sabato 9 febbraio 2013

Implicazioni pratiche per i credenti della dottrina sulla divina provvidenza

Studiando in questi giorni la dottrina biblica della Divina Provvidenza, mi sono imbattuto in questo magnifico testo del puritano inglese John Flavel tratto da un suo saggio.

Implicazioni pratiche per i credenti della dottrina sulla Divina Provvidenza

di John Flavel[1]
1. Se, come abbiamo visto[2], Dio opera per te ogni cosa, tu devi riconoscere questo fatto in tutto ciò che ti accade in questo mondo, siano essi successi e cose confortanti come problemi ed afflizioni. E’ tuo dovere osservarvi la Sua mano e disposizioni. L’accusa che una volta Dio aveva fatto ad Israele era: “Lei non si è resa conto che io le davo il grano, il vino, l'olio; io le prodigavo l'argento e l'oro, che essi hanno usato per Baal” (Osea 2:8), cioè “lei, in modo fattivo e con affetto riconoscente, non aveva considerato che, nella mia misericordia, io mi prendevo cura di lei”. Così è nelle afflizioni: è una grande malvagità da parte nostra, quando la mano di Dio è alzata [per colpire], non scorgerla[3]. “Il bue conosce il suo possessore e l’asino la greppia del suo padrone” (Isaia 1:3[4]). Persino le creature che consideriamo le più stupide conoscono i loro benefattori[5]. Guarda alla mano di Dio in tutto ciò che essa compie e sappi che né ciò che ti conforta né le tue afflizioni sorgono dalla polvere, o scaturiscono dal terreno[6].
2. Dio opera ogni cosa per te? Altrettanto grande è la condiscendenza e cura che Egli ha per il Suo popolo! Che cos'è l'uomo che tu ne faccia tanto caso, che tu t'interessi a lui, lo visiti ogni mattina e lo metta alla prova a ogni istante?” (Giobbe 7:17-18). Tanta è la tenera cura che ha di te che Egli non allontana mai il Suo sguardo da te[7]. Affinché nessuno ti danneggi, Egli stesso è il tuo guardiano e custode notte e giorno[8]. Se Egli distogliesse da te i Suoi occhi o la Sua mano per un solo momento, quel momento sarebbe la tua rovina. Diecimila mali stanno in agguato ed aspettano solo l’opportunità per avventarsi su di te e distruggere non solo il tuo benessere, ma il tuo essere stesso. Sei troppo caro per Lui per lasciarti ad altre mani che non siano le Sue. “Tutti i suoi santi sono nella tua mano” (Deuteronomio 33:3).
3. Se Dio opera ogni cosa per te? Quanto più sei tenuto a adempiere ad ogni dovere e servizio per Lui. Era desiderio di un uomo buono: “Oh, se solo potessi essere per Dio ciò che la mia mano è per me, vale a dire un servizievole ed utile strumento!”. Forse che Dio farà tutto per te e tu non vorresti fare nulla per Lui? La provvidenza è all’opera costantemente per te e tu vorresti stare in ozio? A quale fine, allora, sarebbe tutto quel che Dio fa per te? Non è forse fine ed obiettivo di Dio fare di te membro di un popolo fruttuoso? Se Dio, colla Sua provvidenza come una vigna ci ha  piantati, ci nutre, ci difende ed irriga, certamente si aspetta che noi produciamo uva[9]. Se soltanto voi, per ricambiare tutti i benefici della Sua provvidenza, come Eliseo alla Sunamita, tu dicessi a Dio: “Tu hai avuto per noi tutta questa premura; che si può fare per te?” (2 Re 4:13), oppure come con Davide: “Che potrò ricambiare al SIGNORE per tutti i benefici che mi ha fatti?” (Salmo 116:12). Dio ti fa costantemente del bene: sii allora sempre abbondante nella Sua opera. La Sua provvidenza ti sta accanto nelle distrette e nei pericoli più grandi. Sii allora attivo per quel Dio che in ogni momento è attivo per te.
4. Dio opera ogni cosa per il Suo popolo? Non perdere la tua fiducia in Lui nemmeno quando sorgono nuove o grandi difficoltà. Perché dovresti pensare che, visto che tanto ha già fatto per te, Egli non voglia fare di più ancora? “Ecco, la mano del SIGNORE non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire” (Isaia 59:1). Se qualcosa dovesse fermare la Sua misericordia, è solo per la tua iniquità, la tua mancanza di fiducia, la tua infedeltà. “Fino a quando non avranno fede in me dopo tutti i miracoli che ho fatti in mezzo a loro?” (Numeri 14:11). Se mille, anzi diecimila prove ed esperienze della Sua tenera cura, fedeltà ed amore curerebbero questa infedeltà in te, già ce le hai sotto mano, non le vedi? Se tu credi che la tua mancanza di fiducia in Lui potesse essere curata dall’inaspettato irrompere della Sua misericordia verso di te, guardati soltanto indietro e la vedrai. Certamente sei stato spesso forzato a tua vergogna e ravvedimento, da quella stessa provvidenza, a ritrattare le tue inconsiderate lamentele di non essere stato abbastanza curato, eppure tu cadresti ancora una volta in quello stato di incredulità? Oh se solo tu imparassi questa grande verità, che nessuno è mai stato carente di quella misericordia anche quando mancava del cuore fiducioso per attendere quietamente l’intervento del Signore. Non hai mai dovuto cercare Dio invano se non quando lo hai cercato vanamente.
