venerdì 8 febbraio 2013

L’arte di torcere le Scritture...

Da tanti anni su Internet, prima con E-Mail, poi con i forum di discussione ed ora con i social media tipo FaceBook, ho conosciuto ed interagito con un grande numero di persone di ogni tipo e tendenza religiosa, filosofica e politica in cui ho rilevato (e non finirò mai di sorprendermene) la stupefacente capacità di "dimostrare" il tutto ed il contrario di tutto attraverso la manipolazione delle parole e dei concetti. Questo mi potrebbe portare a pensare che con l’abilità dialettica si possa veramente dimostrare “la verità” di qualsiasi posizione, anche le più contraddittorie fra di loro. Questo ha portato numerosi nostri contemporanei (posso comprenderlo) al relativismo, a negare l’esistenza di verità assolute e affermare irrazionalmente che ogni posizione sia vera “nel proprio contesto”, a rinunciare a cercarle e comunque a rinunciare ad “impegolarsi” in qualsiasi discussione, considerata oggi (e spesso è vero) un’inutile perdita di tempo e di energie.


Questo è particolarmente il caso di quando si tratta di far uso della Bibbia per sostenere le proprie posizioni. La Bibbia sembra diventata come la plastilina che i bambini usano per giocare e che possa essere modellata a piacimento per realizzare qualsiasi figura. Non a caso molti “maestri di dialettica” sembrano divertirsi molto a piegare le parole della Bibbia per dimostrare davvero qualsiasi cosa. Ci credo: una vecchia barzelletta parla di uno che aveva “dimostrato” che la Bibbia ci esorti tutti a suicidarci, mettendo insieme i versetti: “E (Giuda) si allontanò e andò a impiccarsi” (Matteo 27:5), con “Gesù gli disse: «Va', e fa' anche tu la stessa cosa»” (Luca 10:37)! Questo fanno con la Bibbia, ad esempio, non solo Testimoni di Geova, Mormoni, cattolici-romani, e “fondamentalisti” più o meno “ignoranti”, ma anche i “liberali” che, secondo i dettami delle loro autorità favorite, vorrebbero dimostrarci che “questo va bene” e “quello no”, “questo va letto così” e “quest’altro in quel modo”, “questo non dobbiamo osservarlo perché condizionato dalle usanze di quel tempo”, mentre il vangelo sarebbe identificabile con quegli altri versetti...
E’ “consolante” il fatto che non si tratti di un fenomeno nuovo. L’apostolo Pietro scrive: “...considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture (2 Pietro 2:15-16). Sì, “travisare” o torcere le Scritture “a propria perdizione” è cosa che molti oggi continuano a fare. Persino al tempo del profeta Geremia, Dio gli fa affermare: “Ma l'oracolo del SIGNORE non lo nominerete più; infatti la parola di ciascuno sarà per lui il suo oracolo, poiché avete falsato le parole del Dio vivente, del SIGNORE degli eserciti, nostro Dio” (Geremia 23:36). Lo stesso Servo dell’Eterno, il Messia, dice nelle parole profetiche del Salmo: “Fraintendono sempre le mie parole; tutti i loro pensieri sono vòlti a farmi del male” (Salmo 56:5).
Fraintendere, torcere, falsare, travisare (“a propria perdizione”) è “un’arte” che è stata persino teorizzata da famosi filosofi “esperti nel settore” come Arthur Schopenhauer[1] nell’opera: “L’arte di ottenere ragione: esposta in 38 stratagemmi”[2] e mi domando se alcuni la cosa se la siano diligentemente studiata, oppure “venga loro spontanea”. In questo trattato Schopenhauer dà una nuova definizione di dialettica, che intende in modo diverso dagli antichi (e da Aristotele in particolare) e radicalmente diverso ai suoi contemporanei, come Hegel: cioè come dialettica eristica (questo è il titolo originale), ovvero «l'arte di ottenere ragione»  a prescindere dalla verità o falsità dell'oggetto della disputa. In seguito, alla luce di questa definizione, Schopenhauer esamina 38 stratagemmi (e relative contromosse) per difendere la propria ragione in una disputa oppure per ottenerla nel caso in cui questa stia dalla parte dell'avversario. Un’elencazione di questi stratagemmi può essere trovata a questo indirizzo: http://it.wikipedia.org/wiki/L%27arte_di_ottenere_ragione e la si può usare per “verificare” se qualcuno la stia usando, magari dei politici che, per farsi votare, si fanno consigliare da degli esperti pagati appositamente per suggerire loro le cose migliori da dire, il modo migliore di apparire ecc. Era questa la “strategia” dell’apostolo Paolo?
“E io, fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunciarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso. Io sono stato presso di voi con debolezza, con timore e con gran tremore;  la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio” (1 Corinzi 2:1-5). “Questo, infatti, è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza di esserci comportati nel mondo, e specialmente verso di voi, con la semplicità e la sincerità di Dio, non con sapienza carnale ma con la grazia di Dio. Poiché non vi scriviamo altro se non quello che potete leggere e comprendere; e spero che sino alla fine capirete (2 Corinzi 1:12-13). “Noi non siamo infatti come quei molti che falsificano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo” (2 Corinzi 2:17).
Certo l’apostolo Paolo aveva pure la sua “strategia”, ma aveva un solo fine: “In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo (2 Corinzi 10:3-5).
E’ inevitabile che anche le parole di questo mio articolo siano avversate in vario modo e con argomentazioni che si suppongono plausibili. Non si finirà mai. Pazienza. Speriamo e  preghiamo che chi le ascolti abbia o chieda al Signore di avere il necessario discernimento degli spiriti (1 Corinzi 12:10).

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