mercoledì 17 ottobre 2012

Come rovinare una chiesa

di Richard Bewes

CI HANNO PROVATO TANTE VOLTE LUNGO I SECOLI - nelle arene pubbliche, attraverso le sommosse popolari e i bandi ufficiali.

Nei primi tre secoli della chiesa neotestamentaria avvennero dieci massicce persecuzioni. L'imperatore romano Diocleziano aveva fatto coniare persino una medaglia commemorativa con l'iscrizione: "La religione cristiana è stata distrutta ed il culto degli dei restaurato". Come però una volta aveva detto ai suoi critici il vescovo anglicano di Manchester William Greer durante un'intervista televisiva: "La chiesa parteciperà al funerale della BBC, della ITV e di tutte le altre istituzioni oggi in giro per il mondo [che si prefiggono di distruggere il cristianesimo]". Quelle potrebbero suonare soltanto parole ardite, se non fosse per l'assicurazione di Gesù Cristo che le porte dell'Ades non potranno prevalere contro la Chiesa.

Noi cristiani oggi siamo stupefatti, non tanto per la continua crescita della famiglia di Gesù Cristo nel mondo, forte di 2,3 miliardi di persone, ma per il ripetuto stupefacente fallimento dei nostri critici che ancora non hanno imparato dalle lezioni della storia. Naturalmente facciamo cordoglio per i molti martiri cristiani che sono uccisi in molte parti del mondo a causa della loro fede, oggi esattamente come venti secoli fa. Come dimostra, però, la storia delle civiltà, maggiore è la pressione esercitata sulla chiesa dai suoi persecutori esterni, più forte sarà la sua crescita.

L'ateo Philip Pulman ha dichiarato: "Senza dubbio fra pochi anni il cristianesimo cesserà di esistere". Avrebbe fatto meglio a dar retta allo storico T. R. Glover, che disse: "La scomparsa finale del cristianesimo è stata profetizzata così spesso da non essere più interessante nemmeno parlarne".

Eppure una chiesa PUO' essere rovinata. Leggere le lettere del Nuovo Testamento significa comprendere che, sebbene la persecuzione dall'esterno era aspra e potente, i veri pericoli sorgevano da uomini che si trovavano all'interno dei confini della chiesa, che - come altre "ampie vedute" che li avrebbero seguiti - si insinuano nel ministero cristiano, ma sono generalmente abbastanza scaltri da nascondere l'ampiezza delle loro menti sotto una fraseologia cristiana" (C. H Spurgeon, discorso agli studenti, 1874).

Un esempio importante delle ammonizioni neotestamentarie ricorre nella lettera di Paolo a Tito, nominato conduttore della chiesa a Creta. Scrivendo di tali falsi maestri, l'apostolo dichiara: "Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, incapaci di qualsiasi opera buona" (Tito 1:16).

"Abominevoli...". Paolo non stava scrivendo dell'impero romano (di cui Creta diviene parte nel 67 AD), né aveva paura delle altre religioni. Si supponeva che Zeus fosse nato nell'isola di Creta e pure Bacco vi era adorato - ma Zeus e Bacco, insieme con Osiride, Artemide e una schiera di altre divinità sarebbero state rimosse per fare spazio alla predicazione di Gesù. Il vero nemico della chiesa era al suo interno. I falsi maestri all'interno della Chiesa avevano un aspetto plausibile: "Professano di conoscere Dio". La loro autorità era del tutto umana [plausibile secondo i criteri di questo mondo], presentavano "comandamenti d'uomini che hanno a schifo la verità" (v. 14, Diodati), avevano un atteggiamento ribelle, "spiriti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori della gente" (v. 10, CEI)

Che cos'ha l'insegnamento falso da tanto attrarre? Prima di tutto abbaglia, si fa strada nelle riviste, nei notiziari televisivi e nelle librerie. Esso pure inganna, attirando le persone prive di discernimento a deviare grado dopo grado. Poi distorce, perché il principio dell'angolo che si allarga sempre di più vedrà alla fine membri di chiesa dieci anni più tardi che abbracciano insegnamenti molto lontani dalle Scritture. Infine, distrugge. Le comunità cristiane lentamente muoiono, e la brillante stella che una volta aveva fatto restare a bocca aperta così tanti ammiratori, cade nelle tenebre ed è dimenticata. I suoi libri finiscono nelle botteghe dell'usato, ma il danno è stato fatto.

L'identità dei falsi maestri di Creta non è insolita lungo la storia della chiesa. I loro insegnamenti possono variare entro un vasto raggio, estendendosi dalla sfrontatezza del vescovo Spong ("Noi abbiamo scritto la Bibbia e noi possiamo riscrivere la Bibbia"), fino all'estremismo del semi-settarismo di chi sostiene: "Sì, la croce è importante - ma ci siamo evoluti molto da allora". In che modo i falsi maestri riescono ad imporsi?

Tito era esortato a riconoscerli come "chiacchieroni e ingannatori della gente" (1:10), come pure come gente che "mettono scompiglio in intere famiglie" e comunità. Essi dovevano essere riconosciuti come distorsori della verità, gente abile a trasformare una singola questione in un principio universale obbligatorio. E' stato sempre così. Alla fin fine essi diventano i becchini della chiesa, perché proprio come tutte le cose pure che i puri toccano risultano in purezza, così tutto ciò che i corruttori trattano si risolverà inevitabilmente in corruzione "Tutto è puro per quelli che sono puri; ma per i contaminati e gli increduli niente è puro; anzi, sia la loro mente sia la loro coscienza sono impure" (1:15).

Questo è in linea di massima il modo in cui si può rovinare una chiesa. Comincia dal suo interno.

La questione si pone sempre di fronte al popolo di Dio e dell'Evangelo: come si può opporre resistenza ai falsi leader della chiesa? La risposta è la stessa che era stata data a Tito. In primo luogo, dobbiamo chiudere loro la bocca attraverso il nostro insegnamento chiaro (v. 11), mai desistere dal farlo. Loro persistono con le loro false dottrine? Noi persistiamo di più senza lasciarcene intimidire. Dobbiamo pure correggerli con fermezza: "Perciò riprendili severamente, perché siano sani nella fede" (v. 13), con lo scopo di conquistarli alla verità. Questo potrebbe includere "impedire che salgano sul pulpito", controllare il banco dei libri e verificare bene chi viene eletto negli organismi ecclesiastici (vv. 5-9). Inoltre, dobbiamo smascherarli attraverso il nostro stile di vita irreprensibile (v. 16). Molto più spesso di quanto si pensi, il falso insegnamento si tradirà da solo rivelando la sua natura arrogante, mendace, sessualmente riprovevole, ingannevole ed avida (v. 12).

Auto-controllo e vigilanza da parte nostra è di vitale importanza: "mostrare sempre lealtà perfetta, per onorare in ogni cosa la dottrina di Dio, nostro Salvatore" (2:10). L'alternativa è... abominevole.

–ooOoo–

Richard Bewes è l'ex rettore della Comunità cristiana di All Souls, Langham Place, Londra e prebendario emerito della Cattedrale di S. Paolo, Londra. E' membro della "Anglican Mainstream" (WEBSITE: www.richardbewes.com). L'originale di questo articolo è in: http://www.anglican-mainstream.net/2012/10/15/how-to-wreck-a-church/

Nessun commento:

Posta un commento