domenica 22 febbraio 2015

L'incessante attività nascosta dei falsari

Satana non è "originale" nelle sue opere: egli è essenzialmente uno che imita e falsifica quelle altrui.
  • Iddio ha un Suo Figlio unigenito - il Signore Gesù Cristo, e così Satana ha "il figlio della perdizione". 
  • C'è una Santissima Trinità, ma c'è anche una "trinità satanica" (Ap. 20:10).
  • Nella Bibbia troviamo i "figli di Dio", ma vi sono anche i "figli del maligno"
  • Da una parte leggiamo come Dio operi nei primi sia il volere che l'operare secondo il Suo beneplacito, ma ci viene pure detto che Satana "al presente opera nei figli della disubbidienza" (Ef. 2:2).
  • Se da una parte c'è "il mistero della pietà" (1 Ti. 3:16), dall'altra c'è anche "il mistero dell'empietà" (1 Ts. 2:7).
  • Ci vien detto che Dio, tramite i Suoi angeli, "segna" sulla fronte i servi di Dio (Ap. 7:3), così pure apprendiamo che Satana, per mezzo dei suoi agenti, pone un marchio sulla mano destra o sulla fronte dei suoi devoti (Ap. 3:16). 
  • Sappiamo che «lo Spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio» (1 Co. 2:10), così, similmente, vi sono "le profondità di Satana"(Ap. 2:24).
  • Se Cristo opera miracoli, così fa anche Satana (Ap. 2:13) e come Cristo siede su un trono, così fa anche Satana (Ap. 2:13).
  • Cristo ha una Chiesa, e Satana ha la propria "sinagoga" (Ap. 2:19). 
  • Se Cristo è la luce del mondo, così anche Satana "si trasforma in angelo di luce" (2 Co. 11:14).
  • Come Cristo aveva nominato degli apostoli, così fa Satana scegliendosene di propri (2 Co. 11:13).
Ecco così che tutto ciò ci porta a considerare "l'Evangelo" di Satana.

Satana è capo di tutti i falsari. Il diavolo è ora all'opera nello stesso campo in cui il Signore ha seminato buon seme. Egli cerca di impedire la crescita del grano con un'altra pianta, la zizzania, che assomiglia al grano stesso. In altre parole, egli cerca di neutralizzare l'opera di Cristo per mezzo di un processo di imitazione. Quindi, allo stesso modo in cui Cristo ha un Evangelo, Satana ne possiede uno in proprio, un'abile contraffazione del primo. L'evangelo di Satana assomiglia così tanto a quello del quale egli fa la parodia, che intere moltitudini di perduti ne sono ingannati.

E' a questo evangelo di Satana che l'apostolo fa riferimento quando dice ai Galati: «Mi meraviglio che da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, passiate così presto ad un altro evangelo; il quale non è un altro evangelo; ma vi sono alcuni che vi turbano e vogliono pervertire l'evangelo di Cristo» (Ga. 1:6,7).

Questo falso evangelo veniva annunciato fin dai tempi dell'apostolo, ed era stata persino pronunciata la più terribile delle maledizioni verso coloro che lo predicavano. L'apostolo così prosegue: «Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi predicasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia maledetto» (Ga.1:8). Con l'aiuto di Dio cercheremo ora di spiegare, anzi, di esporre questo falso vangelo.

L'evangelo di Satana non è un sistema di principi rivoluzionari, né un programma di anarchia. Non promuove lotte e guerre, ma persegue la pace e l'unità. Non cerca di mettere la madre contro la figlia né il padre contro il figlio, ma promuove quello spirito fraterno per cui l'umanità viene considerata come un'unica e grande "fratellanza". Esso non cerca di umiliare l'uomo naturale, anzi, di migliorarlo e di elevarlo. Esalta l'educazione e la cultura e fa appello "al meglio che c'è in noi". Esso mira a fare del mondo un habitat congeniale e confortevole in cui l'assenza di Cristo non sarebbe neppure notata, né sentito alcun bisogno di Dio. Aspira a far si che l'uomo si occupi così tanto di questo mondo da non aver più tempo né inclinazione per occuparsi del mondo a venire. Propaga il principio del sacrifizio di sé stessi, della carità e della benevolenza, e ci insegna a vivere per l'altrui bene, come pure ad essere gentili con tutti. Fa un forte appello alla mente carnale ed è popolare fra le masse perché ignora i solenni fatti che per natura l'uomo è una creatura decaduta, estranea alla vita di Dio, e morta nelle trasgressioni e nei peccati, e che la sua unica speranza risiede nella rigenerazione.

