martedì 14 agosto 2012

L'Antico Testamento: motivo di imbarazzo (Il patto di grazia, 5)

D. In che modo il Patto di Grazia era amministrato durante l'Antico Testamento?
R. Il Patto di Grazia durante l'Antico Testamento era amministrato tramite promesse, sacrifici, la Pasqua, ed altre figure ed ordinanze. Tutti queste prefiguravano il Cristo che sarebbe venuto ed erano per quel tempo sufficienti ad edificare gli eletti nella fede nel promesso Messia, attraverso il quale essi avevano piena remissione dei peccati e salvezza eterna. D/R 34].
Vi sono persone per le quali l'Antico Testamento è motivo di imbarazzo. A loro sembra che lo spirito che vi trapela sia molto diverso da quello del Nuovo Testamento e che persino vi si rappresenti un Dio dalle caratteristiche diverse. Non riescono a scorgervi il Cristo dei vangeli, il Cristo annunziato nell'insieme del Nuovo Testamento. Non riescono a conciliare queste due parti della Bibbia. Tant'è vero che persino alcune case editrici pubblicano grandi quantità di Nuovi Testamenti privi dell'Antico, come se la maggior parte della Bibbia non fosse importante o persino "superato". Certo può essere più difficile, ma solo per chi non ritiene di doversi impegnare ad approfondirla ed apprezzarla. Il problema, infatti, non sta nell'Antico Testamento ma nell'incapacità di questi lettori a scorgervi il Cristo a causa o dei loro pregiudizi oppure perché sono privi della giusta chiave di lettura, quella che nessuno ha loro dato.

Esiste, di fatto, una profonda unità fra le due parti della Bibbia: entrambe sono Parola di Dio. Il Signore Gesù stesso e gli scrittori del Nuovo Testamento onoravano in questo modo "l’antico" Testamento e lo consideravano autorevole. La prima parte della Bibbia non meno della seconda annuncia e vive di fatto la salvezza per la grazia di Dio attraverso la fede nel Messia che sarebbe venuto. La differenza non sta nella sostanza dell'annuncio e men che meno era una via della salvezza diversa, ma nel modo in cui lo stesso patto di grazia veniva amministrato, elargito, agli antichi credenti di Israele. Le differenze nel modo in cui i benefici della grazia venivano elargiti allora dal modo in cui vengono elargiti oggi è ciò di cui si occupa la D/R del Catechismo che stiamo esaminando quest'oggi.

Rileggiamola con attenzione: R. Il Patto di Grazia durante l'Antico Testamento era amministrato tramite promesse, sacrifici, la Pasqua, ed altre figure ed ordinanze. Tutti queste prefiguravano il Cristo che sarebbe venuto ed erano per quel tempo sufficienti ad edificare gli eletti nella fede nel promesso Messia, attraverso il quale essi avevano piena remissione dei peccati e salvezza eterna.

