"Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo" (Galati 3:27).
La concezione riformata dei sacramenti si distingue sia da quella del Cattolicesimo romano che da quella sostenuta oggi dalla più gran parte degli evangelici. Si tratta di una concezione elevata che deve essere bene compresa e vissuta da tutti coloro che credono che la teologia riformata rappresenti di fatto la migliore esposizione dell'insegnamento biblico. La teologia riformata, infatti, non ha solo a che fare con i cosiddetti "Cinque punti del Calvinismo", ma ha aspetti suoi caratteristici che toccano ogni espressione della fede e condotta.
Nell'argomento che stiamo esaminando da alcuni giorni, questo vuol dire che il Battesimo e la Santa Cena devono essere considerati autentici strumenti della grazia, arterie privilegiate lungo le quali opera lo Spirito Santo per rappresentare visibilmente le promesse dell'Evangelo e farci maturare in Cristo. Al tempo stesso, dobbiamo pure comprendere come la grazia che riceviamo attraverso i sacramenti non sia un tipo di grazia diversa da quella che riceviamo dalla predicazione della Parola e dalla preghiera. I sacramenti non sono una via per ricevere "una grazia migliore", né essi sono, in sé stessi, vie "migliori" per accedere alla grazia santificante. Essi sono soltanto strumenti diversi per accedere alla stessa grazia. Sono strumenti che fanno uso della nostra vista, gusto, tatto ed odorato - sensi che non dobbiamo usare per partecipare ad altri strumenti della grazia - finalizzati a meglio imprimere in noi quelle stesse promesse dell'Evangelo che si trovano nella Scrittura.
Nell'argomento che stiamo esaminando da alcuni giorni, questo vuol dire che il Battesimo e la Santa Cena devono essere considerati autentici strumenti della grazia, arterie privilegiate lungo le quali opera lo Spirito Santo per rappresentare visibilmente le promesse dell'Evangelo e farci maturare in Cristo. Al tempo stesso, dobbiamo pure comprendere come la grazia che riceviamo attraverso i sacramenti non sia un tipo di grazia diversa da quella che riceviamo dalla predicazione della Parola e dalla preghiera. I sacramenti non sono una via per ricevere "una grazia migliore", né essi sono, in sé stessi, vie "migliori" per accedere alla grazia santificante. Essi sono soltanto strumenti diversi per accedere alla stessa grazia. Sono strumenti che fanno uso della nostra vista, gusto, tatto ed odorato - sensi che non dobbiamo usare per partecipare ad altri strumenti della grazia - finalizzati a meglio imprimere in noi quelle stesse promesse dell'Evangelo che si trovano nella Scrittura.
Atti 2:42 conferma che predicazione e sacramenti andavano mano nella mano nella pratica della chiesa antica. I primi cristiani erano perseveranti nella dottrina (insegnamento) degli apostoli, e nella comunione (fraterna), nel rompere il pane (la Cena del Signore), e nelle orazioni (la preghiera). Quando udivano l'insegnamento degli apostoli, ai primi cristiani veniva insegnato di riporre in Cristo soltanto, per la loro salvezza, la loro fede. I sacramenti, a loro volta, rafforzavano questo insegnamento.
Per poter aver fede nell'Evangelo bisogna conoscere l'Evangelo, e dobbiamo aver fede nell'Evangelo per poter godere dei benefici santificanti del Battesimo e della Cena del Signore. Nel nostro culto, quindi, è la predicazione della Parola che, rispetto ai sacramenti, deve avere una sorta di priorità. Non dobbiamo avere una concezione elevata dei sacramenti alle spese di una concezione elevata della predicazione. Accertiamoci, così, di udire la Parola predicata ogni qual volta ci sia possibile.
D. 67. La Parola e i sacramenti hanno quindi lo scopo di indirizzare la nostra fede verso il sacrificio di Gesù Cristo sulla croce come l'unico fondamento della nostra salvezza? R. Sì, certamente, poiché lo Spirito Santo insegna nel Vangelo e conferma mediante i santi sacramenti che tutta la nostra salvezza si fonda sull'unico sacrificio di Cristo compiuto per noi sulla croce [Catechismo di Heidelberg, D/R 67].
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