In contrapposizione all'Evangelo di Cristo, l'evangelo di Satana insegna la salvezza per opere. Essa inculca la giustificazione davanti a Dio sulla base dei propri meriti. La sua frase sacramentale è «Sii buono e fa del bene», ma non vuole riconoscere che nella carne non dimora alcun bene.

Annuncia la salvezza tramite un buon carattere, invertendo l'ordine della Parola di Dio - cioè il buon carattere come risultato e frutto della salvezza. Le sue ramificazioni ed organizzazioni sono molteplici: associazioni, partiti, club ecc. ...coltivare l'uomo vecchio viene considerato più pratico che creare un uomo nuovo in Cristo Gesù, e si aspira alla pace ignorando del tutto il Principe della pace.

Gli apostoli di Satana non sono tanto individui notoriamente riprovevoli, spacciatori di droga, tenutarie di bordelli e trafficanti di schiavi, ma possono essere benissimo ministri di culto regolarmente ordinati. Migliaia fra coloro che occupano i pulpiti d'oggi non si considerano più tenuti a presentare i tratti fondamentali della fede cristiana, avendo distolto le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole. Invece di mettere in evidenza quanto grande sia la nostra condizione di peccatori davanti a Dio e le sue eterne spaventevoli conseguenze, essi lo minimizzano dichiarando che il peccato è semplice ignoranza oppure l'assenza di bene. Invece di ammonire i loro uditori a "fuggire dall'ira a venire", essi rendono Dio un bugiardo dichiarando come Egli sia troppo amorevole per mandare qualcuna delle Sue creature al tormento eterno. Invece di dichiarare che "senza spargimento di sangue non c'è perdono dei peccati" (Eb. 9:22), essi semplicemente esaltano Cristo come "un grande esempio" ed esortano i loro ascoltatori a "seguirne le orme". Di loro si può dire: «Poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria giustizia, non si sono sottoposti alla giustizia di Dio»(Ro. 10:3)- Il loro messaggio può anche sembrare molto plausibile e i loro propositi possono apparire molto degni di lode, di loro però leggiamo: «Tali falsi apostoli, infatti, sono degli operai fraudolenti, che si trasformano in apostoli di Cristo, e non c'è da meravigliarsi, perché Satana stesso si trasforma in angelo di luce. Non è dunque gran cosa se anche i suoi ministri si trasformano in ministri di giustizia, la cui fine sarà secondo le loro opere» (2 Co. 11:13-15).

Oltre al fatto che oggi centinaia di comunità cristiane sono prive di un conduttore che dichiari l'intero consiglio di Dio e presenti la Sua via di salvezza, dobbiamo pure constatare come sia improbabile che la maggioranza della gente in queste chiese apprenda la verità da sola. Il culto di famiglia, laddove si legge in casa insieme ai propri cari una porzione della Parola di Dio, anche nelle case dei cristiani di nome, in larga parte una cosa del passato. Non si espone fedelmente la Bibbia dal pulpito e non la si legge nei banchi. Le esigenze di quest'epoca affannosa sono così tante che c'è sempre meno tempo e minor inclinazione a prepararsi per incontrare Dio. Per cui la maggioranza è troppo indolente per prendere l'iniziativa, e viene lasciata alla mercé di coloro che vengono pagati appunto per interessarsi loro di queste cose, e molti dei quali tradiscono la loro fiducia studiando ed esponendo problemi sociali ed economici piuttosto che gli Oracoli di Dio.

