lunedì 6 agosto 2012

Il peccato originale, concetto impopolare (il peccato, 5)

"D. In che modo il peccato originale è stato trasmesso dai nostri progenitori alla loro posterità?
R. Il peccato originale è stato trasmesso dai nostri progenitori alla loro posterità per generazione naturale, tanto che tutti coloro che procedono da loro in quel modo sono concepiti e nascono nel peccato" (Catechismo Maggiore di Westminster, D/R 26).
Nell'attuale clima culturale, affermare la realtà del peccato originale, vale a dire della corruzione radicale della natura umana che riguarda noi tutti fin dalla nostra nascita, frutto della disubbidienza ed apostasia dei nostri progenitori, suscita commiserazione, derisione e anche scandalo. Non solo è considerato una un mito, una favola, il racconto della creazione, di Adamo ed Eva, del frutto proibito, e della caduta, come pure ingenuo o disonesto "chi ancora ci crede" (di fronte ai dati che si suppone incontestabili della scienza moderna), ma anche disgustosamente irragionevoli coloro che attribuiscono corruzione e peccato a dei neonati "cosi innocenti, puri di cuore, privi di ogni malvagità"... 

Ecco così che persino dei cristiani professanti, imbarazzati di fronte a tali critiche, pur non osando negare la dottrina "tradizionale" del peccato originale, la mettono in secondo piano, la nascondono, "reinterpretandola" in varia maniera. Dovrebbero, però, avere il coraggio di sfidare lo scetticismo, presunzione ed incredulità moderna, con la competenza necessaria, ed affermare con forza la verità del pensiero biblico, approfondendolo con fiducia ed avvalendosi delle stringenti argomentazioni esistenti in sua difesa. Il pensiero moderno, infatti, può essere sconfessato rivelando i fallaci presupposti che lo sostengono, e il pensiero biblico dimostrarsi l'unico ad essere davvero realistico.

La dottrina del peccato originale (pur attraverso un racconto scritto in uno stile letterario particolare) espone quale sia la cruda realtà della condizione umana liberandola dalle illusioni dell'idealismo.

Vi è un rapporto organico fra noi ed i nostri progenitori, un condizionamento genetico di tipo morale, tanto che odiare Dio e ribellarci alla Sua legge "ci viene spontaneo". Quando lo facciamo, e già molto presto nella nostra vita, non c’è in noi alcun rincrescimento: volentieri asseriamo la nostra autonomia e determinazione di fare quel che più riteniamo opportuno. È così che, come loro discendenti naturali, pure ci viene trasmessa (imputata) la loro colpevolezza. Non esistono, così, di fatto, creature umane innocenti. Alla prima opportunità possiamo essere certi che la nostra natura corrotta e peccaminosa darà luogo personalmente ad una qualche forma di peccato più o meno grave, primo fra tutti l'atteggiamento di sfida all'autorità di Dio ed alle Sue leggi.

La sanzione penale per aver infranto il patto che legava Adamo a Dio (detto Patto d’opere) era il ritirarsi da lui e il sottrargli le influenze vivificanti dello Spirito Santo. Nel momento stesso in cui Adamo trasgredisce il comandamento di Dio e si nutre del frutto proibito, egli comincia a morire spiritualmente e poi anche fisicamente. Un principio di morte subentra in lui tanto che ritornerà alla terra dalla quale era stato tratto. Lo spazio più o meno lungo della nostra vita, in dipendenza da ciò che la provvidenza di Dio stabilisce per ciascuno di noi, non altera il fatto che, raggiunto il nostro sviluppo psicofisico, le nostre facoltà degradino e la nostra integrità sia disfatta fino a tornare a dissolverci nella materia.

Si discute in che senso possa essere corretto dire che noi "ereditiamo" da Adamo una natura peccaminosa. Dipende da ciò che intendiamo per "ereditare". Se intendiamo che nasciamo con una natura peccaminosa a causa della nostra connessione con Adamo, allora può essere corretto dire di "ereditare" da Adamo una natura peccaminosa. Se però intendiamo che noi ereditiamo una natura peccaminosa da Adamo così come potremmo ereditare capelli biondi o un’alta statura, allora non è del tutto corretto dire che noi "ereditiamo" da Adamo una natura peccaminosa. Sebbene noi si debba riconoscere che il problema della trasmissione del peccato originale sia molto difficile, ci sembra più sicuro affermare che la Bibbia non ci autorizzi a dire che una natura peccaminosa sia trasmessa dai meccanismi di un’eredutà biologica così come le caratteristiche fisiche siano trasmesse da generazione a generazione. Il peccato è un fatto spirituale non una proprietà del corpo o una caratteristica. Se il peccato originale fosse trasmesso da genitori a figlio per ereditarietà biologica, noi lo riceveremmo dai nostri genitori immediati e non tanto da Adamo. In quel caso i figli dei credenti (persone rigenerate) verrebbero al mondo similmente rigenerati. Di fatto, però, i figli dei credenti vengono al mondo in condizione di morte spirituale tanto quanto gli altri. Possiamo quindi concluderne che (a) la nostra natura oeccaminosa ci deriva in ragione della nostra nascita naturale in quanto discendenti di Adamo; (b) che essa ci proviene da Adamo e non dai nostri genitori immediati; (c) che noi "ereditiamo" una natura peccaminosa da Adamo così come una persona potrebbe "ereditare" del denaro dai nostri genitori o nonni, ma non nello stesso senso dell’ereditare fattezze fisiche.

Nega l'insegnamento della Bibbia a proposito de peccato originale il sistema dottrinale chiamato "pelagianesimo", da Pelagio, un monaco britannico del IV secolo AD. Pelagio negava che l'essere umano nasce con una natura peccaminosa ed insegnava che i bambini nascono privi di peccato, divenendo peccatori poi soltanto imitando l'esempio negativo di altri. Contro l'eresia di Pelagio, la dottrina biblica del peccato originale fu difesa dal grande padre della chiesa Agostino. Dopo una lunga controversia il pelagianesimo fu condannato dalla chiesa come errato e riaffermata la dottrina biblica. Durante il Medioevo, però, sorse una forma modificata di pelagianesimo, chiamata semi-pelagianesimo e divenne dottrina prevalente nell'ambito cristiano.

Vedi la pagina del Catechismo Maggiore di Westminster, dove questa D/R è accompagnata dai versetti biblici di supporto.

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