martedì 24 luglio 2012

Una comunione più forte (S. Cena, 3)

"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui" (Giovanni 6:54-56).
D. 76. Che cosa vuoi dire mangiare il corpo crocifisso di Cristo e bere il suo sangue versato? R. In primo luogo, è accettare con cuore credente tutta la passione e la morte di Cristo e ricevere così la remissione dei peccati e la vita eterna. In secondo luogo, è anche essere unito sempre più intimamente al corpo benedetto di Cristo mediante lo Spi­rito Santo che abita in Cristo come in noi, cosicché noi siamo carne della sua carne e ossa delle sue ossa benché egli sia in cielo e noi sulla terra. In tal modo, un solo Spirito — come l'anima fa per le membra del corpo — ci governa e ci fa vivere" (Catechismo di Heidelberg, D/R 76).
Nella nostra riflessione precedente abbiamo visto come la fede abbia un ruolo indispensabile nel sacramento della Cena del Signore. Partecipare a Cristo esige da parte nostra il credere che Gesù abbia offerto Sé stesso per noi (Giovanni 6:35-40) e questo è vero non solo nella vita cristiana in generale, ma anche quando ci accostiamo alla Mensa del Signore. Per soddisfare la nostra fame e la nostra sete dobbiamo affidarci completamente al nostro Redentore.

La D/R 76 del Catechismo di Heidelberg prosegue a spiegare che il mangiare il corpo di Cristo e bere il Suo sangue implica molto di più che confidare in Gesù. Lo Spirito Santo ci concede la fede, e noi esercitiamo tale fede (Efesini 2:8-9), ma nel sacramento, dice il catechismo, veniamo uniti " sempre più intimamente al corpo benedetto di Cristo". Ricevere la Cena del Signore con fede è il mezzo mediante il quale la nostra comunione con Cristo è rafforzata. La Cena del Signore non è strumento di giustificazione - non è il mezzo mediante il quale facciamo nostra la perfetta giustizia di Cristo e veniamo uniti al Salvatore. Quello strumento è la sola fede (Galati 2:15-16). Una volta però che siamo uniti a Gesù, la Cena del Signore è strumento mediante il quale la nostra unione con Dio il Figlio diventa più forte e vitale.

Il Catechismo di Heidelberg cita il testo di oggi (Giovanni 6:41-59) per provare questa affermazione. Notate bene la forza di quel testo. E' ovvio come Gesù non intenda alcun cannibalismo, ma non dobbiamo andare all'estremo opposto e svuotare di forza le Sue parole. Egli intende comunicare questa verità vitale: abbiamo bisogno dell'intero Cristo in modo simile o persino maggiore di quanto abbiamo bisogno di mangiare. In altre parole, la nostra vita è impossibile senza di Lui. Inoltre, nel richiamare la nostra attenzione alla Sua carne ed al Suo sangue, Gesù evidenzia come noi si abbia bisogno di Lui sia nella Sua umanità come nella Sua divinità. Siamo uniti all'intera persona di Gesù per sola fede. Nella Cena del Signore noi ci nutriamo dell'intero Cristo, e ci viene rammentato come noi dipendiamo dalla Sua perfetta umanità tanto quanto noi confidiamo nella Sua perfetta divinità. Essere in comunione con Lui alla Sua mensa è un modo speciale per dirigere la nostra adorazione ed il nostro amore verso di Lui nella Sua umanità, schiacciata per amor nostro. Alla Sua mensa, mediante il Suo Spirito, Lo incontriamo nella carne. Siamo elevati al Cielo per poter aver comunione con il Salvatore intero, Colui che siede alla destra del Padre ed intercede per noi (Ebrei 7:25-26), Là Lo incontriamo e ci rammentiamo di nuovo che Egli ci ha redento con il Suo proprio sangue.

Non stiamo qui affermando la concezione cattolico-romana della transustanziazione o la concezione luterana della consustanziazione quando mettiamo in rilievo la vera presenza di Cristo nella Cena del Signore. Come vedremo, noi diamo semplicemente che alla Sua mensa noi incontriamo l'intero Cristo. Noi affermiamo che quando Lo incontriamo alla Sua mensa, noi ci nutriamo per fede sia della Sua umanità che della Sua divinità e che, così facendo, la nostra unione con Lui cresce e diventa più vitale.

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