martedì 16 aprile 2013

La contingenza delle cause secondarie

Tutto ciò che accade ha delle cause di varia natura: sono le "cause seconde", ma esse hanno a monte una "causa prima": ciò che Dio ha ordinato che dovesse sorgere ed accadere per i Suoi motivi e finalità, sempre buoni e giusti (anche se a noi può talvolta parere il contrario).
"Dio ha ordinato dall'eternità, secondo il sapientissimo e santissimo consiglio della Sua propria volontà, in modo libero ed immutabile, tutte le cose che sarebbero avvenute. Tuttavia, ciò non implica affatto che Dio sia autore del peccato, né che in questo modo Egli forzi la volontà delle creature, o che sia tolta la libertà o contingenza delle cause secondarie. Tutto ciò, al contrario, viene stabilito" (Confessione di fede di Westminster, 3:1).
Che cos'è la "contingenza delle cause secondarie"? La "contingenza delle cause secondarie" (contingentia causarum secundarum) sono avvenimenti che, dal punto di vista umano, sono causati, ad esempio, dalla fatalità, da dinamiche psicologiche e sociali, da cause fisiche, da decisioni umane spesso imponderabili e "casuali". Sono quegli avvenimenti possibili che possono andare in un modo oppure in un altro, fatti che riteniamo accidentali.

Talvolta ci chiediamo: "Da che cosa è dipeso che le cose siano andate in un certo modo?", oppure: "Che cosa sarebbe successo se avessi sposato A invece che B? Se fossi andato alla scuola B invece che a quella A? ...se avessi conosciuto un personaggio influente ...se avessi vinto alla lotteria o avessi ricevuto quell'eredità?". Un incidente stradale può avvenire o non avvenire, se mi ammalo o non mi ammalo di una certa malattia le cose per me andrebbero tutto in un altro modo. Se io scelgo di infrangere la legge avrò delle conseguenze penali: è mia responsabilità e ne sarei colpevole e condannabile. Se decido di saltare giù in un burrone avrò delle conseguenze. Allora è meglio che non salti.

Tutti questi sono avvenimenti "contingenti" che hanno una causa che diciamo naturale, oppure sono "fortuiti" e "casuali". Si tratta di cause e "fatalità" e, a livello umano è pienamente legittimo che le consideriamo tali. In teologia, però, queste sono tutte considerate "cause seconde" (o secondarie), perché esiste una "causa prima" che è Dio, il quale ha prestabilito tutto ciò che deve avvenire dall'inizio della creazione fino alla fine del mondo, e tutto nel più piccolo dettaglio, rimanendo in controllo di ogni cosa. Nulla potrebbe prendere di sorpresa Dio, non vi sono per Lui avvenimenti imponderabili ed imprevedibili. Tutto è programmato, è proceduto, procede e procederà esattamente come Lui l'ha programmato. La mia nascita, la mia vita, le mie scelte, il mio destino, tutto è stato previsto, anzi disposto e preordinato fin da prima della creazione del mondo.

Le "cause prime" non pregiudicano, però, le "cause seconde", anzi, Dio stesso ha stabilito che le "cause seconde" debbano esistere e funzionino in un certo modo. Il Salmista scrive: "I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora" (Salmo 139:16).

Dio è come lo scrittore di un romanzo che lo pianifica in tutti i suoi dettagli, come inizia e come deve finire. Al suo interno i personaggi agiscono "liberamente" secondo principi di causa ed effetto. Nel racconto l'innocente è innocente ed il criminale è colpevole. Il criminale non può dare la colpa di quel che fa allo scrittore del racconto e dirgli: "Perché mi hai fatto così?". Allo stesso modo esiste un "libro della vita" che dall'eternità contiene immutabilmente i nomi di coloro che saranno salvati", infatti: "E nulla di impuro, né chi commetta abominazioni o falsità, vi entrerà; ma soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello" (Apocalisse 21:27). Tutto questo però non toglie la libertà agli esseri umani e che i colpevoli siano giustamente condannati.

Nella Sua Parola Dio dice: "Io annuncio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico: Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà" (Isaia 46:10). Dio realizza infallibilmente tutto ciò che ha determinato, ed Egli ha determinato ogni cosa. Eppure la libertà delle cause seconde non è tolta, pregiudicata.

Il decreto di Dio non fa violenza alla volontà delle creature, come appare dalle azioni libere e non forzate dei fratelli di Giuseppe, Faraone, i Giudei che crocifissero Gesù Cristo ecc. I fratelli di Giuseppe decidono liberamente di toglierlo di mezzo vendendolo ad un commerciante di schiavi che lo porterà in Egitto, ma: "Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso" (Genesi 50:20). Dio aveva già stabilito che le libere e colpevolmente malvagie azioni dei fratelli di Giuseppe fossero lo strumento per la salvezza del popolo di Israele dalla carestia che avrebbero sofferto in Palestina. Il Faraone d'Egitto liberamente indurisce il suo cuore di fronte alle richieste di Mosè di lasciare libero Israele, ma in un altro senso Dio lo aveva determinato per realizzare i Suoi scopi ultimi. "La Scrittura infatti dice al faraone: «Appunto per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato per tutta la terra». Così dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole" (Romani 9:17-18). Giuda tradisce Gesù a sua colpa e vergogna, ma il suo tradimento era funzionale nei progetti di Dio a che Cristo realizzasse la redenzione del Suo popolo morendo in croce. "Certo il Figlio dell'uomo se ne va, com'è scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell'uomo se non fosse mai nato!" (Marco 14:21). Lo stesso avviene con i nemici di che liberamente e colpevolmente condannano a morte Gesù, ma questo era strumentali ai propositi di Dio stabiliti dall'eternità e da realizzarsi in quel modo. "Quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste" (Atti 2:23). L'indurimento di Israele che rifiuta il Messia è comunque funzionale agli eterni piani di Dio per introdurre nella chiesa gente d'origine pagana:"Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi: un indurimento si è prodotto in una parte d'Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri" (Romani 11:25).

