sabato 2 ottobre 2010

Affetti da stenosi? Quanto spazio c'è nel nostro cuore?

"11 La nostra bocca vi ha parlato apertamente, Corinzi; il nostro cuore si è allargato. 12 Voi non siete allo stretto in noi, ma è il vostro cuore che si è ristretto. 13 Ora, per renderci il contraccambio (parlo come a figli), allargate il cuore anche voi!" (2 Corinzi 6:11-13).
Dopo aver dimostrato il carattere irreprensibile e disposto al sacrificio come ministro dell'Evangelo, l'Apostolo rivolge ai cristiani di Corinto un appello personale a che il loro amore per lui non venga meno.
"Vi ho parlato francamente, a cuore aperto, io non vi ho sottratto il mio affetto". Letteralmente la frase suona come: "La nostra bocca è stata aperta verso di voi", cioè: "sono stato molto esplicito nei vostri riguardi, verace, non vi ho nascosto nulla, non ho trattenuto nulla che vi potesse essere di beneficio". Verso di loro Paolo è stato come un padre che non risparmia nulla che sia utile ai suoi figli. Anche la riprensione e l'esercizio della disciplina verso di loro era intesa a beneficarli, a far loro del bene, non del male. "Il SIGNORE riprende colui che egli ama,
come un padre il figlio che gradisce" (Proverbi 3:12).  Allo stesso modo il suo cuore è sempre rimasto aperto verso di loro. C'era sempre e rimane spazio per loro nel suo cuore, non li ha mai estromessi dal suo cuore, li ha sempre amati e continua ad amarli. I cristiani di Corinto non erano stati privati dell'affetto del loro padre spirituale ["Voi non siete allo stretto in noi", cioè: "Io non vi ho sottratto il mio affetto", σπλάγχνον, splagchnon, lett. parti interiori (cuore, fegato, polmoni, intestini, ecc. figurativamente le emozioni)]. Anticamente, così come lo era il cuore, cuore e intestini (!) erano usati metaforicamente come la sede dei sentimenti (particolarmente l'amore, ma anche l'ira).
L'affetto dei cristiani di Corinto verso il loro padre spirituale però, era venuto meno, qualcosa lo aveva ostacolato. Paolo era stato estromesso dal loro cuore, o meglio, lo "spazio" del loro cuore si era ristretto tanto da non lasciarvi più spazio per l'Apostolo: "...ma è il vostro cuore che si è ristretto" [στενοχωρέω,  stenochóreó, lett. restringimento di spazio]. Paolo rileva in loro una sorta di stenosi spirituale. Che cosa aveva causato a Corinto questa "malattia"? Indubbiamente l'influenza di predicatori o molto "stretti" o molto "liberali". Una visione, infatti, molto stretta e rigorosa della religione biblica, lontana dalla parola e dallo spirito di Cristo, aveva pure reso "stretto" il loro cuore, sospingendoli ad amare di meno, a escludere dal loro cuore persino Paolo, che per loro, era "troppo liberale" o "troppo rigoroso" (a seconda dei casi!).
E' solo giusto, però, che questo suo amore chiaramente palese verso di loro sia contraccambiato: "Fate spazio nel vostro cuore anche per me!". Il termine usato per "contraccambio" è: ἀντιμισθία, antimisthia, cioè "corrispondenza", la "dovuta ricompensa", indicante la natura reciproca di una transazione. In latino è simile al termine "Do ut des" (do affinché tu dia). Attraverso la sua predicazione dell'Evangelo essi erano diventati famiglia e, come ogni altro padre, Paolo desidera un posto nel loro cuore. E' solo giusto, sembra qui dire Paolo, che i cristiani di Corinto gli contraccambino il suo amore.
Quand'anche si provveda ad un bambino tutto il necessario (materialmente) per la sua vita, se lo si priva del necessario affetto, del contatto, dell'intimità, egli si ritirerà pian piano in sé stesso diventando persino autistico. Ancora di più lo si vede per l'adulto che, in questo modo, potrebbe pure sviluppare sindromi similari.
Oggi fra i cristiani vi sono due rischi opposti, o quello dell'estremo rigorismo e ristrettezza dottrinale e morale che vive all'insegna dell'esclusione, e quella dell'amore indiscriminato che vorrebbe "abbracciare tutti" senza discernimento. Entrambe le tendenze sono estranee alla parola ed allo spirito di Cristo riflesso nel Nuovo Testamento. L'amore cristiano è aperto, il suo "cuore" è molto largo, "contiene molto spazio", ma non si tratta di un amore ed uno spazio "illimitato", perché in quest'ambito continua ad essere legittima l'esclusione e la separazione "per giusta causa" (implicita nel concetto stesso del giudizio di Dio e della disciplina ecclesiastica).
Distinguere dove necessariamente "finisce" l'amore e vi debba essere legittima separazione ed esclusione, non è facile determinarlo, richiedendo questa molta saggezza, la saggezza che sgorga dall'assumere autenticamente "la mente di Cristo". L'amore di Cristo è molto vasto, ma comporta pur sempre dei limiti. E' vasto come l'universo, ma non è un universo illimitato! "Affinché .... siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio" (Efesini 3:18-19). Esso abbraccia tutti i peccatori chiamandoli al ravvedimento, ma non si estende fino ad abbracciare l'ostinata impenitenza! "Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà" (Galati 6:7).
Preghiera. Signore, che io ami e rispetti i conduttori della mia comunità cristiana e chi spiritualmente mi è padre o madre, anche e soprattutto quando mi riprendono. Che il mio cuore, poi, non si restringa mai ingiustamente verso alcuno. Che la mente di Cristo sia sempre meglio pure la mia, affinché io ami incondizionatamente e sappia altresì discernere fino a dove esso debba estendersi. Nel nome di Cristo. Amen.

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