giovedì 26 luglio 2012

Incontrare l'intero Cristo (S. Cena, 4).

"Il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse la comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di Cristo? Siccome vi è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell'unico pane" (1 Corinthians 10:16-17).
D. 77. Dove Cristo ha promesso ai credenti di nutrirli con il suo corpo e dissetarli con il suo sangue con la stessa cer­tezza con cui essi mangiano di questo pane spezzato e bevono a questo calice? R. Nell'istituzione della cena che dice così: «Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga» (1 Corinzi 11:23-26). Questa promessa viene ripetuta anche da s. Paolo quando dice (1 Corinzi 10:16,17s): «Il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse la comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di Cristo? Siccome vi è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell'unico pane» [Catechismo di Heidelberg, D/R 77].
Chiedete ad un credente di definire semplicemente che cosa voglia dire essere cristiani, e riceverete risposte di vario tipo. Cristiani sono coloro che confidano per la loro salvezza in Cristo soltanto (Galati 2:15-16). I cristiani sono coloro che percorrono il mondo intero per chiamare gente di ogni tipo a diventare discepoli di Gesù Cristo (Matteo 28:18-20). I cristiani sono coloro che amano il Dio trino e gli uni gli altri (1 Giovanni 4:7-12).

Potremmo pure dire che i cristiani siano coloro che comprendono il bisogno che hanno di Gesù. Per la maggior parte, noi facilmente rammentiamo il bisogno che abbiamo della Sua divinità. Sappiamo di aver bisogno che Egli dimori in noi mediante il Suo Santo Spirito per poter fare ciò che è gradito al nostro Creatore (Giovanni 14:15-18). Ciò che però spesso dimentichiamo è che abbiamo bisogno dell'umanità del nostro Salvatore tanto quanto la Sua divinità. Per poter stare alla presenza di Dio senza alcun timore, abbiamo bisogno della perfetta giustizia che Egli ha conseguito in quanto Ultimo Adamo quando Egli aveva osservato perfettamente la Legge che il nostro Creatore ha stabilito per l'umanità affinché la osservasse (Romani 5:12-21). Abbiamo bisogno delle Sue mani perforate per provare come Egli sia morto in quanto uomo per redimere dei peccatori (Romani 3:25). Mediante lo Spirito di Dio, il nostro Salvatore, secondo la Sua umanità, ci rafforza nel nostro processo di personale santificazione. "Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati" (Ebrei 2:18).

La Cena del Signore è la maniera speciale attraverso la quale noi entriamo in comunione con l'intero Cristo e siamo nutriti sia dalla Sua umanità che dalla Sua divinità per poter vivere per Lui in santità e fedeltà. Come ci rammenta la D/R 77 del Catechismo di Heidelberg, il nostro Salvatore ha promesso di nutrirci proprio in quella maniera. 1 Corinzi 10:16-17 ci dice che noi riceviamo tale nutrimento nella Cena del Signore. Quando noi mangiamo quel pane spezzato e beviamo dal calice di quel vino, davvero noi partecipiamo al corpo ed al sangue di Cristo. Non si tratta di una semplice osservanza rituale in commemorazione di quanto Cristo ha compiuto per noi, ma di una maniera attraverso la quale in modo sovrannaturale entriamo in comunione con "l'intero Salvatore". Noi Lo "condividiamo" nel Suo vero corpo e così noi veniamo benedetti da tutto ciò che Egli ha da offrire al Suo popolo.

La Cena del Signore non ci rende dei cannibali che masticano la carne di Cristo. Noi ci nutriamo spiritualmente di Lui (CFW 29:7). Siamo per così dire elevati fino al Cielo per essere in speciale comunione con la natura umana del Signore proprio come noi siamo in comunione con la Sua onnipresente natura divina. Noi ci incontriamo con l'intero Cristo e siamo nutriti e sostenuti per fede dalla Sua grazia.

la D/R 168 del Catechismo Maggiore di Westminster approfondisce i benefici che noi riceviamo mediante lo Spirito nella Cena del Signore. Siamo messi in grado di rinnovare la nostra riconoscenza verso Dio per tutto ciò che Egli ha fatto per noi. Siamo legati strettamente l'uno all'altro nell'amore e nella comunione. La nostra comunione con il Salvatore risorto ne viene rafforzata e per questo diventiamo maggiormente consapevoli della Sua grazia riconoscendo sempre meglio che dipendiamo da Lui sia in vita che in morte.

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