giovedì 13 marzo 2014

LA CURA PROVVIDENZIALE DI DIO

"Inoltre non cercate che cosa mangerete o che cosa berrete, e non ne state in ansia, perché le genti del mondo cercano tutte queste cose, ma il Padre vostro sa che voi ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte" (Luca 12:29-31).

Il primo pensiero che ci passa per la testa quando leggiamo le parole di Gesù sulla necessità che i Suoi discepoli non siano eccessivamente preoccupati di quel che serve loro per vivere (cibo, vestiario e quant'altro) perché Dio promette di provvedere loro come fa per i fiori della campagna e gli uccelli del cielo, è che si tratti di concetti ingenui ed irrealistici, per non dire irresponsabili.... Nella cultura cattolica si pensa a come vivevano i discepoli di Francesco d'Assisi, che andavano in giro a predicare l'Evangelo vestiti di sacco e che si mantenevano prevalentemente con la carità della gente, confidando così nella provvidenza di Dio. Oggi non si vede alcuna "santità" in una tale vita, ma (se questo è ciò che intende Gesù) qualcosa da biasimare e condannare come si condanna chi - potendo altrimenti - vive di espedienti ed è più o meno parassitario per la società. "Ma che vadano a lavorare!" direbbero oggi i benpensanti ai discepoli di Gesù, "visto che il lavoro ce l'avevano (erano pescatori) e si sono messi a seguire ...un'irresponsabile visionario!". Non è forse vero che oggi si pensa così?

Certo Gesù non pretende che i Suoi discepoli e ministri vadano in giro come straccioni e vivano di carità. Il ministro cristiano è un "operaio ... degno del suo nutrimento"(Matteo 10:10); "l'operaio è degno della sua ricompensa" (Luca 10:7); "La Scrittura infatti dice: «Non mettere la museruola al bue che trebbia», ed ancora: «L'operaio è degno del suo salario»" (1 Timoteo 5:18). La comunità cristiana ha il dovere di sostenere, dando loro il necessario per vivere, una vita decente, coloro che se ne prendono cura come suoi responsabili, annunciano l'Evangelo e insegnano la dottrina cristiana. Non devono vergognarsi quei ministri cristiani che, benché facciano il loro lavoro volentieri e in certe circostanze, anche gratuitamente, chiedono che i loro servizi siano debitamente retribuiti. A Timoteo, l'Apostolo dice: "Studiati di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non ha da vergognarsi, che esponga rettamente la parola della verità" (2 Timoteo 2:15).

Nel nostro testo Gesù biasima le eccessive preoccupazioni materiali di una vita vissuta nell'ansia e nella paura paralizzante di non avere il necessario per vivere. Quando si è fatto tutto il possibile per provvedere a sé stessi e a quelli di casa nostra, quando si ha riorganizzato la propria vita per utilizzare razionalmente e senza spreco le risorse disponibili (soprattutto quando la vita diventa sempre più cara), bisogna confidare nel Signore che promette di provvedere ai Suoi quando diventa la nostra determinazione quella di perseguire i valori del regno di Dio nella nostra vita. Per giustificarci non andiamo a cercare le situazioni limite, perché ad esse Dio intende provvedere attraverso la solidarietà globale dei cristiani (a proposito: in che modo la esercitiamo?). Il cristiano può e deve confidare nella provvidenza del Padre suo celeste e possiamo testimoniare come, checché ne dicano gli increduli, spesso accadono quelli che potremmo definire veri e propri miracoli.

PREGHIERA

O Signore, fa sì che io, dopo aver compiuto tutto il mio dovere, di tutto cuore io creda e mi affidi alla Tua provvidenza. Persuadimi che essa è reale, soprattutto quando mi lascio cogliere dall'ansia e dalle eccessive preoccupazioni. Amen.

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