In Proverbi 14:12 leggiamo: «C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma la sua fine sfocia in vie di morte». Questa "via" che "sfocia nella morte" è l'inganno del Diavolo, la via della salvezza attraverso ciò che l'uomo stesso può conseguire. E' una via che "sembra diritta", cioè, che viene presentata in modo tanto plausibile da compiacere l'uomo naturale; essa viene presentata in modo così sottile ed attraente, che si raccomanda da sola all'intelligenza di quanti l'odono. Proprio perché si appropria della terminologia religiosa, qualche volta fa appello alla Bibbia alla ricerca di un sostegno (quando questo si presti al caso), essa mette in bella mostra nobili ideali, e viene proclamata da persone che possono vantare alti titoli di studio conseguiti in istituzioni teologiche, ed ecco che intere moltitudini ci cascano come pesci davanti ad un amo luccicante.

Il successo di un falso dipende in larga parte da quanto si avvicinii all'originale. L'eresia non è tanto una negazione totale della verità, quanto la sua perversione. Ecco perché una mezza bugia è sempre più pericolosa di una palese. Ecco allora perché quando il padre della menzogna sale sul pulpito, non è sua abitudine negare palesemente le verità fondamentali del cristianesimo, ma le riconosce tacitamente, procedendo poi a darne un'interpretazione erronea ed una falsa applicazione. Per esempio: non sarebbe tanto stupido da annunciare baldanzosamente la sua mancanza di fede in un Dio personale; ne prende per scontata l'esistenza e poi fornisce una falsa descrizione del Suo carattere. Egli annuncia che Dio è il Padre spirituale di tutta l'umanità, mentre la Scrittura dice chiaramente che noi siamo: «figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù» (Ga. 3:26) e che a «tutti coloro che l'hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio»(Gv. 1:12).

Inoltre egli dichiara che Dio è troppo misericordioso per mandare all'Inferno un membro qualsiasi della razza umana, proprio quando Dio stesso ha detto: « E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco» (Ap. 20:15). Ancora: Satana non sarebbe così sciocco da ignorare la figura centrale della storia umana -il Signore Gesù Cristo; al contrario, il suo evangelo Lo riconosce come l'uomo migliore che mai visse. Si attira l'attenzione sulle Sue opere di compassione e di misericordia, sulla bellezza del Suo carattere e la nobiltà del Suo insegnamento. Fa grandi lodi della Sua vita, ma viene del tutto ignorata la Sua morte vicaria, l'opera fondamentale di espiazione sulla croce non viene mai menzionata, mentre la Sua trionfante risurrezione corporea dalla tomba viene considerata come una favola superstiziosa per creduloni. E' un evangelo senza sostanza, quello di Satana, che solo presenta un Cristo impotente che non viene accolto come Dio manifesto nella carne, ma semplicemente come l'Uomo ideale.

In 2 Co. 4:3 troviamo un testo che dà molta luce all'argomento in questione. Esso dice: «Ma se il nostro Evangelo è ancora velato, esso lo è per quelli che periscono, nei quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell'Evangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio». Satana acceca le menti degli increduli nascondendo da loro la luce dell'Evangelo di Cristo, e sostituendolo con il proprio evangelo. E' quanto mai appropriato, infatti, che egli venga definito: "diavolo e Satana che seduce tutto il mondo» (Ap. 12:9). Facendo semplicemente appello "al meglio che c'è nell'uomo" e nell'esortarlo semplicemente a "diventare un uomo migliore", egli crea una piattaforma generale in cui può riconoscersi ogni sfumatura d'opinione per proclamare uno stesso messaggio.

Citiamo ancora Pr. 14:12 «C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma la sua fine sfocia in vie di morte». E' stato affermato con considerevole veracità che la strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni. Vi saranno molti nello Stagno di Fuoco che avrebbero potuto essere lodati per le loro buone intenzioni, risoluzioni oneste e nobili ideali -coloro che erano giusti nei loro affari, onesti nelle transazioni commerciali e caritatevoli in tutte le loro vie; uomini che si vantavano della loro integrità ma che davanti a Dio cercavano di giustificare sé stessi con la loro presunta giustizia; uomini che erano morali, misericordiosi e magnanimi, ma che non avrebbero mai considerato sé stessi colpevoli, perduti, peccatori che solo meritavano l'inferno e nel bisogno di un Salvatore. Tale è la via che "sembra giusta". Tale è la via che raccomanda sé stessa alla mente carnale ed a moltitudini oggi di gente ingannata.