5. Dio opera ogni cosa per te? Allora cerca Dio per ogni cosa in preghiera e non imtraprendere mai nulla senza di Lui. Certamente Dio potrebbe anche non operare per te ciò che tu desideri e per il quale lavori. Magari differenti sono le espressioni di misericordia che Egli ha disposto per te, eppure anche quelle tue aspirazioni Egli desidera che tu Gliele presenti affinché Egli per te le possa realizzare[10]. Dio desidera che ti ingaggi nella preghiera, affinché quell’impresa sia realizzata, quella misericordia goduta e quell’afflizione rimossa. Non è forse follia confidare che altri strumenti possano garantire le nostre aspirazioni, che noi si voglia intraprendere questo o quello per raggiungere il fine che ci proponiamo, dimenticandoci di Colui dal quale dipendono interamente quegli strumenti e quei mezzi? Ciò che non inizia con la preghiera, raramente termina a nostro conforto. “SIGNORE, io so che la via dell'uomo non è in suo potere, e che non è in potere dell'uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Geremia 10:23). Se lo fosse, la preghiera sarebbe da considerarsi energia sprecata. Che tu solo possa riconoscere in ogni cosa Colui che opera ogni cosa.
6. Se Dio opera ogni cosa per noi, allora è nel più grande nostro interesse e cura studiarci di compiacere Colui dal quale ogni cosa dipende. E’ un’osservazione molto importante e rilevante quella di Crisostomo che nulla sia più grave ed amaro se non provocare il dispiacere di Dio. Evita quello con cura ed allora non vi sarà alcun’afflizione o problema tanto grave che possa abbattere un’anima tanto prudente. Proprio come una scintilla è facilmente estinta nel mare, così il favore di Dio estinguerà quei problemi. Una tale anima - Egli dice - è come il cielo. Pensiamo che i cieli soffrano quando sono coperti dalle nuvole, e che il sole soffra quando è eclissato? Non è affatto così: quando essi paiono soffrire essi non soffrono. Tutto va bene ed andrà bene fra noi e Dio. La grande consolazione dei credenti[11] giace in questo: che tutto ciò che li riguarda è nelle mani del loro Padre. Lutero disse: “Io avrei del tutto disperato se Cristo non fosse il capo della Chiesa”. Quando Colui che opera ogni cosa è il nostro Dio, il Dio che si rallegra nella nostra prosperità, che si rallegra nel farci del bene, quale maggiore sicurezza di questa potremmo avere persino nelle più grandi confusioni e pericoli! Quando uno disse a Borromeo che c’era qualcuno che desiderava attentare alla Sua vita, egli rispose: “Che? Forse che Dio è nel mondo per nulla?”. In una simile circostanza, notevole era stata anche la risposta di Silenziario: “Se Dio non si prendesse cura alcuna di me, come potrei persino vivere? Come avrei potuto sopravvivere fino ad oggi?”. Sebbene tutto questo a qualcuno possa sembrare semplice romanticismo, dobbiamo almeno dare credito alla Scrittura del seguente, che il modo più infallibile per una persona di aumentare la sua fortuna ed assicurarsi un destino che possa controllare le stelle, è presentato qui, nelle Scritture, dove si può vedere Sapiens dominabitur astris (che colui che conosce la verità dominerà le stelle) e che quomodo unusquisque faber potest esse fortunae suae (e i mezzi attraverso i quali ciascuno può dare forma alla sua propria fortuna). Un uomo buono può persino essere colui che dà forma al suo destino. Oh se soltanto noi potessimo correggere la nostra rotta secondo le rare politiche della Bibbia, quelle divine massime di sapienza! Non temere nulla se non il peccato. Non studiare nulla, se non vuoi, ma studia l’unica cosa che veramente conti, cioè come compiacere a Dio. Non abbandonare mai la tua integrità quando sei tentato. Confida in Dio quando svolgi il tuo dovere. Queste sono regole sicure per assicurare te stesso ed i tuoi interessi in tutte le vicissitudini di questa vita.

