mercoledì 18 gennaio 2017

Il “vangelo” del sorriso e della cordialità

Falsi vangeli, vale a dire non rispondenti al messaggio del Nuovo Testamento, oggi abbondano e mietono costantemente le loro vittime. Fra di essi è “il vangelo del sorriso e della cordialità”. Lo conoscete?

Ai bambini genitori e maestri spesso dicono: “Devi essere sempre gentile e servizievole”, “condividi le tue caramelle”. Nello sport si insegna il “fair play”, la correttezza, la lealtà. L’essere un “gentiluomo”, “la cavalleria”, avere buone maniere, è una virtù apprezzata, così come la cordialità ed il sorriso. L’essere cristiano spesso è fatto corrispondere con la simpatia, la gentilezza, la mitezza. Indubbiamente le Sacre Scritture ci insegnano ad essere gentili e compassionevoli. Dove sta, allora, il problema?

Il sorriso come “tecnica”

Il problema subentra, in primo luogo, quando la gentilezza ed il sorriso diventa “una tecnica” ipocrita, qualcosa di non sincero, che nasconde secondi fini, fini non dichiarati, qualcosa di coscientemente strumentale. Si tratta della tipica “tecnica di seduzione”. La cosa è racchiusa persino nel vecchio adagio: “Si prendono più mosche con una goccia di miele che di aceto”. La si insegna nei corsi di relazioni pubbliche in ambito commerciale e politico. La insegnano pure nei corsi di propaganda delle sètte, come i Testimoni di Geova ed i Mormoni, ma non solo… “Ma che simpatico quel papa…”, oppure “Ma che simpatico è quel predicatore evangelico in TV”. Quel che spesso fanno gli imbonitori televisivi (anche di religione), non raramente pure l’ho trovato in colleghi pastori di tendenza liberale (cioè lontani ed avversi all’ortodossia biblica) che ti sorridono, ma poi, “ti pugnalano alle spalle”.
“Non è una questione di volerlo o no, inconsciamente associamo dei valori positivi a chi sorride; allora la nostra mente ci impone che chi sorride sicuramente dice la verità, che è una persona buona, affidabile e che magari può anche essere un esempio per noi. In questo modo viene usato, per esempio, da note marche di salumi insaccati, cibi notoriamente non salutari, per far passare il messaggio opposto. Come, per esempio viene usato da note aziende che operano nel campo dell’energia per far passare il messaggio secondo cui le stesse aziende son molto impegnate per sviluppare energie pulite; in realtà stanno facendo un sacco di soldi con centrali tutt’altro che salubri. Ma la cosa più grave, a parte l’uso che se ne fa nella pubblicità, è l’uso del sorriso in programmi di informazione, anche scientifica, per far passare come reale un’idea invece distorta, spesso perversa. Il sorriso, per l’uso che se ne fa in tv, ha proprio lo scopo di distorcere l’idea che lo spettatore ha di una certa cosa ammaliandolo [...] Potrebbe sembrare che questo concetto valga solo per la pubblicità in TV e non, anche, per la comunicazione politica o di informazione. In realtà anche la politica e l’informazione entrano in un’ottica “commerciale”: anche un politico deve saper “vendere” la propria immagine ai cittadini e sicuramente, vale quanto più in alto si va, subiscono pressioni di ogni tipo da grandi aziende e multinazionali affinché vengano promosse iniziative legislative che promuovano gli interessi economici di quelle aziende. [...] Il sorriso è utile ad una TV che è diventata, quindi uno strumento nelle mani e al servizio di grandi aziende, uno strumento al servizio dei partiti politici che a loro volta sono al servizio delle multinazionali e uno strumento al servizio dell’informazione e della scienza, solo quella che fa comodo alle multinazionali. Ecco come la tv da strumento di comunicazione diventa uno strumento di rincoglionimento di massa al servizio di forti gruppi di potere economico”[1].
Anche in questo caso bisogna avere discernimento e non lasciarsi ingannare, neanche da un sorriso. Scrive l’Apostolo: “Quei tali sono falsi apostoli, operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. Non c'è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere” (2 Corinzi 11:13-15).

Gentili sì, ma non a spese della verità

La gentilezza ed il sorriso, in secondo luogo, per quanto sia una virtù, non lo è in ogni circostanza. Le Scritture non ce la insegnano a spese della verità. Qui c’è un altro modo per compromettere la verità e che diventa un falso vangelo. Non vogliamo offendere la gente. Dobbiamo, come cristiani, parlare di cose positive, dire “ciò che edifica”, ma c’è chi arriva a dire che non dobbiamo mai turbare qualcuno dicendogli che è un peccatore… Spesso le chiese (soprattutto quando hanno bisogno di membri e di denaro per portare avanti le loro attività, nulla di male in questo) hanno timore di dire alla gente che sono dei peccatori, che devono ravvedersi, altrimenti ...potrebbero non tornare più fra di noi.

Temiamo di rovinare un’amicizia e disturbare un rapporto promettente ...se diciamo la verità. Certo, dobbiamo rapportarci con il mondo e condividere l’amore di Cristo, ma non dobbiamo mettere i nostri “buoni rapporti” al di sopra dell’opera dello Spirito Santo. Come cristiani dovremmo bene attenderci di essere odiati dal mondo (Matteo 10:22). Dobbiamo rapportarci con il mondo, ma questo rapporto può solo essere basato sulla verità. È più di un gioco di parole: vi sono cristiani che si astengono dal comunicare ai perduti “l’intero consiglio di Dio” “per timore di perderli”. Che cosa è meglio: perdere la loro amicizia o lasciarli perduti per Dio?

La Bibbia dice in 1 Pietro 2:8 che Gesù “offende”, che Egli è “pietra d'inciampo e sasso di ostacolo”, che “fa inciampare” (e che a questo “sono stati destinati”); che “la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono” (1 Corinzi 1:18).

Dio è amore, e Dio è gentile, disponibile e misericordioso, ma Dio è anche il Dio della verità che non teme di affermarla anche quando “fa male”. Egli è giusto e retto, ma “l’ira di Dio” fa parte del Suo carattere. “Il SIGNORE è un Dio geloso e vendicatore; il SIGNORE è vendicatore e pieno di furore; il SIGNORE si vendica dei suoi avversari; e serba rancore verso i suoi nemici” (Naum 1:2). ...e non mi si dica che quello è “solo” l’Antico Testamento, perché dell’ira di Dio all’opera si parla ampiamente anche nel Nuovo Testamento. Eppure Dio è misericordioso ed ha inviato Suo Figlio per morire su una croce per i nostri peccati ed è risorto dai morti affinché coloro che si ravvedono dai loro peccati e credano in Lui siano salvati.

Attrarre la gente con il sorriso e la simpatia non facendo loro conoscere tutto ciò che la Parola di Dio dice (e non solo “le cose belle”) non renderà loro alcun servizio, anzi, solo li ingannerà. Noi dobbiamo offendere la gente con la verità.

Note

Articolo elaborato ispirato dalla prima parte dell’articolo di  Jeff Maples “Three False Gospels You May Not Realize Are in Your Church”[2].

[1] La tecnica del sorriso in TV”, in: http://www.magozine.it/la-tecnica-del-sorriso-in-tv/

[2] http://pulpitandpen.org/2015/08/20/three-false-gospels-you-may-not-realize-are-in-your-church/

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