L'inganno del diavolo è che noi possiamo essere salvati con le nostre proprie opere; laddove Iddio ci dice nella Sua Parola: «Voi, infatti, siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori» (Ef. 2:8,9).

Qualche hanno fa ho conosciuto un predicatore laico, un entusiasta "operaio cristiano". Per più sette anni quest'uomo si era impegnato nella predicazione pubblica e in attività religiose, ma da certe frasi ed espressioni che usava, dubitavo che quest'uomo fosse davvero "nato di nuovo". Nel porgli delle domande, trovavo che la sua conoscenza biblica difettava su molti punti e che avesse solo una vaga concezione dell'opera di Cristo in favore dei peccatori. Per un certo tempo, così, avevo cercato di presentargli la via della salvezza in modo semplice ed impersonale e di incoraggiarlo a studiare la Parola per sé stesso, nella speranza che, se egli si trovasse ancora in condizione di non-salvezza, Dio si fosse compiaciuto di rivelargli il Salvatore di cui aveva bisogno. Una sera, con nostra grande gioia, colui che aveva predicato l'Evangelo (?) per così tanti anni, confessò di aver trovato Cristo solo la sera precedente. Egli riconobbe (erano le sue stesse parole) che fino ad allora aveva presentato solo "l'ideale di Cristo", ma non il Cristo della croce. Sono convinto che, come quest'uomo, vi siano pure migliaia di altri predicatori che, forse, sono stati educati alla Scuola Domenicale, che è stato loro insegnato la nascita, la vita e gli insegnamenti di Gesù Cristo, che credono nella storicità della Sua persona, che spasmodicamente si impegnano a seguire i Suoi precetti, e che pensano che questo sia tutto ciò che è necessario alla loro salvezza. Frequentemente, questa classe di persone, raggiungendo l'età adulta, entra nel mondo ed incontrano gli attacchi degli atei e degli infedeli, e viene loro detto che la persona di Gesù Cristo non sia in realtà mai esistita. Le impressioni della gioventù, però, non possono tanto facilmente essere sradicate, ed essi rimangono fedeli alla loro dichiarazione che essi "credono in Gesù Cristo". Ciononostante, quando si esamina meglio la loro fede, troppo spesso si trova che, seppure essi abbiano creduto a molte cose su Gesù Cristo, essi non credono in realtà in Lui. Credono con la testa che una tale persona sia vissuta (e, proprio perché credono questo essi si immaginano di essere salvati), ma in realtà non hanno mai deposto le armi della loro battaglia contro di Lui, non si sono mai abbandonati a Lui, né veramente creduto col cuore in Lui. La semplice accettazione di una dottrina ortodossa sulla persona di Cristo senza che il proprio cuore sia stato conquistato da Lui e l'intera vita sia dedicata a Lui, non è altro che un'altra fase di quella via che "sembra giusta" ad un uomo, e che sfocia in ogni caso nella morte. Un semplice assenso intellettuale alla realtà della persona di Cristo, e nulla di più, è un'altra fase di quella via che "sembra giusta" all'uomo, ma che in realtà sfocia nella morte: in altre parole, è un altro aspetto dell'evangelo di Satana.

Ed ora, su quale via tu stai camminando? Sei forse sulla via che "sembra giusta", ma che sfocia nella morte; oppure, sei sulla Via Stretta che conduce alla vita? Hai mai veramente abbandonato la Via Larga che conduce alla morte? L'amore di Cristo ha creato in te avversione ed orrore per tutto quello che spiace a Lui? Desideri veramente che Egli regni su di te? (Lu. 19:14).Ti appoggi completamente sulla Sua giustizia e sul Suo sangue per essere gradito a Dio?

