martedì 24 gennaio 2012

La fede in Cristo è forse l'opera meritoria mediante la quale veniamo giustificati?

"Perché la fede è il mezzo attraverso il quale siamo giustificati [e quindi salvati per l'eternità]? Si tratta forse di un'opera buona? No, perché la Bibbia è molto chiara sul fatto che la salvezza non sia il risultato d'alcuna opera. Se fosse così, avremmo qualcosa di cui vantarci. Potremmo magari non gloriarci di aver fatto questo, quello o quell'altro ancora, ma potremmo vantarci nel fatto di credere. Potremmo allora cantare: "Non porto nulla nelle mie mani", ed aggiungeremmo: "...eccetto che la mia fede". Nessun'altra opera varrebbe, solo quella del credere. Se la fede fosse un tipo di opera buona, ritorneremmo all'antica eresia della salvezza per opere, solo che sarebbe l'opera della fede. Romani 4:5 mette in chiaro che noi non siamo salvati dalla fede come se fosse essa stessa una buona opera. Il testo dice infatti: "Colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede gli è imputata come giustizia". Siamo stati giustificati mentre ancora eravamo empi! Al momento della giustificazione siamo ancora empi, e se questo è vero com'è vero, la fede non può essere un'opera buona meritoria.

Perché la fede è il mezzo attraverso il quale siamo giustificati?  Semplicemente perché è l'azione che ci unisce a Gesù Cristo. La fede è il nostro venire a Lui, il nostro confidare in Lui, il nostro riposarci in Lui. Il momento stesso che noi veniamo uniti a Lui, siamo immediatamente destinatari di tutto ciò che Egli ci ha assicurato. Siamo immediatamente giustificati prima ancora di aver fatto una sola opera buona perché apparteniamo a Lui ed Egli appartiene a Dio. Una povera donna è una donna povera fino al momento in cui sposa un uomo ricco. Nel momento stesso in cui diventa sua moglie diventa pure una donna ricca. E' per il fatto di averlo accettato che diventa una donna ricca, ma a farla ricca non è il suo atto di accettarlo. E' la ricchezza di suo marito che la rende una donna ricca. E' così che pure non è la fede che giustifica. Cristo giustifica. La fede è l'atto che suggella la nostra unione con Cristo.

A. H. Strong usa l'analogia dell'allacciamento. L'allacciamento congiunge i vagoni del treno alla locomotiva. In sé stesso l'allacciamento non ha forza alcuna. Non può muovere un vagone d'un solo centimetro. Tutto il potere è nella locomotiva. L'allacciamento è il legame attraverso il quale la potenza della locomotiva è trasmessa ai vagoni. La fede non ha potere di per sé stessa, non è la base della salvezza, non è un'opera buona, meritoria. E' semplicemente ciò mediante il quale la bontà, la grazia e la gloria di Cristo viene al peccatore" (J. H. G.).

Si può anche fare l'esempio (per altro anche biblico) dell'adozione. Dio sceglie di accordare la grazia della salvezza in Cristo ad un peccatore (immeritevole e di questo inconsapevole). "Va a raccoglierlo" nel mondo per mezzo dell'annunzio dell'Evangelo. Con sua grande sorpresa viene "trasportato a corte" presso Dio e lì riceve notizia del divino decreto di adozione in Cristo e con Cristo, del suo nuovo status e privilegi. Viene così accolto "a palazzo", ripulito e rivestito, e poi viene educato a comportarsi come quello che è veramente. "Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo" (Romani 8:17).

Se non appartieni ancora a Cristo e con Cristo a Dio come Suo figlio adottivo, forse è proprio attraverso la lettura di questo messaggio che Dio ti vuole notificare della Sua decisione di accordarti la grazia della salvezza dal peccato e dalle sue conseguenze. E' tempo così per te di iniziare questo viaggio verso la tua "nuova casa".

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