lunedì 18 giugno 2012

Dacci oggi il nostro pane quotidiano


Quando leggiamo questa richiesta nella preghiera che il Signore ci ha dato, essa ci rammenta della nostra totale dipendenza da Lui per tutto ciò che noi abbiamo, inclusi i nostri doni spirituali e la grazia di perseverare fino alla fine.

Quando eravamo senza speranza e senza Dio nel mondo, prima che fossimo rigenerati spiritualmente, la nostra conversione ebbe luogo quando Dio aprì i nostri occhi portandoci a disperare di tutte le risorse che pensavamo di avere a nostra disposizione e per farci guardare così a Cristo soltanto come sorgente unica della Sua misericordia. Allo stesso modo, come cristiani, viviamo sulla base dello stesso principio, dato che è solo perdendo ogni fiducia che potremmo avere in noi stessi, che noi cresciamo nella grazia. La maturazione del cristiano non vuol dire acquisire maggior fiducia nelle nostre capacità. Al contrario, il cristiano maturo è colui o colei che è sempre più consapevole della propria fragilità e che giorno per giorno si rivolge al Signore per ricevere quelle grazie che gli servono per proseguire il suo cammino. Così, soltanto quando siamo deboli allora davvero siamo forti (2 Corinzi 12:10). In altre parole, se vogliamo veramente essere efficaci, ci deve essere in noi prima di tutto la consapevolezza della nostra debolezza e della nostra innata bancarotta spirituale.

Nel "mercato" spirituale del Signore, Egli tratta soltanto con i poveri, i malati ed i ciechi. Se cerchi di vantare con Lui quello che hai guadagnato, i tuoi meriti o i tuoi doni (quelli che Egli ti ha dato), Egli non tratterà con te. Il sentiero della salvezza è troppo stretto per pensare di poter portare con te i tuoi beni e passare con essi attraverso la porta. Devi lasciarli fuori da quella porta e venire a mani vuote se vuoi poter transitare da quel passaggio basso e stretto. Allora sarai pronto, ed il Signore ti colmerà abbondantemente. Il Signore disse di non essere venuto per chiamare dei giusti, ma dei peccatori. Allo stesso modo Egli afferma "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: 'Noi vediamo', il vostro peccato rimane" (Giovanni 9:41). E' naturale che noi si cerchi di stabilire la nostra auto-sufficienza. Se una persona, però, riconosce la propria inadeguatezza e bisogno di aiuto, è evidente che il Signore ha fatto nel suo cuore un'opera di grazia, perché laddove noi cessiamo di presumere d'operare, è proprio là dove inizia la Sua grazia.

Cristiano, tu dipendi da Dio soltanto per avere forza e conforto per arrivare al termine della tua giornata. Non puoi contare sulle benedizioni e la gioia che hai avuto ieri. No, oggi devi accostarti al Signore in modo nuovo in atteggiamento di dipendenza, perché l'auto-sufficienza non funzionerà mai per un cristiano. Non puoi contare sulle passate benedizioni più di quanto non puoi contare oggi sul cibo che hai mangiato ieri. Va al di là della nostra capacità e destrezza conservare la gioia e il conforto dello Spirito. Il tuo successo dipende dal favore del Signore. L'agricoltore può seminare il suo seme e lavorare duramente, ma senza la benedizione della pioggia di Dio, il suo lavoro sarà vano. Solo Cristo può provvederci le risorse di cui abbiamo bisogno e il nostro lavoro sarà vano se non è fatto nel Signore. Se vuoi vedere nella tua vita del frutto spirituale, dipendi da Dio ogni giorno affinché Egli ti sostenfa spiritualmente così come l'antico Israele dipendeva dalla manna che Dio gli provvedeva ogni giorno. Non possiamo semplicemente tirare fuori dal nostro deposito di benedizioni accumulate una porzione di gioia o di benedizione. Dio fa ciò che vuole delle Sue provvigioni e desidera che i Suoi figli giorno per giorno Gli chiedano ciò di cui hanno bisogno. Il racconto biblico afferma che Dio aveva dato agli Israeliti la Sua manna per renderli umile (Deuteronomio 8). La vera umiltà procede dal fatto che è il Signore a dispensare il cibo di cui hai bisogno, proprio come Egli ci dispensa la Sua grazia giorno per giorno (il pane). Egli conserva la chiave delle nostre benedizioni celesti affinché noi preghiamo nella Sua volontà e diventiamo strumenti per far avanzare quaggiù il Suo regno.

"Signore, dacci oggi il nostro pane quotidiano".

Da: "Give us this day our daily bread" in: Reformation Theology, 16 giugno 2012. http://www.reformationtheology.com/2012/06/give_us_this_day_our_daily_bre_1.php

Nessun commento:

Posta un commento