultimi. per loro volontaria negligenza e disprezzo della grazia offerta loro, essendo giustamente lasciati nella loro incredulità, non vengono mai veramente a Gesù Cristo. [Catechismo maggiore di Westminster, D/R 68].
Benché ci sia comandato di rivolgere a tutti indistintamente l'annuncio dell'Evangelo, soltanto quei peccatori ai quali Dio ha deciso di conferire la grazia della salvezza (gli eletti) ne ricevono efficacemente i benefici. Di fatto, loro soltanto sono coloro che lo Spirito Santo rigenera, dando loro volontà e capacità di ravvedersi e di affidarsi di tutto cuore al Signore e Salvatore Gesù Cristo. La Scrittura non lascia dubbi al riguardo di coloro che giungono autenticamente alla fede: "Tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero" (Atti 13:48). Allo stesso modo Gesù stesso afferma: "Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti" (Matteo 22:14).

L'annuncio generalizzato dell'Evangelo produce due tipi di risposte: quella di chi lo rifiuta e quella di chi lo accoglie. 

Anche, però, fra chi lo accoglie vi sono due categorie di persone: quelli che lo accolgono solo esteriormente (i cristiani formali, nominali) e quelli che lo accolgono interiormente (i cristiani sostanziali, gli eletti). C'è modo e modo, infatti, di "accettare Cristo". Si opera così una distinzione fra la "chiamata esteriore" e la "chiamata efficace" (o interiore). I cristiani formali sono molti: essi accolgono il messaggio cristiano esteriormente perché ritengono che sia in qualche modo loro conveniente appartenere ad una chiesa (la chiesa visibile) e che essa faccia del bene. Così facendo, sicuramente essi traggono dei benefici delle operazioni generali dello Spirito di Dio che opera in ed attraverso la chiesa visibile, ma essi non sono veramente convertiti.

Anche durante il ministero terreno di Gesù molti Lo seguivano, ma non tutti per "il motivo giusto", non tutti erano credenti "nel modo giusto". E' Gesù stesso ancora a rilevarlo quando dice ai Suoi discepoli: "'Tra di voi ci sono alcuni che non credono'. Gesù sapeva infatti fin dal principio chi erano quelli che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito" (Giovanni 6:63-64). Gesù era in grado di leggere i cuori e sapeva riconoscere l'autenticità della fede. Gesù non scaccia nessuno di coloro che Lo seguono. Nel giorno del giudizio, però, le cose saranno diverse. "Molti mi diranno in quel giorno: 'Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?' Allora dichiarerò loro: 'Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!'" (Matteo 7:22-23). 

Sorprendente: queste persone potevano persino vantare di aver ricevuto e di praticare autentici carismi spirituali, godevano delle operazioni straordinarie dello Spirito Santo, ma quello stesso Spirito non aveva operato in loro quella rigenerazione che conta ai fini della loro salvezza eterna. Nonostante le loro opere, persino d'ordine miracoloso, essi saranno respinti come persone che Gesù "non ha mai conosciuto", vale a dire come persone con le quali Egli non aveva mai avuto autentica comunione spirituale e trasmesso i benefici della Sua opera redentrice.

Da notare come nonostante eventualmente le loro "grandi opere", la loro vera identità spirituale appaia anche durante la loro vita come difettosa. Essi sono volontariamente negligenti, trascurati, nell'uso dei mezzi della grazia: negligenti nel nutrirsi regolarmente della Parola (lettura e predicazione della Parola di Dio): negligenti nella partecipazione ai sacramenti; negligenti nella preghiera (privata e comunitaria). Di fatto l'Evangelo per loro non è qualcosa che abbiano debitamente "introiettato". Non premurandosi di averlo bene inteso e realmente accolto, lo disprezzano.

I cristiani nominali, persino dopo aver gustato i benefici impartiti da Dio alla chiesa visibile, non raramente si allontanano definitivamente dalla chiesa visibile, trovando più desiderabile il mondo: "Infatti quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro, e poi sono caduti, è impossibile ricondurli di nuovo al ravvedimento perché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia" (Ebrei 6:4-6). Di fatto non avevano mai compreso veramente come il Cristo fosse il valore supremo e tutto il resto, come si esprime l'apostolo Paolo, "solo spazzatura" (Filippesi 3:8). Preferendo, in ultima analisi, il mondo, essi "crocifiggono di nuovo per conto loro" il Figlio di Dio, ritenendo che la Sua Persona ed opera abbia un valore inferiore a quel che il mondo offre.

Sono i cristiani "dall'animo doppio" di cui parla Giacomo, persone che in cuor loro dubitano e sono divisi fra il Cristo e il mondo: "...perché chi dubita rassomiglia a un'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. 7 Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie" (Giacomo 1:5).

Citazioni bibliche ed approfondimenti compaiono nella pagina wiki del catechismo.

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