martedì 10 febbraio 2015

Una teologia trinitaria in miniatura

Affermiamo che la teologia trinitaria non sia frutto di un'evoluzione dottrinale posteriore a quanto afferma il Nuovo Testamento, ma sia il chiaro presupposto della fede apostolica. La concezione trinitaria della fede, inoltre, comporta rilevanti implicazioni ecclesiali, perché ci rimanda alla necessaria concreta espressione comunitaria locale della fede cristiana. Questo contesta, così, l'individualismo che spesso influenza la percezione che molti hanno oggi della fede cristiana. L'essere privi di una comunità cristiana locale della quale essere attivi membri può solo essere un'eccezione circostanziale, alla quale è necessario studiarci in preghiera di porre rimedio. La comunione fraterna può essere temporaneamente surrogata ma non sostituita dalla sua espressione locale. Il seguente breve articolo riflette sull'affermazione trinitaria di 2 Corinzi 13:13.
"La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi" (2 Corinzi 13:13).

Il teologo B B. Warfield aveva osservato tempo fa che gli scritti apostolici non sviluppano ma presuppongono la dottrina della Trinità. Il Nuovo Testamento non dà prova alcuna di essere, come alcuni osservano, una fase transitoria nell'evoluzione della fede trinitaria che sarebbe stata poi concettualizzata e codificata secoli dopo. Il Nuovo Testamento esibisce la presenza nella chiesa apostolica di una fede trinitaria profondamente radicata che, senza alcuno sforzo, si articola in sommari trinitari degli avvenimenti evangelici (es. Galati 4:4-7), formule trinitarie di pratica sacramentale (es. Matteo 28:19), esclamazioni di lode trinitarie (es. Efesini 1:3-14), e benedizioni trinitarie, come quella che abbiamo citato di 2 Corinzi 13:13.

Questo versetto è davvero una teologia trinitaria della salvezza in miniatura. Come il Dio nel cui nome esso benedice, è uno e trino, così è la salvezza che esso proclama.

2 Corinzi 13:13 coordina ciascuna fase dell'opera salvifica di Dio - concepimento, realizzazione, ed effetti, a ciascuna delle differenti Persone della Trinità. E' così che "la grazia del Signore Gesù Cristo" coordina la realizzazione dell'opera salvifica di Dio con il Figlio: il nostro Signore e fratello maggiore che si è compiaciuto di abbassarsi per portare su di Sé la nostra maledizione e che è stato gloriosamente esaltato per impartire la benedizione del Padre (2 Corinzi 8:9). L'amore di Dio coordina al Padre il concepimento dell'opera salvifica, il cui amore è il presupposto del sacrificio del Suo unigenito Figlio (Giovanni 3:16), ed il cui amore è finalizzato alla nostra adozione come conseguenza di grazia di quel sacrificio (Efesini 1:4-5). "La comunione dello Spirito Santo" coordina gli effetti dell'opera salvifica di Dio allo Spirito, che ci porta nella comunione adottiva con il Padre (Galati 4:5-6), attraverso la comunione mistica con il Figlio (Efesini 1:3), in ed attraverso la comunione comunitaria della chiesa locale (1 Corinzi 12).

Il testo non coordina le tre Persone della Trinità alle tre fasi della salvezza perché, benché facenti parte di un'unica realtà, tutt'e tre le Persone non sono da intendersi "in simultanea" in tutte le tre fasi dell'opera salvifica di Dio. Esso evidenzia la distintiva gloria di ciascuna particolare Persona in ciascuna particolare fase della salvezza. Di conseguenza, come la personalità distinta del Padre è quella di generare il Figlio e di trasmettere l'alito di vita dello Spirito, così pure il Suo distintivo carattere personale brilla di gran luce nel concepire il piano di salvezza che porterà molti figli alla gloria. Come il carattere distintivo dello Spirito si trova nell'essere trasmesso dal Padre e dal Figlio nella comunione ed amore che essi hanno fra di loro, così il distintivo Suo carattere personale brilla di luce particolare nell'accoglierci nel frutto o effetto del piano salvifico di grazia di Dio: la comunione dello Spirito Santo.

Due rapide osservazioni dalla discussione precedente:

In primo luogo, contrariamente alla lettura che ne fa Warfield, questo versetto non contraddice il principio che esista all'interno della Trinità una processione ordinata delle Persone, ma lo conferma. Sebbene dal punto di vista della sintassi in questo versetto il Figlio preceda il Padre e lo Spirito, la Sua posizione nell'opera della salvezza corrisponde al Suo ordinamento personale nell'ambito della Trinità, come abbiamo visto più sopra. Il significato di 2 Corinzi 13:13 per la teologia trinitaria, potremmo dire, giace non nella sintassi, ma nella semantica. 2 Corinzi 13:13 ci presenta una salvezza che trae origine dalla prima Persona, viene realizzata dalla seconda Persona e viene compiuta dalla terza Persona in corrispondenza con i loro rapporti eterni.

In secondo luogo, come con le persone stesse, le fasi dell'opera salvifica di Dio possono essere distinte. Però, come con le Persone, l'opera salvifica di Dio non può essere divisa. La salvezza di Dio, così come Dio stesso, è una. Nessuna concezione della salvezza senza il compimento della salvezza. Nessun compimento della salvezza senza gli effetti della salvezza.

Questa osservazione, mi sembra, comporta rilevanti implicazioni sul ruolo della chiesa locale nell'ambito dei propositi salvifici di Dio. Se indubbiamente è vero che la comunione dello Spirito (con il Padre, attraverso il Figlio, nella chiesa locale) è inseparabile dalla grazia del Signore Gesù Cristo e dall'amore di Dio Padre, allora non possiamo attenderci di godere della grazia del Signore Gesù Cristo o l'amore del Padre indipendentemente dalla chiesa, la comunità nella quale fiorisce la comunione dello Spirito. Di conseguenza, la misura in cui noi ci appoggiamo all'amore del Padre ed alla grazia del Signore Gesù Cristo, dobbiamo pure appoggiarci alla comunione dello Spirito nel luogo dove Egli riversa le realtà di quella comunione, vale a dire la chiesa locale.

Questo sembra essere pure il motivo per il quale Paolo conclude una serie di esortazioni finalizzate alla guarigione, conforto reciproco, concordia e pace (vedasi 2 Corinzi 13:11) con una benedizione, perché il Dio trino di amore, grazia e comunione è quello stesso le cui benedizioni e presenza sono assolutamente essenziali per formare una comunità caratterizzata da guarigione, conforto reciproco, concordia e pace.

Scott Swain (http://www.reformation21.org/blog/2015/02/a-trinitarian-theology-of-salv.php).

Nessun commento:

Posta un commento