Coloro che ripongono la loro fiducia in una forma esteriore di pietà, come il battesimo o la "confermazione" , coloro che sono religiosi perché lo considerano un segno di rispettabilità; coloro che frequentano una chiesa solo perché è di moda farlo, oppure coloro che aderiscono ad una determinata denominazione perché ritengono che far così li metta in grado di divenire cristiani... tutto questo è la via che "sfocia nella morte" -morte spirituale ed eterna. Per quanto pure siano le motivazioni, per quanto nobili siano le nostre intenzioni, per quanto in buona fede siano i nostri propositi, per quanto sinceri siano i nostri sforzi, Iddio non ci riconoscerà come Suoi figli, fintanto che non accettiamo Suo Figlio.

Una forma ancor più speciosa dell'Evangelo di Satana è quella di indurre i predicatori a presentare il sacrificio espiatorio di Cristo e poi dire ai loro uditori che tutto ciò che Dio richiede da loro è di "credere" nel Suo Figlio. In questo modo migliaia di anime impenitenti vengono ingannate e portate a pensare di essere state salvate. Cristo però disse: «Se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo» (Lu. 13:3). "Ravvedersi" significa odiare il peccato, affliggersi per esso, abbandonarlo. E' il risultato dello Spirito che opera contrizione del nostro cuore davanti a Dio. Nessun'altra persona se non quella che ha un cuore spezzato può credere nel Signore Gesù Cristo ai fini della salvezza.

Ancora, migliaia di persone vengono ingannate supponendo di "aver accettato Cristo" come loro "Salvatore personale", senza però averLo prima ricevuto come loro SIGNORE. Il Figlio di Dio non è venuto infatti a salvare il Suo popolo nei loro peccati, ma dai loro peccati (Mt. 1:21). Essere salvati dai peccati, significa essere salvati dall'ignorare e dal disprezzare l'autorità di Dio, significa abbandonare il nostro egocentrismo e la nostra caparbietà, significa «lasciare la nostra via» (Is. 55:7). Significa arrendersi all'autorità di Dio, abbandonarci al Suo dominio, rassegnare il controllo di noi stessi per essere governati da Lui. Colui che non ha mai portato il "giogo" di Cristo su di sé, colui che non certa veracemente e diligentemente di compiacere a Lui in ogni dettaglio della sua vita, e ciononostante supponga di basarsi "sull'opera compiuta di Cristo", è ingannato dal diavolo.

Nel settimo capitolo di Matteo vi sono due brani che ci forniscono in modo approssimato i risultati dell'Evangelo di Cristo e della contraffazione di Satana. Dapprima, nei vv. 13 e 14, «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono coloro che entrano per essa. Quanto è stretta invece la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono coloro che la trovano!», il secondo sono i vv. 22,23: «Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni, e fatte nel tuo nome molte opere potenti?". E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me voi tutti, operatori di iniquità"». Si, lettore mio, è possibile fare opere nel nome di Cristo, e persino predicare nel Suo nome, e seppure il mondo ci conosca, e la Chiesa ci conosca, essere del tutto sconosciuti al Signore!

Quanto è necessario, dunque, scoprire dove si è veramente, esaminare noi stessi per vedere se siamo nella fede, misurare noi stessi con il metro della Parola di Dio e verificare se per caso siamo stati ingannati dal nostro sottile Nemico, scoprire se per caso abbiamo edificato la nostra casa sulla sabbia, oppure se è stata eretta sulla roccia che è Cristo. Possa lo Spirito Santo investigare i nostri cuori, spezzare la nostra caparbietà, eliminare la nostra inimicizia contro Dio, ed operare in noi un vero e profondo ravvedimento, facendo volgere il nostro sguardo verso l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.


(Di Arthur W. Pink, Traduzione di Paolo Castellina, 26 maggio 1993, Tutte le citazioni bibliche, salvo diversamente indicato, sono tratte dalla Versione Nuova Riveduta, ed. 1991, La Buona Novella, Brindisi).

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