giovedì 24 gennaio 2013

I tuoi gusti sono stati corretti?

Sto preparando una nuova lezione sugli articoli 2, 3 e 4 della Confessione di fede valdese del 1655 e, nell'articolo 4 mi sono imbattuto in un'espressione che non avevo mai notato prima.

Benché questa Confessione ricalchi in gran parte quella gallicana de La Rochelle, nell'articolo 4 questa introduce un'espressione poetica originale che non ho trovato altrove. Parlando del ruolo dello Spirito santo nel persuadere una persona dell'effettiva origine divina delle Sacre Scritture, dice:
"... lo Spirito Santo che ci fa ricevere con riverenza la testimonianza la quale ce ne rende la Chiesa, e che ci apre gli occhi per scoprire i raggi della celeste luce che risplendono nella Scrittura, e corregge il nostro gusto per discernere questo cibo col suo divino sapore".
Mi ha colpito l'espressione dove dice che lo Spirito Santo "corregge il nostro gusto per discernere questo cibo col suo divino sapore". La Confessione gallicana dice infatti soltanto: "la persuasione interiore dello Spirito Santo, che ce li fa distinguere dagli altri libri ecclesiastici sui quali, anche se utili, non si può fondare alcun articolo di fede" (Art. IV).

Trovo che questa similitudine sia magnifica. La versione francese (antico) dice: "rectifie nostre goust pour discerner cette viande par la saveur divine qu'elle a". Magari qualcuno mi potrebbe dire se questa espressione ha paralleli altrove. Ho fatto una ricerca specifica su Google, ma non ho trovato nulla che ci somigli né in italiano né in francese.

Ciascuno di noi ha dei gusti, a chi piace una cosa e a chi piace un'altra. Per apprezzare la Bibbia come Parola di Dio, però, ci vuole un particolare gusto. Solo "raffinati conoscitori" l'apprezzano e la riconoscono per quello che è veramente. Non è forse vero che se leggi la Bibbia magari una tascabile in autobus, ti guardano come se fossi un marziano e sicuramente come un fanatico religioso! Che gusti?! Essa, però, è autentico cibo dell'anima e la sua bontà solo pochi l'apprezzano.

Il profeta Ezechiele scrive: "Egli mi disse: «Figlio d'uomo, mangia ciò che trovi; mangia questo rotolo, e va' e parla alla casa d'Israele».  Io aprii la bocca, ed egli mi fece mangiare quel rotolo. Mi disse: «Figlio d'uomo, nùtriti il ventre e riempiti le viscere di questo rotolo che ti do». Io lo mangiai, e in bocca mi fu dolce come del miele" (Ezechiele 3:1-3).

Così pure il Salmo 34:8 "Provate [o 'gustate'] e vedrete quanto il SIGNORE è buono! Beato l'uomo che confida in lui".

Indubbiamente i nostri gusti devono essere corretti, rettificati, per saper apprezzare il cibo migliore per noi, e solo lo Spirito Santo lo può  fare sovranamente.

Quali sono le cose che tu gusti di più? I tuoi gusti sono stati corretti?

1 commento:

  1. Bellissima espressione quella oggetto di questo articolo.
    Se posso, volevo condividere un altro versetto che mi è capitato di leggere proprio ieri e che riguarda il "gusto" della Parola. E' il versetto 103 del Salmo 119:

    << Oh, come sono dolci le tue parole al mio palato! Sono più dolci del miele alla mia bocca.>>

    Che il Signore possa darci modo di apprezzare veramente la sua Parola.

    Saluti.

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