domenica 23 marzo 2014

Alla base di tutto la fiducia!


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1
 Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. 2 Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? 3 Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. 4 Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». 5 E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. 6 E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando"
 (Marco 6:1-6).

La doppia natura e identità di Gesù di Nazareth ha sempre posto problemi ed ancora pone problemi a tanta gente. Gesù è un personaggio storico, un uomo vissuto in un determinato luogo ed in determinato tempo, con un'ascendenza naturale: "Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?" (3).

Gesù di Nazareth, però, nasconde una realtà soprannaturale che è rivelata a coloro che "hanno occhi per vedere". Molti ancora oggi dicono: "Gesù di Nazareth è un personaggio indubbiamente straordinario (come vi sono stati e vi sono ancora) ma sempre e solo un uomo come tanti" e così Lo liquidano distanziandosene. Ne apprezzano magari le virtù, "l'esempio", ma non li coinvolge "più di quel tanto" (questo per loro può essere anche comodo). Se si dice loro che in Gesù si nasconde Dio stesso che, in Lui, in modo unico ed irripetibile, si fa uomo per operare la trasformazione e la salvezza eterna di uomini e donne in ogni tempo e paese, essi dicono, magari, che si tratti solo di un mito, di "un'esagerazione" promossa da gruppi di potere politico e religioso per i propri fini. No, l'apostolo Paolo afferma al riguardo di Gesù, in sintonia con tutti gli autori del Nuovo Testamento: "...riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell'apostolato per ottenere l'obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome" (Romani 1:3-5).

L'identità profonda di Gesù, prima solo "intuita" dai Suoi discepoli, diventa progressivamente loro sempre più chiara. Benché Gesù abbia dato tante prove di non essere "uno fra i tanti", ma di essere, in modo unico ed irripetibile, Dio con noi, esse non possono essere utilizzate come "prove inconfutabili" per persuadere qualcuno. Allora come oggi, infatti, queste prove sono messe sistematicamente in questione da persone scettiche, incredule e con pregiudizi, qualunque cosa si dica loro. Solo lo Spirito Santo li potrà illuminare.

In presenza di scetticismo, incredulità e pregiudizio l'opera di Gesù non potrà che essere anche oggi limitata, non perché questo vanifichi la Sua potenza, ma perché la fede, la fiducia in Lui, sta alla base di ogni "transazione", fra noi e Lui, che voglia aver "successo". "E non vi poté operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì" (5). "Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano" (Ebrei 11:6).

PREGHIERA

Signore Iddio, Ti accolgo nella mia vita con fiducia, non per il vantaggio che eventualmente ne potrei avere, ma per quel che Tu sei. Dammi di poter onorare la Tua gloria e la Tua maestà con fiduciosa ubbidienza e di crescere nella conoscenza della Tua persona ed amore. Amen.

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