[1] John Flavel, “The Mistery of Providence” in: http://www.eternallifeministries.org/jf_prov2.htm#fourteenth Sulla figura di John Flavel (1620-1691) vedasi: http://it.wikipedia.org/wiki/John_Flavel 
[2] Nell’esposizione fatta dall’autore in “Il mistero della provvidenza”.
[3] “SIGNORE, la tua mano è alzata,  ma quelli non la scorgono! Essi vedranno lo zelo che hai per il tuo popolo e saranno confusi; il fuoco divorerà i tuoi nemici” (Isaia 26:11).
[4] “Il bue conosce il suo possessore, e l'asino la greppia del suo padrone, ma Israele non ha  onoscenza, il mio popolo non ha discernimento” (Isaia 1:3).
[5] C’è anche il proverbio italiano:”Non si morde la mano che ti nutre”.
[6] Si tratta sempre ciò che Dio ha disposto, decretato per te, e c’è sempre per esso un motivo buono e giustificato.
[7] “Non allontana il suo sguardo dai giusti, ma li pone con i re sul trono, ve li mette seduti per sempre, e così li innalza” (Giobbe 36:7).
[8] “Io, il SIGNORE, ne sono il guardiano, io la irrigo a ogni istante; la custodisco notte e giorno, affinché nessuno la danneggi” (Isaia 27:3).
[9] “o voglio cantare per il mio amico il cantico del mio amico per la sua vigna. Il mio amico aveva una vigna sopra una fertile collina. La dissodò, ne tolse via le pietre, vi piantò delle viti scelte, vi costruì in mezzo una torre, e vi scavò uno strettoio per pigiare l'uva. Egli si aspettava che facesse uva, invece fece uva selvatica. Ora, abitanti di Gerusalemme e voi, uomini di Giuda, giudicate fra me e la mia vigna! Che cosa si sarebbe potuto fare alla mia vigna più di quanto ho fatto per essa? Perché, mentre mi aspettavo che facesse uva, ha fatto uva selvatica?” (Isaia 5:;1-4).
[10] Cfr. “Così parla il Signore, DIO: "Anche in questo mi lascerò supplicare dalla casa d'Israele, e glielo concederò: io moltiplicherò loro gli uomini come un gregge” (Ezechiele 36:37).
[11] “Santi” nel testo originale.

1 commento:

  1. Bellissimo e profondamente edificante.
    Grazie per la condivisione di questo articolo.

    RispondiElimina