Dio ha determinato ogni cosa, ma questo non elimina la contingenza delle cause seconde, né la libertà umana (che comunque, anche a livello terreno, è sempre relativa, non assoluta): "Si getta la sorte nel grembo, ma ogni decisione viene dal SIGNORE" (Proverbi 16:33). Al contrario, le cause seconde sono stabilite, perché Dio ha efficacemente preordinato che tali effetti seguano a tali cause.

Possiamo comprendere tutto questo? "Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!" (Romani 11:33).

2 commenti:

  1. Mi hanno scritto al riguardo e rispondo qui sotto: Buongiorno Paolo.Ho letto e riletto le tue belle riflessione sulla contingenza delle cause seconde.Mi riesce difficile però coniugare quanto da te detto con evenienze assolutamente "arbitrarie"cioè inspiegabili senza il libero concorso della volontà umana o degli stessi meccanismi biologici o scientifici.La shoah..gli eccidi del XX secolo..la mia o la tua nascita senza il libero concorso dei genitori..tutto "infallibilmente determinato dal decreto sovrano di Dio"?Se nel caso di Giuseppe e del faraone,o di Giuda ecc.ecc.possiamo scorgere uno scopo biblico ,nei caso anzidetti da me mi riesce difficile scorgere un fine ultimo..."

    "questa risposta non potrà magari soddisfarti, ma io accetto senza discussioni ciò che la Scrittura afferma e la teologia cristiana che vi è fedele riflette, sul fatto che Dio ha programmato ogni cosa ed è in pieno controllo di ogni cosa portando tutto il creato verso il fine che Egli si è proposto dall'eternità, e questo sempre in modo santo, buono e giusto (secondo i Suoi criteri). E' così anche se io non comprendo alcune cose o non so conciliarvi determinati fatti. Potrà certo essere doloroso e persino angosciante, ma devo e voglio confidare che le cose stiano così. In ogni cosa cerco di assolvere ai doveri che la volontà rivelata del Signore mi impone secondo quanto la comprendo. Cerco maggiore luce approfondendola, ma la accolgo senza riserve. Questo atteggiamento non critico è costruttivo, dà forza e serenità anche nei momenti più difficili, come l'ha data, per esempio, a molti martiri che sono stati ingiustamente torturati ed uccisi. Avrebbero potuto farsi tante domande, ma non le hanno poste. Si sono abbandonati alla volontà del Signore e non sono stati delusi. Oggi, in cielo, sanno il perché di ogni cosa e lodano e ringraziano il Signore. Per me questo basta e non chiedo di più. Spero e prego che possa essere così anche per te."

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  2. L'argomento dell'articolo ci mette di fronte ad una importante verità: l'impossibilità di conoscere perfettamente il disegno Divino.
    Il tutto sta, secondo me, proprio nel passo di chiusura, al quale vorrei associare quest'altro:

    GIOBBE 11:7-9
    "Puoi forse scandagliare le profondità di Dio, arrivare a conoscere appieno l’Onnipotente?
    Si tratta di cose più alte del cielo; tu che faresti? Di cose più profonde del soggiorno dei morti; come le conosceresti?
    La loro misura è più lunga della terra, più larga del mare."

    L'apostolo Paolo inoltre affermò:

    1 CORINZI 13:8-12
    Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno e la conoscenza verrà abolita, poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte sarà abolito.
    Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto."

    Ora conosciamo in parte dunque, ma verrà il tempo in cui conosceremo pienamente.
    Mi piace pensare al disegno Divino come ad un puzzle: l'Eterno ne ha tutti i pezzi e li dispone in modo corretto affinché prenda forma l'immagine completa che ha deciso di realizzare secondo i suoi propositi.
    Noi conosciamo solo alcuni pezzi, pertanto possiamo completare solo alcune aree del puzzle, mentre le altre rimarrano "oscure" finché non sarà giunta la perfezione.

    La "contingenza delle cause seconde" è una di queste aree oscure.
    Non abbiamo i pezzi per comprendere (per il momento) il fine ultimo di "evenienze arbitrarie" o dei "meccanismi biologici" e i loro "scopi biblici". Tuttavia, secondo me, se non ci è stato concesso di capire è perché non è necessario sapere più di quello che è stato rivelato nelle Scritture. Anzi, forse ci saremmo persi "in vani ragionamenti", distogliendo la nostra attenzione dal messaggio centrale e salvifico del Vangelo. Oppure, trattandosi di cose "troppo alte", la nostra ragione non le avebbe comunque potute capire, anche se fossero state rivelate.
    Ovviamente tutto questo è un mio personale pensiero e vale per quel che è.

    Certo, è difficile accettare di non poter comprendere completamente, allora chiediamo a Dio saggezza, come scrive Giacomo, affinché possiamo accetare anche ciò che non comprendiamo, consapevoli che "ogni cosa coopera al bene".

    Nella lettera ai Filippesi poi è scritto:

    FILIPPESI 3:15-16
    "Sia questo dunque il sentimento di quanti siamo maturi; se in qualche cosa voi pensate altrimenti, Dio vi rivelerà anche quella.
    Soltanto, dal punto a cui siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via."

    Dio dunque potrà venire in aiuto alla nostra difficoltà, rivelandoci anche ciò in cui la pensiamo diversamente in qualche argomento. Non ci fermiamo però all'ostacolo, ma continuiamo per la via.


    Un caro saluto a tutti i lettori e al pastore Castellina.

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