Nel linguaggio biblico "ministro" corrisponde essenzialmente al concetto di "servitore". Si potrebbe illustrare il concetto con l'immagine di un cameriere che serve i clienti di un ristorante portando alla loro tavola il cibo. "Amministrare il Patto di Grazia" significa portare (con la parola o con gesti simbolici) la sostanza, i benefici, del Patto di Grazia a coloro che ne sono beneficiari, al popolo dei credenti, rammentarli, presentarli. Il Patto della Grazia, perciò, veniva annunciato, proposto, attualizzato al popolo eletto, Israele, durante l'Antico Testamento, in svariati modi. Questa D/R del catechismo li identifica nella seguente maniera:
1) Promesse e profezie. Si tratta delle esplicite promesse di Dio registrate nei libri sacri che noi conosciamo come Antico Testamento. Esse venivano lette e spiegate al popolo per nutrire la sua fede. 
2) L'istituzione dei sacrifici (di animali o di primizie) soprattutto per il perdono dei peccati.
3) L'istituzione della Pasqua in commemorazione della liberazione dalla schiavitù in Egitto e l’inizio del cammino verso la terra promessa. Quale meravigliosa simbologia in essa: la liberazione dal peccato e la nuova vita resa possibile dall’intervento del Messia. 
4) Altre figure ed ordinanze sacre. Il termine "figure" è anche tradotto con "tipi". Esse si distinguono, però, dai "simboli". I simboli sono segni arbitrari usati per denotare qualcos'altro. Diciamo, così, che nella cerimonia dell'unzione nell'Antico Testamento, l'olio era simbolo dello Spirito Santo. Dopo il diluvio universale l'arcobaleno era simbolo delle promesse di Dio nel Suo patto. Nella Bibbia spesso il numero 7 è simbolo di perfezione ed il numero 12 di completezza. Una figura o tipo, però, differisce dal simbolo nel fatto che la figura (o tipo) non è usata arbitrariamente per significare qualcos'altro. C'è una somiglianza reale e meno ovvia fra il "tipo" e "l'antitipo" (adempimento del tipo). C'è così un'ovvia somiglianza fra Melchisedec e Cristo nella sostanza che vi è tipificata. Non c'è però una somiglianza ovvia fra l'olio e lo Spirito Santo, né fra l'arcobaleno e la promessa di Dio di non distruggere più la terra con un diluvio.
Lo scopo dei sacrifici, figure, ordinanze ecc. dell'Antico Testamento era quello di rivolgere l'attenzione al futuro Messia (o Cristo), il Redentore venturo. Questo non significa che ogni ordinanza indicasse direttamente Cristo stesso. Significa piuttosto che tutte le figure (o tipi) indicavano un qualche aspetto dell'opera salvifica di Cristo. Per esempio, la malattia della lebbra è chiaramente trattata nell'Antico Testamento come simbolo del peccato. E' così che le varie regole e pratiche al riguardo della malattia della lebbra, la sua impurità ecc. erano intese a mettere in rilievo quanto il peccato sia brutto e dannoso, come pure per mostrare al popolo il loro bisogno di esserne liberati da parte di Do. E' in questo modo che i regolamenti dell'Antico Testamento al riguardo del trattamento della lebbra indicavano il Cristo venturo.

Promesse, profezie, figure, sacrifici ed altre ordinanze erano sufficienti per quel tempo ad edificare la fede degli eletti nel Redentore promesso. Potremmo paragonare queste ordinanze dell'Antico Testamento a libri di testo per bambini delle elementari che presentano molte figure perché essi non sono in grado ancora di comprendere trattazioni scritte o discussioni astratte. Quando il bambino, però, cresce le figure non sono più necessarie e libri ordinari sono meglio adatti. Si può dire altresì che l'Antico Testamento sia "l'infanzia" del popolo di Dio, perché quella era la loro condizione spirituale. Dio forniva loro, così, "figure", vale a dire verità sulla redenzione rappresentate di fronte ai loro occhi da una moltitudine di ripetuti sacrifici, ordinanze e simboli. Essi servivano per sostenere la loro fede fino alla venuta del Redentore in persona. Una volta venuto, però, le "figure" non erano più necessarie.

I credenti dell'Antico Testamento avevano vantaggi reali dal Messia/Cristo che così era loro "anticipato": ricevevano piena remissione dei peccati e vita eterna. E' un errore dire che i credenti dell'Antico Testamento non ricevessero piena remissione dei loro peccati se non dopo la venuta di Gesù, la Sua morte e risurrezione. Ebrei 11:39-40 insegna che i credenti dell'Antico Testamento non ricevono la piena realizzazione della loro redenzione, cioè la risurrezione dei corpi nel loro tempo se non alla fine dei tempi, quando i credenti dell'Antico e del Nuovo Testamento la riceveranno assieme. Nella questione del perdono dei loro peccati, però, essi non dovevano attendere, ma l'hanno ricevuta quando hanno creduto. Questo non significa che essi necessariamente pure ricevessero lo stesso grado di certezza nella loro mente così come la ricevono i credenti del Nuovo Testamento. La remissione dei peccati, agli occhi di Dio, è una cosa; la certezza della remissione, nella mente stessa del credente, è altra cosa.

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