giovedì 9 giugno 2016

Lettera di John Bunyan a tutti coloro che sono pigri e negligenti

Cari amici,


Salomone disse: "I desideri del pigro lo uccidono, perché le sue mani rifiutano di lavorare" (Proverbi 21:25). Se è così, quale sarà la conseguenza della pigrizia nella vita di coloro che l'intrattengono? Il proverbio dice: "Chi dorme durante la mietitura è un figlio che fa vergogna" (Proverbi 10:5). E' per questo che ardisco dire che non c'è maggior vergogna nella quale possa incorrere un uomo che rendersi conto un giorno di avere sprecato l'intera sua vita tanto da fare andare la sua anima in perdizione e di essersi pregiudicata, con il suo peccato, la vita eterna.

Non c'è nulla di più stupido ed insensato che la pigrizia quando si tratta di provvedere per la propria salvezza. Il libro dei Proverbi, a questo riguardo, continua e dice: "Passai presso il campo del pigro e presso la vigna dell'uomo privo di senno; ed ecco le spine vi crescevano dappertutto, i rovi ne coprivano il suolo, e il muro di cinta era in rovina. Considerai la cosa e mi posi a riflettere e da quel che vidi trassi una lezione..." (Proverbi 24:30-32). Se questo è già una vergogna, che dire dell'uomo spiritualmente pigro che tanto fa accumulare peccati nel suo cuore da esserne soffocato e dannare così la sua anima?

La pigrizia comporta due mali: il primo è trascurare di prendersi il tempo necessario per occuparsi di ciò che ci porterebbe in cielo e, in secondo luogo, il ravvedersene quando è ormai troppo tardi. Vi assicuro che colui che perdesse la sua anima in questo mondo attraverso la pigrizia, non avrà motivo di rallegrarsene quando giungerà all'inferno. Di solito la pigrizia è accompagnata dalla negligenza. La negligenza, poi, in gran parte, genera l'insensatezza, e l'insensatezza, a sua volta, dà nuove forze alla pigrizia. E' così che l'anima è lasciata senza rimedio alcuno per salvarsi. La pigrizia chiude Cristo fuori dalla porta. La pigrizia disonora, a propria vergogna, l'anima.

La pigrizia è condannata persino dalla creatura più debole. "Va', pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio! Essa non ha né capo, né sorvegliante, né padrone; prepara il suo nutrimento nell'estate e immagazzina il suo cibo al tempo della mietitura" (Proverbi 6:6-8); "Il pigro non ara a causa del freddo; alla raccolta verrà a cercare, ma non ci sarà nulla" (Proverbi 20:4). Sì, quando i santi di Dio godranno delle gloriose benedizioni del Cielo e saranno felici, il pigro "non avrà nulla". Allora la porta per lui sarà definitivamente chiusa`. Griderà allora misericordia: "Signore, Signore, aprici!" Ma il Signore risponderà: "Io vi dico in verità: Non vi conosco!" (Matteo 25:10-12).

Se sei pigro per quanto riguarda le cose del cielo, paragonati ad uno che sia pigro per le cose di questo mondo.

  • Il pigro non ha voglia di svolgere il lavoro che pur dovrebbe fare, così è per chi è pigro nelle cose del cielo.
  • Il pigro è sempre pronto a rimandare, così è per chi è pigro nelle cose del cielo.
  • Il pigro profitta di ogni più piccola cosa che interrompa il suo lavoro come scusa per non fare ciò che dovrebbe fare, così è per chi è pigro nelle cose del cielo.
  • Il pigro fa sempre le cose a metà, così è per chi è pigro nelle cose del cielo: "quasi" le fa, ma non otterrà mai la perfezione della liberazione dall'inferno; le fa "quasi", ma non sarà mai del tutto un santo perché non rimedierà alle sue carenze.
  • Chi è pigro, di solito si lascia sfuggire il momento in cui dovrebbe fare le cose, così è per chi è pigro nelle cose del cielo, perde le occasioni che la grazia gli offre, e quindi:
  • Chi è pigro avrà raramente o mai buoni frutti, così è pure per chi è pigro nelle cose dell'anima.
  • Chi è pigro si lamenta di non avere frutto: così, però, farà anche Cristo con coloro che non sono attivi per Lui: "Servo malvagio e fannullone (...) dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. (...) E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti Servo malvagio e fannullone (...) dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. (...) E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti" (Matteo 25:26-30).

Che dirò ancora? (1) Il tempo fugge, e ancora sei pigro? (2) Gran parte della tua vita è già passata, e ancora sei pigro? (3) La tua anima vale più di mille mondi, e ancora sei pigro? (4) Il giorno della morte e del giudizio è alla porta, e ancora sei pigro? (5) La maledizione di Dio è sospesa sulla tua testa, e ancora sei pigro? (6) Inoltre, persino il diavolo è diligente e laborioso. Egli cerca ogni giorno ed in tutti i modi, con ogni sorta di peccato, di trattenerti dall'andare in cielo e porre ostacolo alla tua salvezza, e ancora sei pigro? (7) Inoltre i tuoi vicini sono diligenti nel fare ciò che è transitorio, e tu sei pigro nelle cose che dureranno per sempre? (8) Saresti disposto a dannare la tua anima solo per la tua pigrizia? (9) Ti piacerebbe che gli angeli di Dio fossero negligenti nel portare la tua anima in cielo quando muori e che i diavoli fossero lì pronti per profittarne? (10) Forse che Cristo è stato negligente nell'opera della tua redenzione? (12) Sono forse stati i ministri di Dio negligenti nel comunicartela? (12) Infine, se ancora tutto questo non ti muove all'azione, io ti assicuro che Dio non sarà né pigro né negligente a dannarti: ["La loro condanna già da tempo è all'opera e la loro rovina non si farà aspettare" (2 Pietro 2:3)], i demoni non saranno negligenti nel portarti via, né l'inferno sarà negligente a chiudere le sue porte dietro di te quando vi sarai entrato!

