mercoledì 24 dicembre 2014

Il dono dei doni

O fonte d'ogni bene: in che modo potrei ringraziarti abbastanza per il dono per eccellenza che m'hai fatto, quello della Persona del Tuo amato Figlio, generato, non creato, il mio Redentore, fratello, Garante, Sostituto. La nostra mente non riesce a cogliere tutta la portata del Suo svuotarsi per noi, come pure del Suo infinito amore, oltre ogni capacità per il nostro cuore, di coglierlo appieno. Qui sta la meraviglia delle meraviglie: Egli venne quaggiù per poter elevarci lassù, nacque come me, affinché io potessi diventare come Lui. 

In questo sta l'amore: quando io non riesco ad elevarmi fino a Lui, è Lui che scende fino a me con grazia infinita per sollevarmi fino a Sé. In questo sta la potenza: quando umanità e divinità erano infinitamente lontane, Egli le ha unite in indissolubile unità, l'increato ed il creato. In questo sta la sapienza: quando ero completamente perduto, con nessuna volontà per ritornare a Lui, e nessun'intelligenza per trovarne una qualsivoglia via d'uscita, Egli venne, Dio in carne, per salvarmi al massimo grado, come uomo, per morire della mia morte, per versare per me il Suo sangue redentore, per operare per me perfetta giustizia. 

O Dio, portami in spirito con quei pastori veglianti, ed apri la mia mente. Fa' si che io oda le Tue buone e gioiose notizie, e possa farle mie, crederle, rallegrarmene, lodarti ed adorarti. La mia coscienza si immerga in un oceano di riposo, i miei occhi s'elevino verso un Padre riconciliato; mi pongano con il bue, l'asinello, il cammello, la capra, per guardare con essi il volto del mio Redentore ed in Lui considerarmi, secondo la Tua promessa liberato dai miei peccati e dalle loro conseguenze. Fa' si che come Simeone io stringa al mio cuore il bimbo neonato, Lo abbracci con fede che non viene meno, esul tando che Lui è mio ed io sono Suo. In Lui Tu mi hai dato così tanto che il Paradiso non potrebbe darmi di più. Amen. 

The Valley of Visions, 16.

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