Pigro! Ancora dormi? Sei deciso a dormire del sonno della morte? Le buone notizie del cielo non riescono a svegliarti e nemmeno lo sferragliare delle catene dell'inferno? "Fino a quando, o pigro, te ne starai coricato? Quando ti sveglierai dal tuo sonno? Dormire un po', sonnecchiare un po', incrociare un po' le mani per riposare... La tua povertà verrà come un ladro, la tua miseria, come un uomo armato. Come la porta si volge sui cardini, così il pigro sul suo letto. Il pigro tuffa la mano nel piatto; e gli sembra fatica riportarla alla bocca" (Proverbi 6:9-11,14,15).

Se io fossi bravo a lamentarmi ed avessi il mio cuore rivolto a te, quanto avrei di te compassione! Come mi dolerei per la tua sorte! Con Geremia io piangerei per te fiumi di lacrime! Povera anima! Anima perduta! Anima morente! Che cuore duro avrei se non fossi in lutto per te! Se tu perdessi un braccio, o una gamba, o persino tuo figlio o un amico sarebbe grave e piangerei con te. Ma qui è ancora peggio, SI TRATTA DELLA TUA ANIMA! Se tu dovessi giacere all'inferno, diciamo, per un giorno, per un anno, o persino per diecimila anni, questo sarebbe, a suo confronto, un nulla! Ma E' PER SEMPRE! Te ne rendi conto? E' terrificante la parola di Colui che un giorno potrebbe dirti: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!" (Matteo 25:41)

Obiezione: "Se però io dovessi correre come tu vorresti che io facessi, allora dovrei correre lontano da tutti i miei amici, perché nessuno di loro corre in quella direzione!".
Risposta: "Se tu lo facessi, tu correresti fra le braccia di Cristo, e di Dio. Che male questo ti farebbe?".
Obiezione: "Se però io corro in quella direzione, dovrei correre lontano da tutti i miei peccati".
Risposta: "Indubbiamente questo è vero, eppure, se non lo fai, correrai sì, ma ineluttabilmente verso il fuoco dell'inferno".

Obiezione: "Ma se corro nella direzione che dici tu, io sarò odiato, e perderò l'amore dei miei amici e parenti, come pure di coloro da cui mi aspetto un beneficio o dei quali mi fido, e sarò deriso da tutti i miei vicini".
Risposta: "Se tu, però, non lo fai, è sicuro che perderai il favore di Dio e di Cristo, i benefici del cielo e della gloria, e sarai deriso da Dio per la tua stupidità: "...io riderò delle vostre sventure, mi farò beffe quando lo spavento vi piomberà addosso" (Proverbi 1:26). Se non vuoi essere odiato e deriso allora, procura che tu, con la tua follia, non ti attiri il dispiacere e la derisione del grande Iddio, perché la Sua derisione e il Suo odio sarà terribile. Cadrà su di te in tempi terribili, anche quando tribolazione ed angoscia ti afferreranno, perché la morte e il giudizio verranno su tutti sulla terra. Allora gli angeli del cielo non ti potranno aiutare.
Obiezione. Certamente, però ho abbastanza tempo, un anno, magari due, non è vero?
Risposta: Beh, prima di tutto, hai forse controllo sulla tua vita? Forse che Dio ti ha detto che vivrai ancora un anno e mezzo, o due mesi di più? No, potresti non vivere così a lungo. Quindi, in secondo luogo, saresti tu così stupido e disavveduto di rischiare la tua anima per poco ed incerto tempo? In terzo luogo: Sei sicuro che il tempo della grazia durerà ancora per una settimana? Il giorno della grazia, infatti, potrebbe essere passato prima ancora che la tua vita finisse. Se così fosse, per te, non diresti forse allora: "O se io solo avessi cominciato a correre prima che il tempo della grazia fosse concluso, e le porte dell'inferno non fossero chiuse dietro di me!". Ma, in quarto luogo, se tu dovessi vedere uno qualsiasi dei tuoi vicini a mancare di assicurare le loro proprietà pur sapendo che il ladro sarebbe presto giunto, non li considereresti degli stupidi? Se è così, pensi che sia saggio lasciare che la tua anima immortale sia sospesa sulla bocca dell'inferno da un filo d'incerta consistenza che potrebbe ben presto rompersi e farti cadere irreparabilmente?
Per parlare chiaramente, tutte queste sono solo parole di uno spirito indolente.

Svegliati, alzati, o uomo! Non essere più pigro! Rivolgi decisamente i tuoi piedi ed il tuo cuore, anzi, il tuo tutto, sulla via di Dio, e corri! Ti aspetta una corona al termine della corsa.

Ti saluto. Mi auguro che le nostre anime potranno incontrarsi in tutta calma al termine del viaggio.

John Bunyan (1628-1688)

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